Qualche giorno fa mi son riletto la pregevole guida di Salto Mentale sull’indipendenza finanziaria e mi son soffermato sul punto 2 in cui consiglia di disdire tutti i servizi di abbonamenti on line nel caso di problemi di liquidità.

Ho riletto quella frase più volte e alla fine mi sono domandato:

"Possibile che gli abbonamenti impattino così tanto sul 
proprio budget personale?"

Da abile manipolatore di Excel mi son messo quindi a raccogliere tutti i miei costi ricorrenti mensili per quanto riguarda abbonamenti, software e servizi vari.

Non è stata un operazione facile in quanto ho completato i dati in diversi giorni, ma quando ho finalmente visto la somma totale la mia reazione è stata più o meno questa:

Eh si! Mi sono reso conto che spendo un botto di soldi in abbonamenti.

C’è da dire che ho allargato il concetto di abbonamenti non solo a quello di Netflix o Spotify ma anche a tutti quei servizi semi essenziali (canoni conto, software, donazioni, etc) che rappresentano una spesa mensile ricorrente.

La prima cosa assurda che ho compreso e che, pur usando WalletByBudgetbakers, non avevo piena coscienza di quanto effettivamente spendessi nei costi abbonamento. 

Ho deciso quindi di prendere il tono per le corna, sviluppare una metodologia di azione, ragionare su questi costi e cercare di ottimizzare le mie spese mensili.

I MIEI COSTI DI ABBONAMENTI RICORRENTI MENSILI

Quali parole sono migliori di un grafico?

Nessuna, quindi:

In questo schema ho provato ad elencare tutte le spese mensili suddividendole in diverse categorie e facendo dei simpatici grafichelli per rendere più piacevole l’amara pillola.

La prima cosa che si nota è il costo mensile e annuale.

In pratica ogni anno, solo di abbonamenti, spendo esattamente quanto lo stipendio medio mensile di un italiano.

Se invece amate le percentuali le mie spese in abbonamenti corrispondono quasi al 10% delle entrate medie mensili e annuali di un italiano medio.

Un ritmo insostenibile visto che non considera costi vitali quali alloggio, cibo e luce e gas.

Purtroppo guardare servizio per servizio non è utile per capire dove limare i costi, è meglio quindi vedere le spese per categoria:

Sono sicuro che, vedendo queste tabelle, vi stiate domandando:

Ma non eri taccagno? Cazzo spendi l'ira di Dio!

Prima di tutto vi faccio notare che spendo gran parte dei soldi per gestire questo cazzo di blog, in secundis non spendo effettivamente tutti questi soldi tutto l’anno.

Ho inserito tutti gli abbonamenti che ho ORA attivi ipotizzando quanto spenderei in un anno.

Infatti molti abbanamenti sono attivi solo da qualche mese, altri sono in prova, mentre altri vengono attivati e disattivati a secondo dell’esigenza.

Questo schema però mi permette di capire, razionalmente e con dei dati davanti agli occhi, cosa succederebbe se continuassi su questa strada.

E come avete visto non è la strada giusta.

LEZIONE 1: ANALIZZARE E ISOLARE I DATI

Se non avessi letto l’articolo di SaltoMentale a tutt’oggi continuerei ad aggiungere le transazioni su Wallet e basta. Forse mi accorgerei dei volumi di spesa tra 6 mesi o anche un anno.

Il punto fondamentale è che quindi non basta usare un app di budget ma bisogna anche analizzare i dati raccolti.

Il migliore modo per farlo è isolarli dalla contabilità generale e entrare nel dettaglio di ogni singola voce.

Le categorie di spese, in questo caso sono fondamentali, in quanto danno una dimensione più larga delle spese e permettono di capire subito quali sono i settori da attaccare.

Scelta la categoria si va nel dettaglio e si analizza spesa per spesa.

La prima lezione è quindi quella di analizzare ciclicamente i dati delle singole voci.

Il modo migliore è creare un apposito file excel come il mio (anzi lo trovate condiviso nel Drive di Finanza Cafona) e valutare con attenzione come state gestendo il vostro denaro.

LEZIONE 2: RISPARMIARMARE PRIMA SULLE SPESE GROSSE

Io sono una persona semplice e riadatto concetti a situazioni diverse

Ad esempio per risparmiare sugli abbonamenti possiamo sfruttare l’idea alla base della debt avalanche cioè occuparsi prima delle spese grosse e poi di quelle piccole.

Perché partire dai più grossi?

Lascio rispondere a questa domanda a Tuco de “Il buono, il brutto e il cattivo”:

E Tuco non sbaglia!

Nel caso di categorie con spese marginali colpire i pezzi grossi per primi garantisce maggiori stimoli e soddisfazioni. Questi risultati iniziali ciccioni permettono di continuare con maggiore energia il taglio delle spese. 

LEZIONE 3: COME E DOVE TAGLIARE

Abbiamo analizzato i dati, abbiamo deciso di partire dai pezzi grossi e abbiamo chiaramente visibili le categorie con le spese più ingenti.

Incomincio quindi con l’analisi di come tagliare sui miei costi di abbonamento, partendo dal pesce più grosso.

La categoria Software rappresenta quasi il 60% delle mie spese mensili per abbonamenti ed è composta da tre diverse spese:

  • Abbonamento annuale a Office
  • Plugin per il blog Wp Rocket
  • SeoZoom: programma SEO per il blog

Ora andiamo a usare un po’ di logica.

I modi per risparmiare online quindi usando coupon e carte cashback li ho già utilizzati, in questo senso quindi ho già ottimizzato tutto.

Le domande che dobbiamo porci ora sono quindi:

Posso fare a meno di uno di questi servizi? Posso sostituirli con altro?

ANALIZZARE LE SPESE DI ABBONAMENTO: LA MIA LOGICA

A Office non posso rinunciare, Wp Rocket potrei disdirlo anche se ha migliorato tantissimo l’efficienza del blog, mentre SeoZoom è un software eccezionale che mi ha stimolato tantissimo nel migliorare Finanza Cafona.

Volevo potrei risparmiare comprando delle key di Office online o trovando metodi “alternativi” ma ho 35 anni, siamo già in guerra con i russi e non ci tengo molto a riempirmi il pc di malware.

Wp Rocket ha un costo accettabile per quello che offre soprattutto perché l’ottimizzazione che garantisce richiederebbe ore e ore di lavoro. Peraltro se avete un sito ve lo consiglio e se usate il mio referral Wp Rocket è in offerta a 39 dollari l’anno.

Il sacrificato sarà SeoZoom non perché sia il meno utile tra i 3 (anzi) ma perché il costo di 69€ al mese è una catena al piede. Al contempo però non posso gestire efficientemente il blog senza un software SEO e non esistono programmi gratuiti validi.

Ho quindi deciso di sostituire SeoZoom con Ubersuggest un prodotto meno completo ma che offre un piano a vita al costo di 290€ (in realtà anche meno se si è furbi).

Con questa semplice scelta ho quindi risparmiato il 60% delle spese nella categoria software per i prossimi 12 mesi, eliminando addirittura la spesa dall’anno prossimo in quanto completamente ammortata.

LEZIONE 4: E ORA RISPARMIARE SOLDI SULLE SPESE PICCOLE

Bene, fatto il grosso possiamo procedere con le altre categorie: guardiamo la seconda più costosa, poi la terza e così via.

INFOTAINMENT

Nella mia seconda categoria per spese (infotaiment) taglierò quasi sicuramente Audible (fighissimo ma non lo sfrutto a dovere) e lascerò solo il pagamento Patreon a Storia d’Italia che si merita ogni centesimo. 

WORK

Per la terza categoria (Work) invece non posso tagliare nulla: la Siae è una sorta di dividendo del mio lavoro e tagliare il pagamento sarebbe controproducente finanziariamente.

Sull’hosting e dominio di Finanza Cafona Vhosting mi ha soddisfatto sia sul piano qualitativo e sui costi.

Non trovo altre soluzioni per risparmiare di più se non chiudere baracca e burattini.

Anzi, se dovete fare un sito ve lo consiglio caldamente e potete usare il mio codice sconto Vhosting.

TELEFONIA, ENTERTAINMENT E ALTRO

Andando in ordine sparso potrei risparmiare sull’operatore telefonico ma Iliad mi garantisce un fracco di gb. Inoltre se si ha un contratto intestato si ha un importante sconto sulla fibra a casa (15,99€!).

Potrei risparmiare su Netflix sfruttando i vantaggi di Vivid Prime che garantisce il 10% di sconto oppure mettendolo come Perks su Plutus (10€ di cashback in Pluton ogni mese) e infatti farò proprio così.

Bene ma com’è la situazione dopo questi tagli?

Da 131€ mensili a 71€! Insomma un bel -45%!

E ricordate che, nel 2023 le spese caleranno in quanto il costo di Ubersuggest sarà ammortizzato. 

VITTIMA O CARNEFICE?

Nonostante il sentire comune dica che siamo vittime delle grandi aziende, delle loro policy e delle loro scelte commerciali questa è un pensiero superficiale.

Si, è vero che le grandi aziende usano i nostri dati a piacimento (anche se vi assicuro che la GDPR mi sta facendo impazzire con Analytics) ma come abbonati siamo anche carnefici.

Senza i nostri soldi e senza le nostre sottoscrizioni le aziende falliscono

Per dimostrare agli investitori di essere un prodotto di successo tutte le aziende sono costrette a mostrare fatturato in crescita e nuovi utenti, quindi cercheranno in tutti i modi di convincerci a diventare loro clienti scegliendoli al posto della concorrenza.

Se capite ciò, non siete più vittime, ma carnefici, e potete sfruttare tutte le promozioni possibili vista l’enorme concorrenza tra prodotti similari.

Potete ascoltare musica gratuita passando da un servizio di streaming musicale all’altro semplicemente sfruttando i mesi di prova: da Spotify passate ad Amazon Music fino a Apple Music e Deezer.

Ma potete anche sfruttare i tentativi di tenervi come clienti.

Quasi tutte le aziende pur di continuare ad avervi in piattaforma vi faranno un’offerta che non potrete rinunciare con ricchi sconti.

Ad esempio se vi fate il mese di prova su Audible e poi decidete di disdire l’abbonamento magicamente la piattaforma vi proporrà uno sconto del 50% sull’abbonamento per i successivi 3 mesi.

Non siete solo le vittime della situazione: la concorrenza è una lama a doppio taglio.

Aprite gli occhi e sfruttate questi meccanismi.

CONCLUSIONI SU COME RISPARMIARE SOLDI SUGLI ABBONAMENTI

Gli abbonamenti mensili sono stati ideati con l’ottica di farvi sfruttare un servizio a fronte di un pagamento mensile risibile tintillando la maggiore caratteristica umana: la pigrizia.

Vi sembrerà incredibile ma tantissime persone si iscrivono a servizi di abbonamento, non li usano ma continuano a pagare il servizio per mesi o spesso per anni.

Queste caratteristiche son ben note a tutte le aziende ed è proprio per questo che tutti i servizi si stanno spostando su piani ad abbonamento: sanno che cedete alle promo, non utilizzate il servizio ma continuate a pagarlo.

La pigrizia da disdetta da adito ad una pletora di scuse:

  • Qual è la password?
  • E se mi serve?
  • Ogni tanto l’ascolto…
  • Alla fine son 4 euro al mese!

Potrei continuare per ore ma la finisco qui.

Se volete essere dei guru della taccagnaggine fatevi furbi: sfruttate le promo, segnatevi sul calendario la scadenza, utilizzate i servizi a piacimento, controllate sempre le vostre spese in abbonamento e non fatevi patemi a risparmiare 2 o 3 euro.

Le aziende fanno letteralmente a gara per sbocchinarvi: lasciatele fare, sfruttatele e poi traditele senza pietà.

Se vuoi leggere altri articoli vai sulla WikiCafona, seguimi su Twitter o Telegram. Puoi sostenere Finanza Cafona economicamente acquistando su Amazon, facendo una donazione con Ko-fi o usando i miei codici Fintech:

  • AMERICAN EXPRESS: 5% di cashback sugli acquisti per 6 mesi richiedendo la Blu American Express con questo link
  • BUDDYBANK: 25€ in regalo aprendo un conto corrente con il codice 21B9D2 e effettuando un primo pagamento con carta di almeno 10€
  • KLARNA: Buono regalo Amazon di 10€ dopo un primo acquisto tramite app Klarna. Altri 5€ seguendo la mia guida.
  • CURVE: Ottieni 5£ in regalo dopo 5 transazioni da 5£

FONTE IMMAGINE: Photo by mohamed hassan form PxHere