Non ho mai posseduto un libretto postale, anzi, a 11 anni mi sono così incazzato con i miei genitori per gli interessi ridicoli e le spese dei libretti di deposito bancari che sono andati a ritirare tutto e non ci hanno più riprovato.

Già allora erano chiare due cose:

  1. I libretti di risparmio sono un salvadanaio inefficiente
  2. Sono un cagacazzi

Eppure il libretto postale è il prodotto finanziario più amato dagli italiani di tutte le età: da chi festeggia le nuove nascite a chi ci fa accreditare la pensione.

E poi c’è un altro grande problema: nessuno sa come chiudere il libretto postale.

Un amico ci è finito dentro di recente e ho deciso di sporcarmi le mani per capire l’intricata rete burocratica che governa questo strumento di risparmio.

rambo chiudere libretto postale

In breve: Chiudere libretto postale? Online non si può: serve un ufficio postale qualsiasi, con documento, codice fiscale e Carta Libretto. Prima conviene svuotarlo con il bonifico gratuito verso il tuo conto (per esempio un conto remunerato come BBVA), che si attiva con un bonifico in entrata da almeno 1.000 euro e 5 giorni di attesa, e disattivare i Supersmart. L’estinzione è gratis, ma qualche sportello chiede circa 16 euro per bolli in sospeso.

Perché il libretto postale piace tanto (e non dovrebbe)

Il fascino è semplice: è emesso da Cassa Depositi e Prestiti, quindi è garantito dallo Stato italiano, e non ha costi di apertura, gestione o chiusura. Per nonni e persone refrattarie alla volatilità nominale rappresenta la sicurezza assoluta, e in effetti i soldi lì dentro non spariscono, ma non crescono nemmeno.

Il tasso base è fermo allo 0,001% dal febbraio 2016, gli interessi pagano il 26% di ritenuta e sopra i 5.000 euro di giacenza media arriva il bollo da 34,20 euro. Per un rendimento decente devi vincolare i soldi nei Depositi Supersmart, una sorta di conto deposito delle Poste.

Chiudere libretto postale online: è possibile?

Ed ecco il punto focale: la risposta è no. Il foglio informativo del Libretto Smart è chiaro: il recesso si fa solo in ufficio postale, né da web né dall’app. Infatti il tasto “chiudi libretto” nell’area riservata non esiste.

L’unica via di fuga, se hai aperto il libretto online o fuori sede, è recedere inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno a Poste Italiane S.p.A., Servizi di Back Office, Operations BancoPosta, Via di Tor Pagnotta 2, 00143 Roma.

Chiaro, non aspettarti tempi da fintech.

Non serve tornare nell’ufficio dove l’hai aperto: va bene qualsiasi ufficio postale d’Italia, ma se lo chiudi fuori da quello di apertura e sul libretto ci sono più di 600 euro, ti serve la Carta Libretto. E non esiste un “modulo per chiudere il libretto postale” da scaricare: la richiesta scritta te la fa firmare l’operatore.

Prima di chiudere: svuota il libretto con il bonifico

Fino a fine 2025 tirare fuori i soldi da un libretto voleva dire contanti allo sportello, Postamat col contagocce o un vaglia intestato a te stesso.

Con il foglio informativo del 24 novembre 2025 il Libretto Smart ha finalmente il bonifico dal libretto postale verso un tuo conto in banca, gratis. Alleluia. Se non hai un conto dove mandarli, un conto corrente remunerato come BBVA è una destinazione comoda.

Se arrivi allo sportello con il libretto già vuoto sei già un passo avanti.

Come attivare il trasferimento verso il conto in banca

  • Entra nell’area personale di poste.it, vai nelle Impostazioni del Libretto Smart e associa un conto bancario intestato o cointestato a te: ne puoi associare fino a 3, ma in uscita ne abiliti uno solo
  • Da quel conto manda al libretto un bonifico di almeno 1.000 euro, va bene anche l’istantaneo
  • Aspetta 5 giorni di calendario dall’accredito, non lavorativi
  • In Impostazioni, sezione Conti associati, premi il tasto per abilitare il trasferimento: non è automatico e nessuno ti avvisa
  • Fai il girofondo: i soldi arrivano entro il giorno lavorativo successivo, fino a 100.000 euro al giorno e 500.000 al mese

Qualche dritta raccolta da chi ci è passato:

  • I 1.000 euro del bonifico di prova puoi rimandarli indietro appena l’abilitazione è attiva, non restano in ostaggio
  • Il conto di riferimento è uno solo e per cambiarlo devi revocarlo in ufficio postale: non chiudere il conto di destinazione prima di aver svuotato il libretto
  • L’abilitazione a volte si incastra per settimane: se da web va in errore, prova dall’app prima di farti scomunicare da Papa Leone

Se il bonifico non è un’opzione (libretto ordinario, firma congiunta, libretto di un minore) restano i prelievi. Se hai la Carta Libretto vai al Postamat e svuota il libretto, ma ahimè c’è un altro problema: il Postamat ha un limite di 600 euro al giorno e 2.500 al mese. Puoi anche prelevare allo sportello, ma se devi ritirare grosse cifre conviene avvisare prima.

Se hai dei Supersmart attivi

Prima trappola: non puoi estinguere il libretto con degli accantonamenti attivi, vanno disattivati prima. Puoi farlo quando vuoi, anche in parte, ma se interrompi il vincolo prima della scadenza ti pagano il tasso base, cioè lo 0,001%. Ottima opzione per trasformare mesi di vincoli in spiccioli.

Se non hai fretta, aspetta la scadenza dell’ultimo Supersmart e poi chiudi.

Come chiudere il libretto postale allo sportello

Quando hai svuotato tutto con il bonifico o con il Postamat puoi andare allo sportello.

Se sei sculato potresti metterci anche 20 minuti, ma sono casi miracolosi. Ecco cosa fare:

  • Scollega i conti associati dall’area personale, così non ti arrivano bonifici su un libretto che stai chiudendo
  • Porta documento d’identità, codice fiscale e Carta Libretto, più l’IBAN di un tuo conto per l’eventuale residuo
  • Chiedi la chiusura e firma la richiesta di recesso: in qualche caso ti chiedono anche di digitare il PIN della carta
  • Controlla la contabile finale, perché gli interessi maturati vengono liquidati al momento della chiusura
  • Fatti dare una copia della richiesta firmata: se qualcosa va storto è la tua prova

La sorpresa dei 16 euro

Andando a sfruculiare online tra le esperienze, c’è sempre la solita storia: un libretto postale fermo da anni, saldo a zero, cerchi di chiuderlo allo sportello e ti chiedono di versare o lasciare circa 16 euro.

Perché lo fanno? Perché questi soldi coprono eventuali bolli non ancora conteggiati: nel caso non siano dovuti tornano sul tuo IBAN dopo una settimana circa.

La cosa ASSURDA è che ad altri invece non viene chiesto nulla: lo chiudono senza pagare un centesimo. Dipende dall’ufficio, e dall’umore.

Sulla carta l’estinzione è gratuita, “fatti salvi gli oneri di natura fiscale”: il bollo da 34,20 euro, dovuto se la giacenza media annua di tutti i tuoi libretti supera i 5.000 euro, e lo 0,20% annuo sui Supersmart, con un minimo di 1 euro se nell’anno hai avuto vincoli scaduti.

La lotteria dello sportello

Su una cosa sono tutti d’accordo: trovare personale preparato è una lotteria.

Le frasi false più comuni:

  • Ti dicono che devi tornare nell’ufficio dove l’hai aperto: falso, va bene qualsiasi ufficio postale
  • Ti dicono che dal libretto non si fanno bonifici in uscita: falso, dal 24 novembre 2025 il Libretto Smart li fa verso il tuo conto di riferimento
  • Ti rifiutano il “bonifico” allo sportello: prova a chiamarlo girofondo o trasferimento verso il conto di riferimento, perché le parole contano più della logica

Se la pratica si blocca, manda un reclamo scritto, anche via PEC a reclami.bancoposta@pec.posteitaliane.it. Se entro 60 giorni non hai risposta o la risposta non ti soddisfa, puoi fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Casi particolari: eredità, minori e deposito titoli

Il libretto di un familiare che non c’è più

Quando comunichi il decesso, Poste blocca tutti i rapporti intestati al defunto.

Per chiudere il libretto postale del defunto devi fare così:

  • Richiedi la Dichiarazione di Credito, anche online da poste.it: attesta i saldi alla data del decesso e serve per la successione
  • Presenta la dichiarazione di successione oppure, se l’eredità non supera 100.000 euro, non ci sono immobili e va a coniuge e parenti in linea retta, firma in ufficio la dichiarazione di esonero, con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio autenticata in Comune
  • Al momento della liquidazione serve la quietanza congiunta di tutti gli eredi

Sui libretti cointestati si presume che metà del saldo sia già del cointestatario superstite: in successione entra solo l’altra metà.

Online chi ci è passato racconta che i Supersmart del defunto vengono chiusi e pagati al tasso base, quindi occhio ai vincoli lunghi intestati a persone molto anziane. Sui tempi c’è di tutto, dalle pratiche chiuse in giornata a successioni durate cinque mesi.

Il libretto di un minore o di chi non può firmare

Sui libretti intestati a minorenni i genitori non possono prelevare liberamente: serve l’autorizzazione del giudice tutelare, salvo le indennità INPS di frequenza e di accompagnamento accreditate sul libretto.

Il vecchio libretto ordinario, che dal 14 aprile 2025 non si può più aprire, non si converte in Smart: se ci arriva un accredito, conviene aprire un libretto nuovo, spostarlo lì e chiudere il vecchio.

Se il titolare adulto non è più in grado di firmare, serve un amministratore di sostegno nominato dal giudice.

Il libretto con un deposito titoli collegato

Se al libretto è appoggiato un deposito titoli con dentro qualcosa, non puoi chiuderlo finché non sposti i titoli o cambi il conto di appoggio. È la variante più lenta: c’è chi ci ha messo quattro visite in ufficio e un paio di mesi di attesa.

Chiudere libretto postale o lasciarlo lì vuoto?

Un libretto vuoto non costa nulla e non finisce tra i rapporti dormienti, che riguardano solo quelli con più di 100 euro fermi da dieci anni.

Anche se è una rottura di coglioni io lo chiuderei lo stesso, perché un libretto dimenticato è un problema che lasci in eredità. C’è chi si è ritrovato il proprio cellulare associato al libretto dei genitori defunti, e per scollegarlo ha dovuto chiuderlo, cioè rifare la trafila della successione per un saldo a zero.

Ora che hai capito l’odissea della chiusura, pensa a dove mettere i soldi. Per il fondo di emergenza un conto corrente remunerato come BBVA o un conto deposito fanno lo stesso lavoro con meno sportelli di mezzo.

Domande frequenti su come chiudere il libretto postale

Si può chiudere un libretto postale online?

No, il recesso dal Libretto Smart non si può fare né da web né dall’app: si fa in qualsiasi ufficio postale. Chi l’ha aperto online o fuori sede può recedere anche con raccomandata A/R.

Il libretto postale si può chiudere in qualsiasi posta?

Sì, va bene qualsiasi ufficio postale, non solo quello di apertura. Fuori dall’ufficio di apertura, se il saldo supera i 600 euro, devi presentarti con la Carta Libretto.

Cosa serve per chiudere il libretto postale?

Servono documento d’identità, codice fiscale e Carta Libretto. Prima devi disattivare i Supersmart attivi, altrimenti non puoi chiudere.

Per chiudere un libretto postale bisogna pagare?

L’estinzione è gratuita, salvo gli oneri fiscali. Alcuni uffici però trattengono circa 16 euro per eventuali bolli, poi rimborsati sull’IBAN se non dovuti.

Come chiudere il libretto postale e trasferire i soldi sul conto?

Associ il tuo conto bancario al Libretto Smart, ci fai un bonifico verso il libretto di almeno 1.000 euro, aspetti 5 giorni e abiliti il trasferimento. Poi sposti tutto con un girofondo gratuito e chiudi il libretto vuoto.

Come chiudere un libretto postale di una persona deceduta?

Serve la Dichiarazione di Credito di Poste, poi la dichiarazione di successione o quella di esonero (eredità fino a 100.000 euro, senza immobili, a coniuge e parenti in linea retta). Per la liquidazione firmano tutti gli eredi.

Come chiudere un libretto postale di un minore?

I genitori non possono svuotarlo liberamente: per i prelievi serve l’autorizzazione del giudice tutelare, salvo le indennità INPS accreditate sul libretto.

Conclusioni: chiudi e non voltarti

Il libretto postale è come la cassettiera della nonna: tutti ne hanno una, nessuno sa cosa ci sia dentro e prima o poi qualcuno dovrà svuotarla. Meglio farlo tu, adesso, con calma.

Fai scadere i Supersmart, abilita il bonifico verso il tuo conto, svuota, lascia quei 16 euro e vai in un ufficio qualsiasi con documento e carta. Il mio amico ne è uscito vivo, tu ci metterai meno.

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About the Author

Vittorio

Fondatore e autore

Sono Vittorio, un povero come te che dal 2019 prova conti, carte e broker e cerca di capire il mondo del risparmio e degli investimenti. Ne parlo qui su Finanza Cafona e sul podcast Too Big To Fail. Non ho studi economici e non sono un consulente finanziario: controllo ogni dato sulle fonti ufficiali e ti dico come la penso. Alcuni link sono affiliati, ma non cambiano i giudizi.

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