Ogni tanto continuo a pensare ad un video… no, non è un porno!

Un video su youtube di un tizio che decide di fare decluttering della casa e approcciare in maniera estrema al minimalismo per rispondere alle domande: quante cose possiedo davvero rispetto a quante penso di possedere? E quante mi servono davvero?

Se avete fatto un trasloco smontando mobili zeppi di roba forse la risposta già la conoscete.

decluttering casa minimalismo

Cos’è la packing party (e chi l’ha inventata)

Packing party è un metodo di decluttering per la casa inventato da Joshua Fields Milburn e Ryan Nicodemus, i due americani dietro al progetto The Minimalists: autori bestseller del New York Times, protagonisti di due documentari su Netflix e conduttori di uno dei podcast più seguiti sul tema del minimalismo.

L’idea è semplice… e brutale:

  1. Impacchetti tutto quello che hai in casa come se stessi traslocando
  2. Cataloghi bene tutto
  3. Quando ti serve una cosa la riprendi. Una alla volta, solo quando ne hai effettivo bisogno.
  4. Quello che rimane in scatola alla fine del periodo stabilito lo vendi, lo doni o lo butti.

Nel caso di Ryan Nicodemus, che ha eseguito la packing party originale, la sfida durò 21 giorni. Dopo questo periodo l’80% delle cose era ancora nella scatola. Di tanti oggetti neppure ricordava l’esistenza.

Niente stronzate alla Marie Kondo, il criterio è uno solo: o lo usi davvero oppure non ti serve e ciao ciao.

Perchè sta roba mi è rimasta impressa

Hai presente il video della premessa? NO, non il porno.

Intendo il video originale su youtube. Beh il tizio so benissimo chi è. Il canale si chiama The Unlazy Way e ha applicato questo metodo per mettere ordine in casa in modo addirittura più estremo tanto da farmici pensare anni dopo la visione:

Sto pazzo ha imballato 954 oggetti in grosse scatole e ha esteso la sfida a 6 mesi invece dei 21 giorni originali.

I motivi? Un mese non era sufficiente per capire cosa usava davvero e cosa no.

Ha messo tutto dentro le scatole, anche le mutande. Era letteralmente nudo dopo aver finito la catalogazione… oddio forse hai ragione. Il video era un porno.

Comunque il risultato finale era molto simile all’esperimento originale:

  • Ha usato regolarmente solo 120 oggetti
  • Gli altri 834 li ha venduti, donati o buttati
  • Dei 248 capi di abbigliamento che possedeva, ne ha tenuti 43, liberandosi di circa l’83% dei pezzi nel suo guardaroba

Non si è fermato all’esperimento originale ma ha creato una decision chart che chiama the unlazy decluttering chart: una serie di domande a cascata:

Ha valore sentimentale? Lo usi stagionalmente? Costa più di 100 euro? È utile a qualcun altro? In base alle risposte, l’oggetto va conservato, venduto, donato o buttato. Semplice e brutalmente efficace.

Tipo la mia infografica per decidere se buttare o meno un oggetto:

decluttering casa marie kondo

Alla fine della sfida si è trasferito nei Paesi Bassi portando con sé solo quei 120 oggetti.

Dopo due mesi, nessun rimpianto.

Perché funziona: lo dice la scienza

Non è solo una questione di ordine in casa.

Dietro il decluttering c’è roba interessante da un punto di vista scientifico di cui ho parlato spesso e volentieri ma è utile ripetere (c’ho quasi 40 anni, stacce).

Uno studio del 2010 pubblicato su Personality and Social Psychology Bulletin (Saxbe e Repetti, UCLA) ha trovato una correlazione diretta tra ambiente domestico caotico e livelli di cortisolo più alti durante il giorno. In pratica: vivere in mezzo alle cose aumenta lo stress in modo misurabile, non solo percepito.

Poi c’è il tema della concentrazione.

Il disordine fisico compete per la tua attenzione anche quando non te ne accorgi, è tipo lasciare aperte le finestre del browser quando ne stai usando solo uno.

E c’è il concetto di decision fatigue, che spiega perché Obama portava quasi sempre completi grigi o blu e Jobs era famoso per il suo dolcevita nero.

La forza di volontà è una risorsa limitata: ogni decisione la consuma un po’. Eliminare le scelte inutili, compresa quella di cosa indossare la mattina, significa avere più energia mentale per le cose che contano davvero.

Meno cose possiedi, meno decisioni quotidiane devi prendere. È un risparmio cognitivo, non solo fisico.

5 lezioni da prendere dalla packing party

Ti sto invitando davvero a fare sta cosa?

Se vuoi si ma come sai ritengo i traslochi una delle più sofisticate forme di tortura dell’umanità, vorrei evitarti questo dolore. Puoi farlo eh, però voglio lasciarti con 5 lezioni interessanti da questo esperimento.

1. Non sai quante cose hai

Prima di fare la sfida, il creator del video aveva 954 oggetti. Oh 1000 oggetti son tanti.

E lui non lo sapeva. Nessuno conta quello che hai in casa ed è quello uno dei problemi del consumismo: funziona su un accumulo invisibile.

Ogni acquisto è singolo, ogni oggetto sembra poco. Sommati diventano un magazzino.

Qualche mese fa rimbrottavo la mia compagna di quante scarpe avesse. Solo a guardare il suo armadio ne avrà 100 ma continua a sparare numeri a caso “massimo 40”. Mi son incazzato e l’ho obbligata a contarle alla grossa insieme. Erano 120 paia.

Le è preso un infarto. Non ha smesso di comprare scarpe, le piace, però le ha fatto accendere una lampadina su come consuma.

2. Usi meno del 15% di quello che possiedi

Dopo sei mesi dall’esperimento solo il 12% degli oggetti era stato effettivamente utilizzato mentre il restante 88% era rimasto in scatola.

Non sono numeri allucinanti? Non vuol dire che abbiamo una marea di roba inutile e, anzi, di intralcio?

E in questa lista ci sono calzini, mutande, padelle per la cucina e molto altro.

Ok la vita non è fatta solo di oggetti utili, sarebbe troppo limitante, ma quanti hanno un vero valore nella nostra quotidianità?

Pochissimi! Sta roba non ti fa riflettere?

3. Ogni oggetto in più ti costa energia, non solo denaro

Ogni cosa che possiedi ha un costo nascosto: spazio fisico, tempo per cercarlo, stress mentale nel gestirlo, manutenzione periodica.

Gestire un armadio pieno richiede più tempo di un armadio con 30 capi curati: meno oggetti significa meno rumore, sia fisico che mentale. Inoltre a fronte dello stesso budget puoi permetterti di comprare oggetti di qualità migliore invece di tanti low cost. Quello che io chiamo acquisti con l’ammortamento.

Non è un caso perciò che il creator ha notato come riuscisse meglio a concentrarsi, a sentire meno stress e anche qualche soldo extra in tasca.

4. Il tuo cervello confonde “potrebbe servirmi” con “mi serve”

Quasi tutto quello che acquistiamo viene comprato per una versione futura di noi stessi: “potrei usarlo”, “un giorno tornerà utile”. Quella versione futura raramente si materializza. Il risultato è roba accumulata per un sé che non esiste e acquisti consapevoli mai diventati tali, fatti con soldi reali per bisogni immaginari.

La packing party è un modo per testare questa ipotesi sul campo invece di razionalizzarla nella testa.

5. Comprare meno è la forma di risparmio più sottovalutata

Non esiste nessuna app di budgeting, nessun foglio Excel e nessun conto deposito che possa compensare un flusso continuo di acquisti compulsivi e spese inutili.

La packing party non è un metodo di risparmio in senso stretto, ma ti insegna il principio base: la maggior parte di quello che compri finisce ignorato in un cassetto perché il nostro mondo ti fa comprare compulsivamente. Se non dai valore a quello che hai non lo terrai con cura nè lo preserverai.

Se lo sai prima di comprare, cambia il modo in cui prendi le decisioni. La vera domanda non è “costa troppo?” ma “lo userò davvero?” o “cambia la mia vita in meglio?”

Conclusioni: devo provare il decluttering con il packing party?

Se non devi fare un trasloco questo tipo di esperimento è una stronzata.

Dai sù, sei un essere intelligente no? Lo capisci da solo che imballare migliaia di oggetti senza farne un video per youtube è una cazzata, giusto? GIUSTO?

Il punto è il messaggio, l’esercizio mentale. Vale per capire quanti oggetti hai in casa che sembrano inerti ma in realtà ti rubano tempo per le pulizie, per la manutenzione, per lo spazio che prendono. E vale per gli acquisti, perché a causa di questi meccanismi mentali compri merda inutile, depauperi la tua ricchezza e ti rendi, si, più infelice.

Anche se il minimalismo finanziario non è più di moda il suo messaggio rimane importante: non significa possedere il minimo possibile ma possedere solo quello che ha un ruolo reale nella tua vita.

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About the Author

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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