Lo sapete, questo blog è abituato a scrivere guide modello scemo oppure a parlare in maniera spicciola e anti conformista dei problemi della vita comune.

In genere si tratta di fatti, rivisti da me in maniera più o meno efficace, ma di analisi di fatti.

Non mi presto molto spesso a opinioni. Questo è il caso.

Non che mi senta speciale ma credo che sia il momento di ragionare sul tema a cui tutti pensiamo ma nessuno vuole prendere seriamente: come sarà il mondo post covid? Cosa cambierà e come ne verrà modificata la nostra vita?

Chiunque vi dia una risposta definitiva mente, non esiste una risposta.

Ma sappiamo che con grande probabilità:

  • Non finirà presto. Saremo Covid Free tra 2, forse 3 anni.
  • Non ci sarà un ritorno alla Normal Life
  • Il mondo cambierà
 
 
E’ difficile fare una sintesi di quello che mi gira per la testa ma ho un paio di idee che ordinerò in maniera sparsa e quasi causale. 

PSICOLOGIA SOCIALE

Un termine complicato per dire una cosa semplice: certe immagini non le scorderà nessuno.

Si seppelliranno nella memoria e diventeranno sempre più inconsce, ma le ricorderemo. Ricorderemo le giornate passate ad aspettare i discorsi di Conte, le ore 18.00 in cui si cantava l’inno nazionale al balcone, ricorderemo la paura di uscire di casa per fare la spesa. Torneremo cattivi, cinici, mediocri e litigiosi come sempre.

Ma basterà un video per farci tornare a piangere come bambini. Questo periodo diventerà parte del nostro modo di agire e di vedere il mondo post covid. Inconsciamente influenzerà il nostro modo di porci, le nostre scelte e alimenterà le nostre paure.

Per la nostra generazione non ci sarà più una new normality.

SMART WORKING

Lo metto come un punto a se e prima del lavoro perché è stato forse l’elemento con l’impatto più grosso (dopo il COVID chiaramente).

Lo Smart working ha dimostrato che si può lavorare da casa e aumentare la produttiva. Paradossalmente conviene più alle aziende che possono usufruirne che ai dipendenti.

Non credo lo smart working diventerà la regola nella nostra società e nel futuro si tornerà a lavorare in ufficio. Ma tanti sceglieranno di continuare a lavorare fuori dai luoghi classici, di spostarsi dalla città e vivere una vita più confortevole fuori dal caos.

LAVORO

Se anche solo il 10% della popolazione lavorativa sceglierà lo smart working allora il mondo del lavoro sarà totalmente rivoluzionato.

In bene, forse, per la qualità della vita di chi lavora ma anche in peggio.

Il sistema dovrà tenere il passo a livello legislativo o potremmo addirittura avere un peggioramento della situazione lavorativa: più costi a carico del dipendente, meno separazione della vita/lavoro, meno socialità e sopratutto più dipendenza ad una sola azienda.

Un conto è cercare lavoro vivendo a Milano e fare colloquio live ogni settimana, un conto è farlo vivendo nella propria villetta in campagna.

CASA

Se siete rimasti intrappolati nel lockdown in una casa di 35mq vi è chiara una cosa: non volete più vivere in una casa microscopica.

E se prima il mercato non vi dava scelta ora invece potete farlo. Ci sono una marea di case in affitto post lockdown: non ci sono più turisti, gli studenti son tornati a casa, la crisi ha costretto a vendere le proprie abitazioni, etc.

Le grandi città trasbordano di case inabitate e le piccole vi aspettano a braccia aperte. Volete rimanere in città? I prezzi sono crollati o crolleranno a breve!

Volete lavorare in smart working dal mare? L’Italia è piena di piccole città o di zone di mare con case vuote. Sta a voi scegliere.

CENTRALITÀ DELLA CITTÀ

La vera botta, secondo me, l’avranno le grandi città.

New York è il case study di questa situazione: la città si sta spopolando. Nel mix tra smart working, paura psicologica di nuovi contagi e desiderio di vivere nel verde o in una casa più spaziosa tante persone sceglieranno città più piccole o addirittura di rivoluzionare totalmente la loro vita.

Il vantaggio potrebbe essere doppio: le grandi città diventerebbero più vivibili e la ricchezza nazionale si spalmerebbe in un territorio più ampio. In Italia vedo Milano passerà un brutto periodo. La nuova vita nei borghi ipotizzata da Boeri, potrebbe non essere così folle.

MONDO

Siamo abituati a considerare, da sempre, gli USA come il paese dominante nel mondo.

Tanti analisti da anni si sperticano a mettere in dubbio questo futuro dominio. E in effetti l’ascesa della Cina nel futuro è ormai una teoria consolidata. Ma anche i critici più feroci davano almeno 10 anni di vantaggio agli USA sulla Cina.

La combo Trump + Covid ha messo a nudo tutte le debolezze della società americana e ridotto questo vantaggio. Si sono coperti di ridicolo in qualsiasi situazione e sono al passo di una guerra civile di classe. Nel futuro quindi dovremmo conoscere il cinese invece dell’inglese? Boh, ancora non si sa.

CONCLUSIONI

Ma cosa c’entra questo con un blog di finanza personale? C’entra perché siete una parte del mondo e per fare le scelte giuste dovete comprendere quello che accade e anticipare il cambiamento.

Il cambiamento che ci sarà nel mondo post covid per me vuol dire che chi parla di “New Normality” è semplicemente un illuso. Il mondo è cambiato e stiamo cambiando mentalmente anche noi. Per quanto esistano ancora gli stronzi che vanno al Billionarie in piena pandemia mondiale sappiate che niente sarà come prima.

E questo vale per il lavoro, per la casa, per la geopolitica e per il nostro modo di vedere la socialità,

Non credo che torneremo tutti contadini ma il ruolo della città cambierà e si modificherà col tempo magari a vantaggio di una vita più calma, più rispettosa e “diversa” rispetto al passato.

 Se sarà un mondo migliore o peggiore ce lo dirà il tempo.

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