Sei su questa pagina per tre motivi:

  1. Stai investendo in borsa o sul mercato azionario
  2. Sei italiano e sai che è tassata pure l’aria
  3. Sei ad un livello evolutivo superiore e stai cercando il giusto broker a cui affidarti

In realtà, incredibilmente, le tasse in italia sugli investimenti in borsa è abbastanza semplice.

 
la tassazione italiana per gli investimenti in azioni etf e obbligazioni
 

Lo so, è un evento che succede raramente!

La prima cosa da sapere è che lo stato tassa il cosiddetto Capital Gain, ovvero la differenza tra l’azione comprata e l’azione venduta

Compri un’azione a 100 nel 2017, passano 3 anni e decidi di vendere quell’azione al valore attuale, che é 110.

Lo stato italiano non ti tassa sul valore di 110 ma tra la differenza dei due valori. 

Quindi 110-100= 10.

Su quel 10 lo stato applica un aliquota del 26% se si tratta di azioni, etf, commodities, etc. Se invece si tratta di un obbligazione (tipo il famoso BOT) l’aliquota è del 12,5%.

La stessa tassazione al 26% è valida anche sul dividendo, ovvero la parte di utile che (alcune) aziende redistribuiscono trimestralmente. Se il dividendo è di 1€ tu verserai allo stato 26 centesimi di tasse (vale sia per azioni semplici che per ETF).

In particolare per gli ETF sono più vantaggiosi fiscalmente quelli ad accumulazione: in questo caso i dividendi non sono tassati, ma automaticamente reinvestiti nel portafoglio del tuo ETF. Verrai tassato solo al momento della vendita del titolo. Nel dividendo a distribuzione (che ogni trimestre quindi paga un dividendo) la tassazione è al 26%.

Semplice no? Ecco ora incominciano le decisioni difficili.

la differenza tra regime dichiarativo e amministrativo
 
Come queste tasse vengano pagate è un altro paio di maniche.

Quando hai scelto il tuo broker hai dovuto scegliere tra due tipi di sistemi di dichiarazione: dichiarativo e amministrato. 

TASSE CON REGIME AMMINISTRATO

L’amministrato si occupa per te di dichiarare il possesso delle azioni e di pagare le tasse. Vendi un azione? I soldi che ti ritrovi sono i soldi al netto delle tasse pagate.

Tu non fai nulla e il broker segnala per te il tuo guadagno all’agenzia delle entrate. Fine, non devi più pensare ad altro. Questo è il metodo, in genere, usato dalle piattaforme bancarie e da quelle con servizi più avanzati.

TASSE CON REGIME DICHIARATIVO

Con il regime dichiarativo tu, durante tutto il corso dell’anno, fai tutte le transazioni che vuoi: compri, vendi, baratti, presti. Fai quello che vuoi.

Alla fine dell’anno il broker ti fornisce (ma non lo fanno tutti) un documento che elenca tutte le transazioni e quello che devi pagare allo stato. Tu porti il documento dal commercialista che lo inserisce nella tua dichiarazione dei redditi. E’ in genere il sistema utilizzato da piattaforme cheap o straniere tipo DeGiro

CONCLUSIONI

Nel regime amministrato ci pensa il broker a pagare le tasse, nel regime dichiarativo ci pensi tu. 

Se pensi che ci sia un ma, beh, hai ragione. Col regime dichiarativo puoi compensare le minusuvalenze

A meno che tu non sia un genio finanziario probabilmente in alcuni casi venderai le azioni guadagnandoci e in altre perdendoci. Su alcune dovrai pagare le tasse (perchè hai fatto una plusvalenza) sui secondi no (perchè hai fatto una minusvalenza).

Il regime dichiarativo
però ti permette di compensare minusvalenze e plusvalenze. 

In sintesi estrema con il dichiarativo lo stato ti permette di detrarre dalle tasse che dovrai pagare per le plusvalenze le perdite avute con le minusvalenze. In questo modo pagherai meno tasse.

Con il regime amministrato questo non è possibile perché invece di fare un conto unico annuale lui paga le tasse per OGNI transazione.

Tutto chiaro?

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