Come i più attenti lettori avranno notato ho deciso di avviare una nuova rubrica che ho chiamato #PopularTalks, un modo molto passivo aggressivo per far capire a Montemagno che non sa fare le interviste.

La missione di questa rubrica che farà schizzare i miei guadagni (seee) e i risultati di google analytics (seeeee) è quella di intervistare assoluti sconosciuti per scoprire quale è il loro rapporto con il denaro nel suo concetto più ampio. Ho cominciato dalla mi’ ragazza e oggi andremo ad intervistare un amico mio.

Non ve lo dovrei ripetere eppure lo sottolineerò di nuovo: i nomi degli intervistati sono fittizi ma rappresentano una parte dell’animo dell’intervistato. E vista la particolare propensione del mio amico al divertimento tramite piccoli oggetti che si fumano lo chiamerò Attila.

intervista finanziaria ad un fattone

Prima di tutto vorrei presentare Attila, che è praticamente un estensione delle mie stesse braccia, e con cui ho lavorato molte volte in passato (e nel presente): è un fattone che lavora nella tv e nel cinema come sceneggiatore. Ciao Attila!

Presentazione top, ma per onestà intellettuale vorrei precisare che non fumo la pipa! Poi perché Attila?

Dai su, fai lo sceneggiatore, dovresti capire il collegamento tra Attila e il famoso detto “dove passa lui non cresce più l’erba”

Ti posso dire che hai un po’ rotto la minchia con questi continui riferimenti storici?

Ahahahah! Volevo blastarti subito in modo cafone per mettere in chiaro le cose… ma, sempre per onestà intellettuale, devo ammettere che la storia mi piace da sempre e mi faccio anche io le mie belle sessioni di Barbero… certi viaggi! 

… bene, parliamo dei soldi che hai buttato nell’abuso di erba, marijuana e qualsiasi genere di pianta verde utilizzabile con il tabacco, a posteriori te ne penti?

Direi piuttosto “i soldi che ho speso”, perché non credo di averli buttati. Ho continuato a fumare per anni perché per me è il modo ideale di godermi la quotidianità e abbassare il volume delle urla di un mondo in preda all’ansia e allo stress. Non mi pento di essere abbonato a Netflix, Disney+, Prime Video, Sky e DAZN e no, non mi pento di essere un fattone.

Sei stato da stimolo per l’articolo che ho dedicato all’erba. Nell’articolo ho spiegato che, investendo le stesse cifre del consumo di erba in titoli azionari dopo 10 anni si avrebbe una piccola fortuna, la cosa ti fa rosicare?

Mi riempi di gioia cafona quando mi dici che sono stato uno stimolo per quell’articolo che ho davvero molto apprezzato e sottoposto a diversi amici fattoni. Per rispondere alla tua domanda posso dirti che No, non rosico, ma di sicuro rifletto. Non rosico perché, quella cifra che accumulerei in 10 anni senza fumare e investendo, la sentirei più come un amaro rimborso per aver dovuto reprimere una parte importante del mio benessere e della mia serenità per anni.
Però rifletto (sicuramente meno di te) su quanto e come piccole cifre, sul lungo periodo, possano fruttare. Però non penso mai di tagliare troppo sull’erba, quanto piuttosto valuto di andare un paio di volte in meno al ristorante ogni mese o disdire un abbonamento…

Eppure tu sei uno di quelli che segue i titoli azionari, ti piacerebbe investire in titoli, hai occhio per settori in ascesa e segui giornalmente la borsa. Però non investi mai in azioni, questo forse perché hai altre spese da sostenere, detto questo non pensi che valga fare un sacrificio nei consumi per goderne di altri?

In generale mi incuriosiscono i fenomeni che si ripercuotono sulla società e non riesco a trattenermi dal ragionare sulle conseguenze di questi fenomeni. La finanza è sia un fenomeno che ha un impatto forte sul mondo che un “luogo” nel quale si spostano grosse cifre proprio in base alle conseguenze di molti fenomeni. Se si capisce il meccanismo è davvero interessante il mondo della finanza. Però non investo, è vero.

Da una parte ho diverse spese da sostenere e un flusso di entrate non sempre costante, dall’altra ho un grande limite/pigrizia/fobia rispetto alla burocrazia, allo smanettare con cifre, autorizzazioni, percentuali, operazioni bancarie, insomma tutto questo genere di roba… aggiungici che magari ho appena finito di lavorare e mi sto facendo un cannone e capisci bene che non andrò ad iscrivermi su una piattaforma di trading. 

Ok, della tua risposta me ne frega relativamente e quando dicevo che hai occhio intendevo in realtà “perchè mi hai fatto comprare le azioni di Nokia che attualmente stanno a -25% nel mio portafoglio titoli?”. Giustificati.

ahahahah Lo sapevo che me l’avresti rinfacciato! Quelle azioni sono come il mitico 3310, puoi fare un lancio dal sesto piano ma non si rompono. Nok risalirà grazie alla fetta sempre più succulenta di 5G che si ritaglierà in Europa. Però dovresti ammettere che per i titoli “canaposi” ho un occhio bello allenato.

Si, su quello hai avuto occhio e naso! Parliamo di denaro in generale: qual è il tuo rapporto con i soldi in generale?

Il denaro mi sta un po’ sul cazzo. Non è mai il mio fine, piuttosto è un mezzo obbligato per ottenere quello che effettivamente voglio… cioè l’erba! ahahahahahah

Sei una partita iva come me e siamo, notoriamente, in balia degli eventi dei cicli storici. Inoltre sei un millennial, cioè la generazione più sfigata dopo quella russa tra la prima e la seconda guerra mondiale… beh hai paura del futuro? E intendo soprattutto di quello finanziario.

La sfiga generazionale nella quale mi sono trovato ormai l’ho metabolizzata con rassegnazione Zen. Non ho propriamente paura, ho una certa fiducia sia nella capacità di adattamento e trasformazione degli esseri umani che nei cicli, dopo una fase “bear” c’è n’è sempre una “bull”… Oh, se poi questa risalita non dovesse esserci, mi consolerò pensando di aver vissuto il momento adrenalinico della caduta libera finanziaria.

Ma vedi un modello di vita differente da quello attuale? Intendo sia per te che a livello di comunità.

Qua rischio di sembrare un pessimista cosmico ma sono costretto a rispondere con onestà: credo che nessuno voglia abbassare il proprio standard di vita per ridurre l’impatto che ha sugli strati più poveri della popolazione e sull’ambiente e per mettere in piedi un processo di redistribuzione della ricchezza. Oltretutto siamo troppi sulla Terra, qualsiasi modello può reggere sul piano teorico ma nella pratica si infrangerebbe. Quindi l’unico modo che mi sento di indicare per un cambio di paradigma credo che sia un grande e sanguinoso disastro globale di qualche tipo.

Ti ricordo comunque del mio progetto di sviluppare uno stato secessionista guidato da una tirannia illuminata, la mia chiaramente.

Vedi? Non c’è limite al peggio… ma voglio il passaporto!

Lo avrai! Ora una domanda molto personale per chiudere, uno di quei quesiti che va a cogliere una parte importante del tuo es. E’ davvero delicata e puoi anche non rispondere… anche tu pensi che Montemagno sia insopportabile?

Ti dico solo che a volte ho paura di sentirlo rispondere al citofono di casa.

Grazie Attila per aver risposto a quesiti marzulliani. Ci rivediamo tra poco ai Campi Catalaunici (o anche noto come “il posto sperduto dove stiamo girando il film”)

Grazie a te! Sono davvero contento di aver dato il mio discutibile contributo. Ci rivediamo ai Campi Catalaunici appena finisce la pausa.

Spero anche questa intervista in cui, con grande magnanimità, faccio parlare illustri sconosciuti via sia piaciuta. Se volete essere tra gli intervistati di #PopularTalks scrivetemi cercherò di capire se siete interessanti con un provino, vi chiederò dei soldi in nero e poi vi valuterò senza umanità.

Ma comunque scrivetemi eh!

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