Ultimamente vi ho raccontato che sono super oberato di lavoro e non ho potuto dedicare molto tempo al sito. Ed è vero, ma a questo si aggiunge una particolare predisposizione naturale all’auto commiseramento e ad una certa pigrizia di fondo. Mi è venuto però in mente di condividere con voi alcuni trucchi su come lavorare meglio che ho sviluppato nel corso degli anni.

Come al solito sono esperienze personali, riguardano la mia personale esperienza lavorativa ma, con una certa progettualità mi hanno permesso di navigare nell’empasse generazionale e finanziario che riguarda ognuno di noi.

Quindi cominciamo!

PREMESSA: I SISTEMI DI LAVORO

Ci sono tre grandi macrosistemi di sviluppo del lavoro

  1. A cazzo di cane
  2. Organizzare nel minimo dettaglio
  3. Organizzando la struttura generale e sistemando di volta in volta i piccoli particolari

Tutti i sistemi hanno i loro problemi, mettetelo in conto, ma il metodo migliore è il terzo.

Nel primo non esiste organizzazione del lavoro. E’ tutto basato su un sistema di risposta istantanea ai mille problemi che vengono posti sul momento, si vive di momenti di lavoro folle a momenti in cui non si fa davvero un cazzo. Le decisioni sono istintive, poco ragionate e non si guarda mai al medio e lungo periodo. E’ un ottimo modello di lavoro se volete avere un infarto a 40 anni.

Nel secondo metodo si cerca di organizzare tutto, ma proprio tutto, nel minimo particolare. Generalmente questi sono i piani che fanno i botti più grossi. E’ semplicemente impossibile controllare tutto ed è impossibile controllare le azioni di animali sociali come sono gli esseri umani.

La terza, che ritengo la più valida, è quella in cui l’organizzazione è necessaria e importante ma viene poi data liberta di esprimersi ad ogni elemento e in cui è necessario l’apporto istintivo della singola persona. In questo modello di organizzazione è importantissimo fare la cornice di ciò che si deve fare, chiarire i compiti e poi lasciare liberi gli interpreti di lavorare nel migliore dei modi. La figura del manager controlla il lavoro e sistema gli errori di interpretazione o le nuove necessità del lavoro.

PREMESSA: L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO TI SALVA IL CULO

Per tanti organizzarsi sembra una perdita di tempo.

In effetti sei seduto in un tavolo a pensare quello che potrebbe succedere, ma senza effettivamente fare nulla per costruire quel sistema.

E’ meglio fare invece di pensare, no? NO.

L’organizzazione serve per evitare i rischi collegati al tuo lavoro, se non pensi a limitare i danni collegati (che possono portarti anche alla bancarotta) e a gestire un flusso di lavoro prima o poi verrai sommerso da problemi a breve termine. 

Organizzarsi vuol dire creare un porto franco in cui rifugiarsi. L’organizzazione è una boa a cui appoggiarsi quando mancano le forze oppure le competenze per realizzarla al meglio. 

E se non ti organizzi la tua unica soluzione è quella di puntare su una botta di culo.

Non so’ voi ma io non sono particolarmente fortunato e preferisco incolpare me stesso piuttosto che sperare in una possibile entità benevola nei miei confronti.

Ma organizzarsi non vuol dire parlare e basta. Vuol dire pensare razionalmente e costruendo un sistema. Tutte le persone raccolte nel tavolo devono ragionare seguendo delle linee comuni:

PRIORITÀ

Ci sono cose più importanti e meno importanti. L’organizzazione va costruita sulle cose più importanti e deve tenere in considerazioni di “accogliere” anche i più piccoli particolari. Se non sapete come gestire le priorità vi faccio scoprire la matrice di Eisenhower.

CHIAREZZA

Bisogna chiarire da subito i ruoli, le competenze, cosa viene fatto e cosa no. Anche la modalità di comunicazione deve essere fatta in maniera sintetica, diretta, semplice.

SCRIVERE

E’ necessario sempre scrivere tutto. Oggi lo sai, domani no. Ma scrivere non basta, serve farlo con ordine, metodo e in un sistema accessibile ovunque e sempre (si, parlo di un cloud di drive).

CONDIVISIONE DEI FLUSSI DI LAVORO

Ogni persona che partecipa al progetto deve sapere cosa sta succedendo, perché e qual è l’obiettivo finale. Se utilizzate un sistema di gestione del lavoro in comune devi essere certo che tutti lo sappiano usare. Se qualcuno non lo usa incazzati, se qualcuno non deve usarlo comunque deve sapere che esiste e come funziona.

1. LESS IS MORE

Sia da dipendenti che da “manager” si ha sempre la pretesa di strafare

Se devi fare un file excel lo crei con mille formule e con mille calcoli elaborati precisi al millimetro. Nel caso tua sia un manager invece crei un sistema complessissimo che tiene conto di una marea di elementi diversi tra cui la biosfera di Saturno.

Ti svelo una cosa: stai facendo un lavoro di merda.

La semplicità è il vero atto di intelligenza, non la complessità. Ogni step che aggiungi in un sistema (o in un file excel) è un ulteriore possibile inciampo che metti sul progetto.

Sintetizzare fino all’estremo è invece un atto di ingegno.

Una mia insegnante delle medie mi disse “scrivi come se parlassi ad un bambino di 5 anni e faglielo capire”

Ecco, quanti capiranno il vostro sistema? Quanti riusciranno ad usare il file excel che avete ideato? Quanti riusciranno a eseguire gli obiettivi che avete impostato a priori?

Pochi, pochissimi. Create le cose semplici, facili, testale sul campo e fai si che anche un demente possa comprenderle. Dovrete intervenire sempre meno e il lavoro sarà più facile per tutti.

2. SE UN TUO DIPENDENTE NON LAVORA BENE HAI SBAGLIATO TU NEL DARGLI GLI INCARICHI

Non esistono persone totalmente incapaci.

Persino i dipendenti INPS possono essere estremamente capaci in alcuni momenti storici, il punto fondamentale è nella guida e nel manager che li gestisce.

L’esempio più valido credo che sia quello del calcio: un attaccante fortissimo non sarà necessariamente un difensore altrettanto bravo, pur essendo sempre un calciatore.

Se l’allenatore lo mette come terzino non può lamentarsi dei suoi risultati sul campo in quanto la colpa è esclusivamente la sua.

Se siete i boss o gestite un piccolo gruppo di persone dovete avere una particolare abilità empatica nel capire a colpo d’occhio le potenzialità di ogni singolo soggetto e poi dovete avere l’abilità di posizionarlo nel posto migliore e più confortevole al suo modo di essere.

Dopo sarà tutto più facile e anche uno scemo vi potrà sorprendere. Se poi avete la fortuna di avere accanto persone brave, beh, brilleranno.

3. LA COLPA E’ PRIMA LA TUA, POI DEGLI ALTRI

Siete dipendenti e pensate di essere esenti da colpe? Beh sbagliato!

E’ molto facile, come essere umani, trovare un colpevole. Che sia per la crisi economica, che sia per la mancanza di lavoro, che sia per non aver avuto uno stipendio più alto.

Ma trovare un colpevole non aiuterà la tua crescita, non aiuterà a raggiungere il tuo obiettivo di vita e non ti aiuterà a essere felice.

Hai trovato un nemico? Bene, che fai? Lo ammazzi e stai ar gabbio per 10 anni? Furbo.

Pensa a dove sono le tue colpe, pensa a cosa hai fatto di sbagliato, pensa a cosa hai dimenticato, ragiona sui motivi che hanno scatenato un tuo pessimo risultato.

Pensa prima alle tue colpe, poi a quelle degli altri.

4. NON PRENDERLA SUL PERSONALE

Forse sono un megalomane narcisista con una bassissima valutazione del genere umano ma al massimo, quando qualcuno mi critica, penso “povero coglione”.

Invece vedo tantissime persone che si sentono offese, a livello personale, per qualsiasi considerazione (anche banale) sul modo in cui si lavora, sulla gestione delle tempistiche, sulla quantità di azioni svolte.

Io la chiamo: “la sindrome del cazzo piccolo o dell’ex cicciona”.

Ora, se vuoi avere un rapporto propositivo e, soprattutto, FARE I TUOI INTERESSI smettila di sentirti offeso per qualsiasi cazzata ti succede a lavoro. Alcune persone ti faranno critiche per ferirti (e con i permalosi ci riescono benissimo) alcuni ti daranno consigli per migliorarti.

Usa la testa nel valutare le considerazioni sul tuo modo di lavorare, non i tuoi problemi psichiatrici.

5. MEGLIO FARE DOMANDE DEL CAZZO CHE FARE STRONZATE

In generale sul luogo di lavoro è meglio stare zitti il più possibile e dosare le parole al massimo, calcolando esattamente i possibili effetti che possono avere (in particolare per il tuo culo).

Ma se hai dei dubbi su una cosa chiedi che ti sia spiegato.

Vale una regola aurea generale: meglio fare una domanda del cazzo piuttosto che fare la cazzata.

Le parole volano via col vento, una cazzata fatta e finita vi farà ricordare in eterno.

CONCLUSIONI

Il punto centrale è che nella vita, come nel lavoro, non potete aspettare gli altri per realizzare i vostri obiettivi.

Dovete (si, imperativo) essere voi a comprendere il mondo e ammorbidirvi per raggiungere i vostri scopi. Non perderete la vostra identità, ma userete le persone a vostro vantaggio.

Non potete pensare che gli altri non vi capiscono perché sono stupidi, non potete cercare nemici invisibili, non potete prendervela con chiunque e allo stesso tempo credere che vi diano un aumento.

La gente è già stronza, non dategli ulteriori motivi per diventarlo ancora di più.

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