Tantissimi investitori sono fissati con le strategie a dividendi cioè nell’investire in azioni high yield, quelle che insomma ripartiscono gli utili agli azionisti.

Si tratta davvero di uno dei temi più ricchi e discussi della finanza italiana e… non solo.

Di appassionati di dividendi è pieno il mondo ed è una strategia di investimento molto apprezzata anche in USA.

Proprio per questo quelli di Vanguard, il famoso gestore di fondi americano co-fondato da John Bogle, hanno deciso di fare uno studio per capire cosa succede nella capoccia di questi investitori e quali sono i motivi veri per investire con strategie a dividendi.

Le strategie a dividendi sono una cazzata clamorosa! - Finanza Cafona

Si anche oggi sono polemico, va bene?

Partiamo dallo studio di Vanguard (questo):

  • Sondaggio su 5000 investitori con vari capitali
  • Basato su cinque fondi a equity income (etf a dividendi) di Vanguard
  • Studio pubblicato su The Journal of Wealth Management

Lo studio si è concentrato sul capire i comportamenti di chi investe con strategie a investimenti cercadno di comprendere come, realmente, vengono usati questi guadagni in modo da rispondere alla domanda: è una scelta finanziaria o una puramente emotiva?

10 CONSIDERAZIONI DI VANGUARD SULLE STRATEGIE A DIVIDENDI

Dalla ricerca di Vanguard emerge che, sorprendentemente, la maggior parte degli investitori non investe in azioni ad alti dividendi per ottenere un reddito immediato bensi per altre ragioni strategiche (se vabbè).

Questa piccola scoperta è in contrasto con l’assunto secondo cui alcuni investitori scelgano questi modelli per ottenere dei guadagni extra.

 1. I DIVIDENDI VENGONO (QUASI) SEMPRE REINVESTITI

Quasi l‘80% degli investitori reinveste automaticamente i dividendi invece di prelevarli in modo da sfruttare gli effetti dell’interesse composto.

Questo indifferentemente dal capitale dell’investitore.

2. SCARSO BISOGNO DI UN REDDITO IMMEDIATO

Ammetto di essere uno di quelli convintissimi che, i dividendi, siano il tipo di investimento preferito da quelli con la necessità di aumentare il proprio reddito mensile.

Allo stipendio si aggiungono cedole e dividendi e questo produce un incremento del proprio “max spending” mensile.

Per la ricerca di Vanguard un numero molto limitato di persone utilizza i dividendi per questa strategia: solo il 12% degli investitori ha dichiarato di aver bisogno del reddito prodotto dai fondi.

Insomma, la stragrande maggioranza non utilizza i dividendi per spese a consumo o quelle correnti.

3. DIVIDENDI E DIVERSIFICAZIONE

Durante il sondaggio una delle ragione più nominate dagli investitori per puntare su una strategia a dividendi è quella della diversificazione del portafoglio.

Il termine “diversificazione” però è usato in maniera molto generica:

“For example, some investors may view equity income funds as diversified, core portfolio holdings. Others may view them as diversifiers for their more aggressive, growth-oriented holdings.”

Per i partecipanti al sondaggio il concetto di diversificazione dei dividendi può essere la possibilità di ribilanciare il portafoglio più agevolmente ad esempio puntando ad investire in azioni più aggressive.

4. AZIENDE DIVIDEND-PAYING = PIÚ SICURE

Circa il 50% degli investitori ha detto di preferire aziende che pagano dividendi perché le percepiscono come più affidabili o attente agli azionisti.

Questo forse è dovuta anche all’associazione tra dividendi e aziende solide come le value stock oppure a quelle storiche come Coca Cola e P&G.

Questo ragionamento non considera minimamente il fatto che alcune aziende ridistribuiscano i dividendi perché non sanno che altro farci con gli utili o come altre sfruttino questa attitudine di certi investitori per ingolosire gli azionisti con bonus insostenibili a livello di finanza aziendale.

5. A COSA SERVONO I DIVIDENDI: REINVESTIMENTO

I risultati del sondaggio fanno emergere come i dividendi vengano reinvestiti dall’80% degli intervistati e che il 70% lo fa perché non ha bisogno di immediata liquidità.

Questo rende un falso mito l’utilizzo dei dividendi per fini consumistici.

6. IL VANTAGGIO DEI BENEFICI EMOTIVI

La ricerca lascia emergere come gli investitori traggano più benefici emotivi che razionali dall’investimento in aziende con alti dividendi in quanto:

  • Li fa sentire più sicuri
  • Il dividendo rappresenta la conferma del buon andamento degli investimenti
  • La sensazione che le aziende con dividendi siano più attente all’interesse dell’investotore (in quanto lo ripagano).

7. LA FALLACIA DELLA TEORIA DELL’AUTOCONTROLLO

Una teoria molto comune sulla preferenza in una strategia a dividendi consiste sulla cosidetta “Teoria dell’autocontrollo”: il ricevere dividendi regolari con una somma staccata automaticamente dal portafoglio titoli aiuta a gestire meglio le spese, esercitando una forma di disciplina finanziaria.

In pratica i dividendi mettono dei paletti su quanto spendere ogni mese e un buon modo per evitare spese impulsive. In pratica, questa teoria suggerisce che i dividendi possono costituire dei “paletti” utili per non eccedere nei prelievi o nelle spese impulsive.

Il fatto è che questa teoria e i risultati del sondaggio sono in contrasto in quanto solo il 23% di chi preleva dividendi utilizza questi fondi per gestire le proprie spese.

8. INSENSIBILITÀ AI TASSI DI INTERESSE

Il 70% degli investitori dichiara che le variazioni dei tassi di interesse delle banche centrali non influenzano la loro posizione rispetto ad azioni o fondi che pagano dividendi.

Gli investitori mantengono una visione a lungo termine indipendente dalle fluttuazioni macroeconomiche.

9. PERCEZIONI ERRATE SUI RENDIMENTI

Molti investitori credono erroneamente che le azioni ad alto dividendo abbiano rendimenti superiori e volatilità inferiore rispetto ad altre azioni, nonostante la teoria finanziaria suggerisca il contrario.

  • I dividendi non sono un extra ma lo stacco degli utili dal valore dell’azione e ne riduce il valore per un importo equivalente. Il rendimento totale di un’azione perciò è dato dalla somma di crescita del prezzo più i dividendi ricevuti, quindi non c’è un vantaggio automatico nel riceverli
  • Sebbene alcune aziende più mature possano essere meno volatili, non è una regola universale
  • La preferenza verso le azioni con dividendo si basa su ragioni psicologiche ed è influenzato da bias personali: il ricevere un flusso costante di denaro crea un senso di sicurezza e soddisfazione, il chè porta a sovrastimare il profilo di rischio e rendimento

10. PREPARAZIONE PER IL FUTURO

Molti degli intervistati in realtà ammettono, indirettamente o meno, che si stanno posizionando per ricevere un reddito futuro in modo da associare questa forma di entrate ad altri tipi di investimento (come un fondo pensione).

Si tratta quindi di una preparazione per bisogni futuri piuttosto che attuali.

COSA EMERGE DALL’ANALISI DI VANGUARD SUGLI INVESTIMENTI A DIVIDENDO

Andando al dunque di questa ricerca. Nonostante moltissimi investitori siano fan delle strategie a dividendi e trovino tantissimi motivi razionali per giustificare la loro scelta questa viene fatta soprattutto per fattori emotivi.

Dai sondaggi emerge come molti riscontrino un beneficio psicologico nell’investire in queste aziende perché considerate più solide, perché il dividendo fornisce gratificazione ma alla fine non abbiano ragioni razionali per scegliere questa strategia rispetto ad una ad accumulazione: la maggior parte non spende il denaro guadagnato con i dividendi e la maggior parte reinveste il capitale accumulato.

In teoria, in assenza di costi fiscali o commissionali per le transazioni non ci sarebbe nessuna differenza tra una strategia a dividendo e una ad accumulazione. Semplicemente il dividendo è una parte del prezzo, nell’accumulazione il capitale rimane lì mentre nel dividendo questo viene “staccato” e dato all’azionista.

Alcuni strumenti di investimento in USA prevedono quest’assenza di costi e quindi investire in questa maniera può essere una strategia intelligente.

In Italia questa possibilità non esiste. Su ogni dividendo staccato si pagano il 26% di tasse ed alcuni broker (ciao Sella) vi caricano anche un costo di gestione.

Una strategia a dividendi in Italia è stupida. Se, come dimostra il sondaggio, non siete in quel ristretto 12% che necessita dei soldi per campare, state facendo una scelta solamente emotiva e che non ha alcun motivo razionale per esistere.

Potete comunque perseguirla, illudervi che sia la migliore, aprirci canali Instagram e YouTube ma avrete comunque torto e nel perseguirla ci state perdendo un sacco di soldi futuri.

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FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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