Quante volte avete sentito nominare DeGiro, Scalable Capital, Trading212 o Trade Republic?
Sono tutti broker a basse spese, nati in regime dichiarativo, che hanno ottimi bonus di iscrizione. Pur non essendo servizi malvagi sono spinti da creator finanziari più per interesse che per meriti.
Io stesso in passato ne ho recensiti alcuni ma alla fine vi ho sempre consigliato di investire con Directa.
Questo nonostante i piemontesi infami non mi abbiano mai dato un centesimo per le guide da anni in cima alle ricerche di google e per le centinaia di nuovi account aperti tramite Finanza Cafona.
Non piango dei soldi persi (inzomma…) in quanto porto avanti la regola aurea per vivere in Italia con serenità:pagare chi ti semplifica i rapporti con la burocrazia.
Se poi non c’è manco un costo extra si è fatto l’affare della vita.
Però voi siete stronzi e fate di testa vostra. Cliccate sulle affiliazioni di qualche creator ben remunerato e quando avete problemi con le piattaforme chiedete una mano a me.
Eh beh, avete rotto il cazzo.

Sì vabbè, pure offesi.
Ringraziate che non faccio nomi e cognomi.
In ogni caso questi broker sono ottimi. Hanno feature, UI, analisi del portafoglio, grafiche colorate e chicchette davvero molto interessanti.
Il problema è che tutta sta roba non serve davvero a un investitore retail.
Se ci investite già cazzi vostri, per gli altri sappiate che i broker low cost hanno 3 enormi problemi. Uno dei tre, il regime dichiarativo, nel frattempo Trade Republic e Scalable lo hanno risolto.
In breve: aggiornamento di ottobre 2026: DeGiro e Trading212 restano in regime dichiarativo, quindi le tasse le calcolate e le dichiarate voi. Trade Republic (dal 30 gennaio 2025) e Scalable Capital (dal 1° settembre 2026, a scelta) offrono invece il regime amministrato con IBAN italiano, come Fineco e Directa. Il PFOF dal 30 giugno 2026 è vietato in tutta l’UE.
3 motivi per non aprire un conto su Scalable Capital, DeGiro o Trading 212
Vi siete mai chiesti come fanno i broker low cost tipo Scalable, DeGiro, Etoro, Trade Republic o Trading212 a fare soldi?
Non potendo accollarvi commissioni, guadagnano in diverse maniere:
- Eliminando i costi dei servizi fiscali
- Facendo partnership con borse secondarie
- “Vendendo” dati
E in effetti questi sono i principali tre punti per valutare se vale la pena aprire un account su queste piattaforme.
1. Investimenti su borse secondarie
I broker menzionati vi spingono a investire non sulle borse principali come Borsa Italiana o il Nasdaq ma su borse secondarie (tedesche) o tramite intermediari che raccolgono gli ordini. DeGiro permette anche Borsa Italiana, Xetra ed Euronext e Scalable ha aggiunto Xetra, ma con commissioni più alte rispetto alla borsa “di casa”.
Avete mai sentito parlare di Gettex, TradeGate o LS Exchange?
No, perché sono appunto borse secondarie. Gettex di Monaco è la borsa di Scalable Capital, TradeGate (Berlino) di DeGiro per gli ETF Core Selection e LS Exchange di Amburgo di Trade Republic.
Il broker prende un accordo con la borsa secondaria in modo da indirizzare gli ordini di acquisto su quest’ultima e in cambio ci prende (immagino) dei soldi.
In termini di investimento non cambia nulla. I vostri risparmi sono comunque al sicuro in quanto seguono la stessa legislazione di uno Xetra qualsiasi.
Cambiano però alcune cosine!
Spread di acquisto
Con il termine “spread” in borsa si intende la differenza tra il prezzo di acquisto (ask) e il prezzo di vendita (bid) quotati per un asset.
Cosa comporta nella realtà?
Una borsa piccola avrà meno liquidità, perciò il prezzo di acquisto sarà più alto rispetto all’investire in una borsa principale. Lo stesso vale per la vendita, perché ci saranno meno acquirenti.
Rispetto a investire denaro in una borsa ciciona (Amsterdam, Xetra o Milano) pagherete di più il singolo titolo e lo venderete a meno.
Insomma, le commissioni a zero le pagate comprando a un prezzo più alto.
Il problema del trasferimento titoli
Se dopo un paio di anni su Scalable Capital decidete di spostare i vostri titoli su un altro broker beh… potreste avere qualche problemino!
Tecnicamente i titoli devono essere spostati borsa su borsa. Facciamo un esempio. Voi volete spostare i vostri titoli sul FTSE MIB (Milano) ma per anni avete comprato titoli su una borsa secondaria tipo il GETTEX, cosa succede quando chiedete la portabilità al nuovo broker?
In questo caso il broker potrebbe dirvi che non transa su quella borsa e quindi costringervi a:
- Farvi lasciare quei titoli sul broker vecchio e investire la nuova liquidità sul nuovo
- Chiedere lo spostamento dei titoli su borsa più grande (tipo Xetra) e poi procedere a portabilità
- Vendere tutto e ricominciare da zero
Online la questione è dibattuta. C’è chi dice che è impossibile trasferire i titoli su un broker come Fineco o Directa e chi invece afferma il contrario perché, se si tratta di un ETF o Azione quotata su più mercati, è sempre la stessa roba.
Nel dubbio, perché farvi venire il mal di testa?
Azioni frazionate
I broker low cost prevedono la possibilità di acquistare frazioni di azioni o di ETF.
Sembra una cosa davvero fica tranne che… non lo è davvero.
Con gli strumenti frazionati potete acquistare solo un pezzo di un prodotto finanziario. Solo che non sempre comprate davvero un’azione: in alcuni casi è un derivato sintetico detto CFD: un contratto che segue il valore del sottostante (in genere l’azione o l’ETF). Alcuni broker comprano invece azioni vere (Trading212, ad esempio, dichiara che sul conto Invest sono azioni reali), altri no.
Quando si tratta di un contratto, come investitori avete quindi un doppio rischio:
- Andamento dell’azione
- Solidità del garante del contratto.
È inoltre impossibile trasferire su un altro broker quella parte di quota.
2. Il regime dichiarativo
Questa è la scelta più no brainer in assoluto.
Fineco e Directa gestiscono il pagamento delle tasse per conto vostro. Questo sia si tratti del pagamento delle plusvalenze sia dello 0,2% annuo del bollo sul conto titoli.
Vi tolgono i soldi dalla liquidità sul conto, girano il pagamento ad Agenzia delle Entrate e a fine anno vi restituiscono un documento.
Questo sistema si chiama sostituto d’imposta o regime amministrato.
DeGiro, Trading212, eToro o Interactive Brokers non fanno nulla di simile, perché seguono il regime fiscale dichiarativo. Le cose però sono cambiate per due broker di questo articolo: Trade Republic dal 30 gennaio 2025 fa da sostituto d’imposta per chi ha IBAN italiano e Scalable Capital dal 1° settembre 2026 ha una succursale italiana con regime amministrato a scelta.
In una vecchia recensione dei migliori broker italiani ho diviso i broker in 3 categorie:
- Dichiarativo Puro
- Dichiarativo Misto
- Regime Amministrato
Nel regime di dichiarativo puro come quello di eToro, Trading212 o Interactive Broker la piattaforma non vi fornisce nessun documento.
Per capire quante tasse pagare dovete farvi fare i conti da un commercialista oppure pagare un servizio di contabilità come MoneyViz.
Il risparmio in commissioni finisce per pagare le dichiarazioni fiscali.
MoneyViz fa quello che fanno i broker in “dichiarativo misto” come DeGiro: a fine anno fiscale fornisce un modulo con i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi. Si possono usare i quadri RW e RT del modello Redditi oppure, dal 2025, i quadri W e T del 730.
Se non sapete come si fa ho scritto in passato una guida alla compilazione dei quadri RW e RT di DeGiro.
Già questo metodo è accettabile ma spesso, soprattutto DeGiro, i documenti forniti dal broker sono errati quindi sarete costretti a rettificare la comunicazione e pagare il tasso di mora in caso di ritardi.
3. Payment for order flow (PFOF)
Il Payment For Order Flow (acronimo di PFOF) è una pratica che produce la maggior parte dei guadagni per i broker low cost.
In pratica il broker di turno, prima di effettuare la transazione in borsa, passa l’ordine a un cosiddetto Market Maker, una società che si occupa di effettuare l’ordine di acquisto/vendita e che paga il broker per il diritto di esecuzione.
Se in un broker tipo Fineco o Directa l’ordine viene indirizzato direttamente alla borsa e il guadagno è dato dalla commissione, per i broker low cost il guadagno è dato sulla “vendita” del tuo ordine di acquisto a un soggetto terzo.
Questo soggetto, il market maker, ha degli obblighi stringenti come quello di fare il miglior prezzo possibile sul mercato in quel dato momento ma è sempre stata una pratica grigia, tant’è che dal 30 giugno 2026 è vietata in tutta l’Unione Europea.
Come fanno allora i soldi i broker cheap?
Con abbonamenti, interessi sulla liquidità e borse proprie. Ed è qui che c’è l’interessante spunto dell’amico Nicola Protasoni, scritto quando il divieto era ancora in arrivo:

Trade Republic, Scalable Capital, DeGiro e Trading212: come stanno oggi
Visto che in tanti mi chiedete il confronto, ecco la situazione a ottobre 2026:
- Trade Republic: regime amministrato dal 30 gennaio 2025 per chi ha IBAN italiano (gestisce anche il bollo), 1€ per ordine e piani di accumulo gratuiti
- Scalable Capital: succursale italiana dal 1° settembre 2026 con regime amministrato a scelta. Piano FREE senza canone (0,99€ per ordini sotto i 250€), PRIME+ a 4,99€ al mese con ordini a 0€, PAC gratuiti da 1€, interessi sulla liquidità al 2,60% lordo variabile e accesso anche a Xetra (1,99€ a ordine)
- DeGiro: regime dichiarativo con report fiscale annuale, ETF Core Selection a 1€ per ordine, altri ETF e altre borse a 3€, più 2,50€ l’anno per ogni borsa a cui vi collegate
- Trading212: regime dichiarativo puro senza report fiscale italiano, zero commissioni e cambio valuta allo 0,15%
Domande frequenti su Trade Republic, Scalable, DeGiro e Trading212
Trade Republic è in regime amministrato?
Sì. Dal 30 gennaio 2025 Trade Republic fa da sostituto d’imposta per i clienti con IBAN italiano: trattiene le tasse sulle plusvalenze e paga il bollo per conto vostro.
Scalable Capital è sostituto d’imposta?
Dal 1° settembre 2026 Scalable ha una succursale italiana con IBAN italiano e il regime amministrato si può scegliere. Il cambio di regime vale dal 1° gennaio dell’anno successivo e i clienti già iscritti migrano con un invito in app.
Trading 212 è in regime amministrato?
No, Trading212 è in regime dichiarativo puro e non fornisce un report fiscale italiano: plusvalenze, IVAFE e monitoraggio li dovete calcolare e dichiarare voi.
DeGiro è in regime amministrato?
No, DeGiro è in regime dichiarativo. Fornisce un report annuale con i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi e gestisce in automatico la Tobin tax italiana.
Meglio Trade Republic o Scalable Capital?
Oggi entrambi offrono il regime amministrato. Trade Republic ha una struttura semplice (1€ per ordine, PAC gratis); Scalable ha un piano gratuito e uno in abbonamento (PRIME+ a 4,99€ al mese con ordini a 0€) e permette di comprare anche su Xetra. La scelta dipende da quanto spesso investite e su quali borse.
Conclusioni: non usare broker low cost in dichiarativo
Se i broker come DeGiro o Trading212 garantissero una vera convenienza oppure una differenziazione netta rispetto ai broker in amministrato non avrei scritto un articolo così brutale.
Ma, appunto, non è così.
Il PAC a zero spese di Directa permette investimenti ricorrenti a commissioni zero, la piattaforma Libera è ormai adeguata agli standard di questo secolo: gradevole graficamente ed intuitiva per un investitore con conoscenze medie. In generale poi le commissioni sul mercato italiano sono (quasi) imbattibili.
Nel caso vogliate investire su altre borse o abbiate necessità di accedere a prodotti finanziari complessi come il Credit Lombard, Fineco è cara ma svolge egregiamente la sua funzione.
Se poi volete esagerare e siete tra i 2 o 3 esperti che mi leggono (ciao Nicola!) l’unica piattaforma da considerare è Interactive Brokers. Se invece volete un broker low cost, oggi Trade Republic e Scalable Capital hanno risolto il problema principale offrendo il regime amministrato: restano però i punti 1 e 3 di questo articolo.
Il resto è fuffa e inutili complicazioni. Fidatevi.
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