Quante volte avete sentito nominare DeGiro, Scalable Capital, Trading212 o Trade Republic?

Sono tutti broker a basse spese con regime dichiarativo che hanno ottimi bonus di iscrizione. Pur non essendo servizi malvagi sono spinti da creator finanziari più per interesse che per meriti.

Io stesso in passato ne ho recensiti alcuni ma alla fine vi ho sempre consigliato di investire con Directa.

Questo nonostante i piemontesi infami non mi abbiano mai dato un centesimo per le guide da anni in cima alle ricerche di google e per i centinaia di nuovi account aperti tramite Finanza Cafona,

Non piango dei soldi persi (inzomma…) in quanto porto avanti la regola aurea per vivere in Italia con serenità: pagare chi ti semplifica i rapporti con la burocrazia.

Se poi non c’è manco un costo extra si è fatto l’affare della vita.

Però voi siete stronzi e fate di testa vostra. Cliccate sulle affiliazioni di qualche creator ben remunerato e quando avete problemi con le piattaforme chiedete una mano a me.

Eh beh, avete rotto il cazzo.

3 motivi per NON usare broker come DeGiro, Scalable o Trading212 - Finanza Cafona

Se vabbé, pure offesi.

Ringraziate che non faccio nomi e cognomi.

In ogni caso questi broker sono ottimi. Hanno feature, Ui, analisi del portafoglio, grafiche colorate e chicchette davvero molto interessanti.

Il problema è che tutta sta roba non serve davvero ad un investitore retail.

Se ci investite già cazzi vostri, per gli altri sappiate che i broker in regime dichiarativo hanno 3 enormi problemi.

3 MOTIVI PER NON APRIRE UN CONTO SU SCALABLE CAPITAL, DEGIRO O TRADING 212

Vi siete mai chiesti come fanno i broker low cost tipo Scalable, DeGiro, Etoro, Trade Republic o Trading212 a fare soldi?

Non potendo accollarvi commissioni guadagnano in diverse maniere:

  • Eliminando i costi dei servizi fiscali
  • Facendo partnership con borse secondarie
  • “Vendendo” dati

E in effetti questi sono i principali tre punti per valutare se vale la pena aprire un account su queste piattaforme.

1. INVESTIMENTI SU BORSE SECONDARIE

Tutti i broker menzionati non permettono di investire direttamente sulle borse principali come Borsa Italiana o il Nasdaq ma su borse secondarie (tedesche) o tramite intermediari che raccolgono gli ordini.

Avete mai sentito parlare di Gettex, TradeGate o LS Exchange?

No, perché sono appunto borse secondarie. Gettex di Monaco è la borsa di Scalable Capitale, TradeGate (Berlino) di DeGiro e LS Exchange di Amburgo di Trade Republic.

Il broker prende un accordo con la borsa secondaria in modo da indirizzare gli ordini di acquisto su quest’ultima e in cambio ci prende (immagino) dei soldi.

In termini di investimento non cambia nulla. I vostri risparmi sono comunque al sicuro in quanto seguono la stessa legislazione di uno Xetra qualsiasi.

Cambiano però alcune cosine!

SPREAD DI ACQUISTO

Con il termine “spread” in borsa si intende la differenza tra il prezzo di acquisto (ask) e il prezzo di vendita (bid) quotati per un asset.

Cosa comporta nella realtà?

Una borsa piccola sarà meno liquidità perciò il prezzo di acquisto sarà più alto rispetto all’investire in una borsa principale. Lo stesso vale per la vendita in quanto ci saranno meno acquirenti.

Rispetto ad investire denaro in una borsa ciciona (Amsterdam, Xetra o Milano) pagherete di più il singolo titolo e lo venderete a meno.

Insomma le commissioni a zero le pagate comprando ad un prezzo più alto.

IL PROBLEMA DEL TRASFERIMENTO TITOLI

Se dopo un paio di anni su Scalable Capital decidete di spostare i vostri titoli su un altro broker beh… potreste avere qualche problemino!

Tecnicamente i titoli devono essere spostati borsa su borsa. Facciamo un esempio. Voi volete spostare i vostri titoli sul FTSE MIB (Milano) ma per anni avete comprato titoli su una borsa secondaria tipo il GETTEX, cosa succede quando chiedete la portabilità al nuovo broker?

In questo caso il broker potrebbe dirvi che non transa su quella borsa e quindi costringervi a:

  1. Farvi lasciare quei titoli sul broker vecchio e investire la nuova liquidità sul nuovo
  2. Chiedere lo spostamento dei titoli su borsa più grande (tipo Xetra) e poi procedere a portabilità
  3. Vendere tutto e ricominciare da zero

Online la questione è dibattuta. C’è chi dice che è impossibile trasferire i titoli su un broker come Fineco o Directa e chi che invece afferma il contrario in quanto, se si tratta di un ETF o Azione quotata su più mercati, è sempre la stessa roba.

Nel dubbio perché farvi venire il mal di testa?

AZIONI FRAZIONATE

I broker low cost prevedono la possibilità di acquistare frazioni di azioni o di ETF.

Sembra una cosa davvero fica tranne che… non lo è davvero.

Con gli strumenti frazionati potete acquistare solo un pezzo di un prodotto finanziario. Solo che non comprate davvero un’azione ma un un derivato sintetico detto CFD: un contratto che segue il valore del sottostante (in genere l’azione o l’ETF). Alcuni hanno un sottostante fisico vero (tipo quelli di Trade Republic), altri no.

Come investitori quindi avete un doppio rischio:

  1. Andamento dell’azione
  2. Solidità del garante del contratto.

È inoltre impossibile trasferire su un altro broker quella parte di quota.

2. IL REGIME DICHIARATIVO

Questo è la scelta più no brainer in assoluto.

Fineco e Directa gestiscono il pagamento delle tasse per conto vostro. Questo sia si tratti del pagamento delle plusvalenze sia dello 0,2% annuo del bollo sul conto titoli.

Vi tolgono i soldi dalla liquidità sul conto, girano il pagamento ad Agenzia delle Entrate e a fine anno vi restituiscono un documento.

Questo sistema si chiama sostituto d’imposta o regime amministrato.

DeGiro, Trading212. Scalable Capital, Trade Republic o eToro non fanno nulla di simile in quanto seguono il regime fiscale dichiarativo.

In una vecchia recensione dei migliori broker italiani ho diviso i broker in 3 categorie:

  • Dichiarativo Puro
  • Dichiarativo Misto
  • Regime Amministrato

Nel regime di dichiarativo puro come quello di eToro, Trading212 o Interactive Broker la piattaforma non vi fornisce nessun documento.

Per capire quante tasse pagare dovete farvi fare i conti da un commerialista oppure pagare un servizio di contabilità come MoneyViz.

Il risparmio in commissioni finisce per pagare le dichiarazioni fiscali.

MoneyViz fa quello che fanno i regimi in “dichiarativo misto” come Trade Republic, DeGiro e Scalable Capital: a fine anno fiscale fornisce un modulo con i “quadri RW” da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Se non sapete come si fa ho scritto in passato una guida alla compilazione dei quadri RW e RT di DeGiro.

Già questo metodo è accettabile ma spesso, soprattutto DeGiro, i documenti forniti dal broker sono errati quindi sarete costretti a rettificare la comunicazione e e pagare il tasso di mora in caso di ritardi.

3. PAYMENT FOR ORDER FLOW (PFOF)

Il Payment For Order Flow (acronimo di PFOF) è una pratica che produce la maggior parte dei guadagni per i broker low cost.

In pratica il broker di turno, prima di effettuare la transazione in borsa, passa l’ordine ad un cosidetto Market Maker, una società che si occupa di effettuare l’ordine di acquisto/vendita e che paga il broker per il diritto di esecuzione.

Se in un broker tipo Fineco o Directa l’ordine viene indirizzato direttamente alla borsa e il guadagno è dato dalla commissione, per i broker low cost il guadagno è dato sulla “vendita” del tuo ordine di acquisto ad un soggetto terzo.

Questo soggetto, il market maker, ha degli obblighi stringenti come quello di fare il miglior prezzo possibile sul mercato in quel dato momento ma rimane una pratica grigia tant’è che dal 2026 sarà probabilmente illegale in Europa.

Come faranno allora i soldi i broker cheap?

Boh! Ed è qui che c’è l’interessante spunto dell’amico Nicola Protasoni sulla vicenda:

3 motivi per NON usare broker come DeGiro, Scalable o Trading212 - Finanza Cafona
Click qui per leggere tutta la discussione

CONCLUSIONI: NON USARE BROKER LOW COST

Se i broker come Scalable Capital, DeGiro o Trading212 garantissero una vera convenienza oppure una differenziazione netta rispetto ai broker in amministrativo non avrei scritto un articolo così brutale.

Ma, appunto, non è così.

Il PAC a zero spese di Directa permette investimenti ricorrenti a commissioni zero, la piattaforma Libera è ormai adeguata agli standard di questo secolo: gradevole graficamente ed intuitiva per un investitore con conoscenze medie. In generale poi le commissioni sul mercato italiano sono (quasi) imbattibili.

Nel caso vogliate investire su altre borse o abbiate necessità di accedere a prodotti finanziari complessi come il Credit Lombard, Fineco è cara ma svolge egregiamente la sua funzione.

Se poi volete esagerare e siete tra i 2 o 3 esperti che mi leggono (ciao Nicola!) l’unica piattaforma da considerare è Interactive Broker, mentre tra tutti i dichiarativi il meno peggio è Trade Republic.

Il resto è fuffa e inutili complicazioni. Fidatevi.

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Sull'autore

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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