Con la mia solita competenza economica cercherò di spiegarvi una sostanziale differenza: quella tra valore nominale e valore reale.
Visto che siete delle capre e io non sono un economista ve la spiegherò in maniera semplice e citando un mio maestro di vita:
Spesso valore nominale e reale vengono confusi e usati come sinonimi in maniera sbagliata.
Anzi, essendo gli italiani degli ignoranti matematici (e tu per primo) pensano che sia la stessa cosa.
Ecco. NON È COSÌ
LA DIFFERENZA TRA VALORE REALE E VALORE NOMINALE
Il valore nominale è esattamente il valore del numero.
Se tu prendi il numero 1000 il suo valore nominale è 1000.
Il valore reale invece è un’altra cosa:
È il valore di quel numero rapportato alla realtà
Queste due differenze sono importantissime in finanza perché determinano il potere di acquisto.
Facciamo un esempio che non mi segui.
Se cerchi di capire il valore nominale di una banconota da 5€ devi leggere il numero che c’è scritto. Quanto è? Esatto 5.
5 quindi è il valore nominale di una banconota da 5€
Ma il valore reale di quella banconota cambia nel tempo a seconda di alcuni fattori come ad esempio l’inflazione, aumento dei prezzi, la svalutazione monetaria e molto altro.
Il valore reale insomma è il potere di acquisto
Ok, esempio per spiegarti qual è il valore reale.
Mettiamo conto che è il 2010 e hai 5€ (che valgono nominalmente 5) puoi comprare 5 pere.
Passa un anno e cambia la congiuntura economica: aumenta l’inflazione e le pere si trovano più difficilmente.
Tu quindi nel 2011 ti ritrovi sempre con la banconota da 5€ ma essendo aumentato il prezzo delle pere ora ne compri solo 4.
Quindi:
La banconota da 5€ rimane sempre una banconota da 5€ (valore nominale)
ma usandola comprerai meno beni (valore reale).
Come puoi farsi che il tuo potere d’acquisto rimanga stabile?
Guadagnando di più o investendo.
Chiaro? Capito? Sei sicuro?
Nel caso scrivi nei commenti.
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