Abbiamo parlato in passato della tassazione sulla partita iva sia con la cassa di contribuzione di gestione separata sia con enpals, ma non ho ancora parlato delle tasse per dipendente in Italia.

Guardando i dati di google analytics questi rimangono gli articoli più visti e apprezzati da voi piccoli spilorci ignoranti di matematica.

Cioè io scrivo meravigliosi pezzi su come vendere la vostra monnezza, vi consiglio meccanismi per rubare 25 euro alle fintech, vi suggerisco di vedere video di Youtuber finanziari e voi invece cliccate solo su post di tassazione, vi sembra corretto questo vostro atteggiamento?

Ma io sono un persona equilibrata (ehm) e sono particolarmente attento a far crescere questo blog in modo da raccattare più view possibili scrivendo cose inadeguate tecnicamente e grossolane finanziariamente.

Quindi sono pronto ad un nuovo entusiasmante capitolo della tassazione in Italia!

Il sistema di tassazione italiano per quanto riguarda dipendenti (determinati e indeterminati) si basa sul principio di progressività: più guadagni e più paghi.

Questa tassa che andiamo a considerare si chiama IRPEF e rappresenta 1/3 dell’intero PIL italiano. Attraverso il pagamento di questa imposta lo stato italiano può permettersi di generare investimenti pubblici, pagare le pensioni, e gestire la finanza nazionale.

L’IRPEF è una delle principali tasse per dipendente e si paga seguendo in sistema di scaglioni come brillantemente sintetizzato in questa tabella:

Ma quindi se guadagno 15.001 euro vado a pagare il 27% di tasse? Quindi il mio datore di lavoro che vuole aumentarmi lo stipendio mi sta inculando!

E no mio caro piccolo Einstein.

Il sistema di calcolo funziona in maniera differente ed è “progressivo”.

In sostanza se tu guadagni 30.000€ la tassazione funziona così:

  • Sui guadagni da 0 a 8174 paghi lo 0% di tasse

  • Da 8174€ a 15000€ paghi il 23% di tasse

  • Dopo i 15.001€ a 28.000€ paghi il 27% di tasse

  • Dai 28.000€ a 30.000€ paghi il 38% di tasse

Ma scusa non è uguale se faccio il conto diretto?

Il conto infatti non è affatto uguale se usiamo il tuo stupido metodo.

Se sui 30.000€ mettessi in automatico l’aliquota del 38% dovresti pagare di tasse ben 11.400€, con il metodo progressivo vai a pagare di tasse 5.839€. Quasi la metà.

DETRAZIONI SU ALIQUOTA CONTRATTO DIPENDENTE

Facciamo poi delle ulteriori precisazioni.

Nel vostro cedolino vedrete anche altre tasse come l’aliquota regionale (varia da regione a regione e in genere è molto bassa, raramente super l’1%) ma, soprattutto, potete abbattere queste tasse attraverso le DETRAZIONI.

  • Figlio a carico? Detrazione!
  • Parente con problemi motori che vive con voi? Detrazione!
  • Avete fatto dei lavori sulla vostra casa? Detrazione!
  • Mutuo? Detrazione!
  • Mobili per la vostra casa? Detrazione!
  • Fondo pensione o un’assicurazione integrativa? Detrazione!
  • Spese sanitarie? Detrazione!

Se usate bene le detrazioni permettono di abbattere sensibilmente l’aliquota IRPEF, cioè ti fanno pagare meno tasse. 

In sostanza voi inserite nella vostra dichiarazione tutte queste spese accessorie e abbattete l’imponibile fino al suo consumo. In alcuni casi, se siete a credito con le tasse, a fine anno vi verranno restituite con un bonifico le cifre in eccesso.

CONCLUSIONI SU TASSE PER DIPENDENTE IN ITALIA

Non c’avete ancora capito un cazzo e non sapete come calcolare lo stipendio? Basta che leggiate il mio articolo per il calcolo dello stipendio netto e avete risolto il problema.

Questo articolo serve a darvi una panoramica di come funziona il sistema di tassazione italiano per i lavoratori dipendenti seguendo le linee indicate dal criterio di progressività della nostra costituzione.

Al netto di questo potrebbero intervenire alcune modifiche alle aliquote, cosa che sta succedendo con la riforma di Draghi oppure al principio delle deduzioni in modo da renderle più razionali e semplici da gestire. Anche questi principi sono in corsa di modifica con l’assegno unico, che unificherà oltre 30 tipi di agevolazioni fiscali.

Ed è per questo che dovete informarvi bene e seguire le varie leggi finanziare che si susseguono nel corso dell’anno.

O, se siete delle pigre teste di cazzo, almeno cercatevi un buon consulente finanziario.

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