Io e Matteo di Pirro (l’ospite questa puntata di #PopularTalks) ci conosciamo da una vita. Visto che ci conosciamo da quasi 30 anni e il suo lavoro è il consulente patrimoniale, perché non intervistarlo in questa rubrica da quattro soldi?

Negli anni ci siamo persi, rincontrati e ripersi ma siamo stati sempre legati in un rapporto di affinità che spero molti di voi abbiano sperimentano dalla vita. Se ti perdi e reincontri nella vita più e più volte vuol dire che esiste qualcosa di speciale.

E’ sempre stato interessato al mercato azionario e quando ha potuto scegliere la sua strada ha deciso di diventare un consulente patrimoniale, quello che in molti (nel web) considerano il male assoluto.

Ho deciso di intervistarlo primo perché ormai non so più chi invitare, secondo perché può farci vedere le cose da un’ottica diversa e sfatare il mito delle banche arraffone. 

Piccola nota: questa è la prima intervista live! Visto che ci conosciamo da una vita ci siamo messi in terrazzo a casa sua e ci siamo fatti una chiacchierata, nessun file doc noioso!

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Vabbè, non stiamo proprio così ma si sta una bomba. Noi ci conosciamo dalle elementari ma chiaramente il mio pubblico non sa chi cazzo sei, puoi dire ai dementi che mi seguono chi sei e cosa fai nella vita?

Sono Matteo Di Pirro e sono un consulente patrimoniale (quello che spesso è conosciuto come promotore finanziario prima e consulente finanziario poi).

Lavoro per una importante banca d’investimento italiana ed in particolare curo il patrimonio e il risparmio delle persone fisiche e giuridiche attraverso una attenta pianificazione finanziaria sulla base dei loro bisogni ed esigenze.

In parole povere, il mio obiettivo è diventare un punto di riferimento patrimoniale per i miei assistiti che siano famiglie o enti.

Per la banca in cui lavoro, da quasi due anni svolgo anche il ruolo di Digital Specialist spiegando e condividendo sia con i colleghi che con i miei clienti, le tante evoluzioni digitali che si sono verificate negli ultimi tempi, soprattutto a causa della pandemia.

Se vogliono i tuoi lettori possono vedere il mio profilo Linkedin.

Che tipo di prodotti vendi?

Ti rispondo in maniera brutale: non vendo un c… (se vuoi continua tu :D).

Cioè in che senso? Come cazzo fate a campare?

Diciamo che il concetto di vendita è datato, nel senso che quando si parla di vendita nel mio cervello scatta subito l’idea del porta a porta, i mitici anni 80 e 90 per intenderci, musica dance, 883, etc … sai perfettamente che questo mondo non esiste più!!!

In genere è il cliente a venire da noi. Conosci il cliente, mi racconta di cosa si occupa, della sua famiglia, i suoi interessi, così parlando emergono le sue esigenze. Dopo i primi incontri si capiscono meglio le sue necessità ed insieme andiamo a strutturare e progettare un percorso finanziario che corrisponda ai suoi obiettivi di vita.

Di solito si utilizzano strumenti di investimento di natura finanziaria, assicurativa e previdenziale. In parole povere fondi comuni di investimenti, polizze assicurative a contenuto finanziario e fondi pensione.

Ok allora faccio il preciso pure io! Considerando questi prodotti come sono strutturati i fondi comuni che proponete?

Basicamente il fondo comune è come una torta dove dentro ci sono vari ingredienti. Per i comuni mortali gli ingredienti sono azioni, obbligazioni (sia titoli di stato che aziendali) valute e anche altri tipi di strumenti, non entro troppo nello specifico, sennò divento noioso e si capisce poco o nulla.

Non so se sei cosciente della cosa ma gli investitori formati sul web considerano come il male assoluto il promotore finanziario (o consulente patrimoniale) delle banche. In particolare per gli alti costi dei prodotti offerti.

In passato, come dicevo prima, la figura era vista da diverse persone come un venditore di prodotti finanziari. Concettualmente era come se fosse un venditore porta a porta.

Ti ribadisco che questo non esiste più o meglio NON E’ IL MIO MODO DI LAVORARE: io cerco di pianificare un percorso con il cliente capendo la capacità di sopportare il rischio, gli obiettivi di vita e le caratteristiche individuali che lo contraddistinguono.

Se aumenta il patrimonio che gestisco, aumenta il mio guadagno ed inoltre se il cliente è soddisfatto mi porta nuovi clienti. Quindi si va a creare un circolo vizioso positivo.

Al contrario se la persona che seguo non è soddisfatta e decide di cercare un’altra strada per me è un danno doppio dal punto di vista professionale, sia di guadagni che di immagine.

Spesso le persone possono avere dei preconcetti di base e si considerano come prodotti finanziari le mere azioni o obbligazioni ma come ti ho spiegato prima, cerco di fare un lavoro più complesso.

Prima di tutto ci tengo a dire che non tutti hanno bisogno di investire e non tutti sono fatti per investire, io cerco di aiutarli dal punto di vista finanziario, ma se i mercati scendono e la gente non dorme la notte beh … meglio stare liquidi. C’è chi ad esempio ha necessità di mettere in sicurezza la propria salute o chi vuole integrare la sua pensione, io consiglio lo strumento corretto per le loro esigenze.

Per capirci, non esiste solo l’ETF che costa poco per tutto, ecco, spesso mi piace far vedere dei grafici, dove gli strumenti che hanno dei costi di gestione più bassi, non è detto che storicamente siano anche i migliori ed i più performanti.

Ti seguo. E capisco che se una persona non vuole impegnarsi (o sente di non avere le competenze necessarie) è obbligatorio pagare qualcuno, questo anche considerando la scarsa educazione finanziaria degli italiani. Detto ciò non credi comunque che i costi di gestione (TER) dei fondi comuni sia eccessivo?

Per spiegarti un po’ come stanno le cose le commissioni dei fondi comprendono tutta una serie di costi ed oneri che non servono solo a remunerare me. Ci sono i costi legati alla società emittente che li struttura e anche alla società che li distribuisce e li colloca in Italia.

C’è ad esempio la possibilità di utilizzare dei fondi comuni di investimento con classi che hanno costi di gestione più bassa e io personalmente li prediligo quasi sempre e non applico (anche guadagnando di meno) commissioni di ingresso e di uscita come tipicamente fanno diversi intermediari, non solo le banche, con i clienti italiani.

Ma senti, tu li compri i prodotti finanziari che proponi con la tua banca?

Si, certo.

Sia il fondo pensione che gli investimenti finanziari che ho all’interno del mio portafoglio personale sono collocati dalla banca per cui lavoro.

È chiaro che non uso solo i prodotti della mia banca quando creo un portafoglio di investimento per i miei clienti, perché subito pensano, direi anche giustamente, ad un conflitto di interessi.

Però se ci sono degli strumenti interessanti che lavorano bene, perché non usarli?!? Sarebbe anche un atteggiamento sbagliato e stupido da parte mia.

Spesso e volentieri mi fanno questa domanda “ma tu in cosa investi?” ed a me capita di rispondere “Nella stessa cosa che ti ho appena presentato ed è proprio per questo che ti ho proposto questa soluzione di investimento!!!”

Parliamo di cose davvero importanti, non credi che Montemaaagno stava meglio con i capelli lunghi? Perché non si fa ricrescere i capelli?

Guarda penso sia calvo… ma non ne ho la certezza!

Tornando ai clienti ti è mai capitato di rifiutarne uno oppure di andare contro alle sue valutazioni iniziali? Perché si pensa che i consulenti patrimoniali accettino un po’ tutto!

In generale dopo aver acquisito maggiore esperienza consiglio a tutti i clienti che sono interessati solo ed esclusivamente ad una consulenza bancaria di rivolgersi ad un istituto più idoneo alle loro caratteristiche, la famosa banca sotto casa.

Negli incontri preliminari capisco se la persona con cui parlo è davvero predisposta a poter fare un investimento finanziario. Cerco anche di spiegargli i concetti finanziari di base (come funziona la borsa, volatilità, rischio, rendimento, etc) per capire quanto sia ricettivo.

La realtà è che non tutti hanno le caratteristiche per investire, il mio compito da consulente patrimoniale, e se vuoi anche la mia sfida, è fargli cambiare idea attraverso un percorso finanziario, ma se mi si parla solo di rendimento garantito o investimento a 3 mesi o ancora di Bitcoin … beh … io non sono adatto per lui e lui non è adatto per me … amici come prima 😉.

In questo caso il mio consiglio è di rimanere liquido, sonni tranquilli e tanti saluti all’inflazione che nel corso del tempo ti mangia il potere di acquisto, ma non si vede. Meglio che continui a pensare che 100 soldi dopo 10 anni continuino ad essere e valere sempre 100.

Quali sono le caratteristiche di un buon investitore (intendiamo sempre quelli di lungo periodo, non i trader che sono vendi/compra)?

Per me sono le persone che sanno accettare la volatilità, proprio come è avvenuto nell’ultimo mese di settembre 2021, persone che capiscono che un investimento ha bisogno di tempo, non di giorni o mesi ma di anni, per avere un accrescimento del capitale iniziale: non si investe con l’obiettivo di diventare ricchi, quella è speculazione non investimento!!!

Gli strumenti che utilizzo non sono vincolati ma quando inizio un percorso con un cliente dico che il vincolo deve essere mentale, cioè non toccare quel capitale per almeno 5 anni al netto di situazioni o difficoltà economiche improvvise e non previste.

A livello caratteriale sono la costanza e il non controllare quotidianamente gli investimenti dal momento che quando si decide di investire lo si fa per un orizzonte temporale lungo. Inoltre è un abitudine necessaria per contrastare l’emotività che è forte in chiunque di noi.

Quando le cose vanno male è facile deprimersi, mentre quando vanno bene si ha una euforia alle volte incontrollata. Tutti e due sono aspetti negativi del comportamento delle persone.

Sotto questo punto di vista è molto importante cercare di tenere sotto controllo l’emotività del client (si, tra le altre cose sono anche una sorta di psicologo).

Basti pensare a quello che abbiamo vissuto lo scorso anno tra febbraio e marzo 2020, sembrava che il mondo stesse per finire, che i mercati finanziari crollassero, che il virus ci uccidesse tutti … beh dopo un anno ti dico che il 2020 è stato un anno positivo per i mercati finanziari… controllate!

Ah, tutto questo che ho raccontato è legato al concetto di finanza comportamentale.

Spiega spiega

Spesso e volentieri si cerca di valutare il futuro su un passato che non è detto si ripresenterà.

Nessuno conosce il futuro. State lontani dalle persone che sanno come si muoverà quel settore, che sanno come andranno le cose… non credetegli!!!

Al netto di situazioni complicate, guerre commerciali, crisi economiche, presidenti americani biondi, se uno ha tanti anni di fronte come investitore le probabilità di accrescere il capitale sono tutte a suo vantaggio.

Ma all’atto pratico ci dici come porti a casa il tuo stipendio?

Prima di tutto sfatiamo il mito: io non ho uno stipendio fisso.

Non sono un dipendente della banca ma ho una partita IVA e sono mono mandatario nei confronti della banca in cui lavoro. Esistono anche chi, da consulente patrimoniale come me, è dipendente della banca, ma non è il mio caso.

La mia remunerazione è data da una percentuale (molto meno di quanto pensate) degli strumenti che ho in portafoglio dei miei clienti. Più clienti ho e più capitale gestisco più avrò guadagno.

È per questo che è necessario creare un rapporto di fiducia con i miei clienti… lo capite da voi il perché.

Domanda ancora più importante: cos’è per te il denaro?

I miei guadagni mi permettono di realizzare quello che mi piace fare dal punto di vista della vita di tutti i giorni come abbellire la casa in cui vivo, guidare una macchina che mi piace, fare dei bei viaggi, mangiare del buon cibo nei locali, ma la cosa che mi rende più felice è quella di essere gratificato dal punto di vista professionale.

Se consideriamo quello che ti ho detto prima più guadagni più significa che la gente si fida di te e più capitale gestisci. Se questo accade vuol dire che le persone sono contente del tuo lavoro ed a livello personale questo mi rende contento di quello che sto facendo.

Senza sapere cosa fosse il Fire mi hai detto l’altro giorno che vorresti andare in pensione anticipata, hai un piano in questo senso? Come pensi di gestirla?

Da quando ho iniziato il lavoro da consulente patrimoniale, quasi 5 anni fa, ho capito l’importanza di crearsi una pensione che vada oltre a quella statale … faccio parte di quelli che ormai tutti chiamano Millennials e non prendiamoci in giro, sappiamo perfettamente che la pensione è un’utopia, sia dal punto di vista economico ma soprattutto mi riferisco all’età pensionabile.

Sabato ho controllato quando andrò in pensione sul sito dell’INPS … 70 anni … 67 con quella anticipata, so soddisfazioni!!!

Quindi ho pensato 3 anni e mezzo fa di accantonare una piccola parte dei miei guadagni mensili su un fondo pensione che mi permetterà in futuro integrare e/o sostituire in tutto la pensione statale.

Tra le altre cose che ho capito e che vivo quotidianamente è che il lavoro che svolgo è molto stressante, pieno di responsabilità (gestisco i soldi, ma soprattutto i risparmi delle persone… pensateci!).

Nel mio linguaggio risparmio significa sacrificio, lavoro, fatica, sudore, questo mi ha fatto capire che è necessario saper staccare e godersi dei momenti di pace e tranquillità.

Se applico questo concetto al futuro posso dire che quando avrò realizzato i miei obiettivi professionali sarà bello potersi fermare e godersi totalmente la propria famiglia e i propri hobbies, insomma apprezzare e godersi la vita.

Hai obiettivi per il futuro professionale da consulente patrimoniale?

Il mio obiettivo quotidiano è accrescere il portafoglio, come si accresce? Trovando nuovi clienti!

Come si possono trovare nuovi clienti? Creando un bel rapporto con le persone che seguo e facendo sì che siano soddisfatte del mio lavoro.

Senti ma vuoi dare un’occhiata al mio portafoglio e dirmi cosa ne pensi (ne avevo parlato in parte qui).

Sei molto esposto sull’azionario (più dell’85%) e questa la giudico una cosa positiva per un giovane come te, investitore di lungo termine, ma soprattutto alla luce di quello che mi hai detto, ovvero che non sei una persona che controlla quotidianamente e freneticamente gli investimenti.

Non hai paura dei movimenti dell’azionario e, a oggi, non c’è alternativa all’azionario.

Mi spiego meglio, la gente pensa che la parte obbligazionaria sia un porto sicuro, associandola alla difesa ed alla conservazione del capitale ma molti non sanno e non si rendono conto di una cosa: i tassi d’interesse delle banche centrali in Europa ed in America sono a 0, difficilmente potranno andare sotto, è finita da un pezzo l’era dei BOT people, compro, incasso le cedole e porto l’obbligazione alla scadenza, stando a braccia conserte.

E’ facile capire che i tassi potranno solo salire nei prossimi anni quindi cosa succede quando salgono i tassi d’interesse?

Scendono i prezzi delle obbligazioni!

Esatto. Se i tassi salgono i prezzi scendono visto che entreranno sul mercato obbligazioni che avranno maggiori rendimenti.

Basta pensare che se io ho obbligazioni che mi rendono l’1% (e non è il caso) e domani mattina i tassi salgono al 2%, è chiaro che io mi vendo le obbligazioni all’1% e compro le nuove al 2%.

E questo meccanismo viene fatto da n mila investitori… lo immaginate da voi quanto scenderà il valore delle vostre obbligazioni detenute in portafoglio, no?

In sintesi, per come sei fatto, sei hai più dell’85% di azionario, puoi arrivare anche al 100%, questo è il mio umile giudizio.

Avrai dei sali e scendi ma mentalmente sai affrontarli, perché l’hai già affrontati e sai che nel lungo periodo, ad oggi, l’azionario ti ripagherà, in tutti i sensi!!!

N.B. Questo discorso chiaramente non vale indistintamente per tutti!!!

Tu il blog lo conosci giusto perché più volte ti ho linkato degli articoli, vuoi dire ai miei lettori cosa hai detto l’altra sera in merito a Finanza Cafona?

Tu dici che è un hobby, io lo chiamo lavoro, se utilizzo del mio tempo, il lavoro deve essere pagato… quindi te devi fa pagà!!!

Divulghi tanti contenuti informativi importanti a chi si approccia al mondo della finanza e del risparmio, in maniera semplice e spontanea. Una cosa che non è così scontata!

Capito miei cari lettori? Donate su Ko-Fi. Matteo senti… ma se famo vino o birrozza? Perché io ho finito le domande!

Ottima idea!

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