La Flat Tax 2019 ha cambiato molte carte in tavola per chi paga le tasse con la Partita Iva, e l’ha cambiate sopratutto per i freelance morti di fame come noi.

L’innovazione maggiore è l‘aumento a 65000 € del massimo fatturabile. Decisamente una gran modifica se speri di fare i sordi, indifferente se sei nella generazione 25/35 anni e non guadagni un cazzo.

Indipendentemente da quanto guadagnerai (spoiler: un cazzo) la vera domanda é: quanto si paga di tasse con il regime forfettario o dei minimi?

E’ il classico dubbio esistenziale su cui tutti i freelance impazziscono a fine anno e uno dei casi più comuni di suicidio intergenerazionale, quindi ti spiego quello che ho capito in anni di evasione fiscale.

Preciso che non sono un commercialista quindi se pagate di più son cazzi vostri. E comunque son coperto da pseudonimo.

La versione sintetica è: mettete da parte tra il 20% e il 25% di quanto guadagnate.

Questa è la versione se non hai voglia di attivare la tua materia grigia.

Oltre a questa cifra deve essere aggiunto “l’acconto” (un termine distopico inventato da Tremonti per dirci che dobbiamo anticipare il 99% delle tasse dell’anno futuro).

Se invece siete al primo anno di partita iva, beh incominciate a cibarvi di pane e cipolle: se piagne forte.

Se invece sei un masochista e vuoi sapere come cazzo funziona il processo di pagamento delle tasse continua a leggere.

La partita iva forfettaria e il regime dei minimi non versano l’iva, non hanno studi di settore e non hanno tante menate tipiche delle classiche partite iva (quelle in cui, sostanzialmente puoi fatturare più di 65000 euro). Il ché è un gran vantaggio perchè semplifica molto il calcolo della tassazione.

Fino a pochi anni fa le partite iva agevolate (come quella della minimi) avevano la possibilità di “scaricare” un limitato numero di acquisti legati al lavoro. Questo non è più possibile.

Il regime forfettario, a seconda del tuo codice ateco (ovvero l’attività con la quale puoi fatturare), stabilisce forfettariamente che tu spenderai una certa percentuale nell’acquisto di beni strumentali e li toglie automaticamente dal tuo imponibile (ovvero fatturato – spese … certo che non sai un cazzo eh!).

In sintesi: non puoi scaricare un cazzo (tranne le tasse dell’anno prima).

Come cazzo so’ quanto lo stato deduce in automatico dal mio codice Ateco? Santa pace… visto che non sai cercare su internet ecco uno schema a prova di scimmia:

 

Ecco e mo’ che ce faccio con questo codice? Avrei un’idea ma la terrò per me.

Andiamo dritti al punto con un calcolo spannometrico di un imprenditore di successo: Elias Mutandos, è un consulente d’immagine per animali da circo e quest’anno ha fatturato 10000 €.

Il signor Mutandos ha aperto la partita iva solo da un anno e quindi ha una tassazione agevolata del 5% (dopo il 5° anno diventa del 15%) e ha già versato dei contributi l’anno precedente. Il suo codice ateco rientra in altre attività economiche (67%) quindi questo sarà il calcolo che deve fare:

 

Ma la tassazione non è solo del 5%? No, a questo devi aggiungere la gestione separata (o la cassa specifica del tuo ordine professionale), in sostanza sono i soldi che versi per la pensione e che rivedrai solo come mancetta dei nonni (che hanno una pensione grazie alle tue bestemmie quotidiane).Ti ricordo poi l’anticipo del 99% sulle tasse dell’anno successivo.

 

Ti è tutto chiaro? Son sicuro che la risposta è no, quindi ti ho preparato uno schema per calcolare le tasse del regime forfettario.

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