E’ ormai più di un anno che vi parlo di sconti, di app innovative, di modalità di risparmio e sopratutto di Fintech.

Ma solo oggi mi è venuto il dubbio: ma lo sapete cosa è una fintech?

cosa è una fintech

Ecco, lo sapevo. Siete degli idioti.

Ma perchè non l’avete chiesto prima, eh?

Va bene dai, sei perdonato e capisco che ti posso mettere a disagio.

Quindi partiamo dalle basi e andiamo prima di tutto a capire cosa vuol dire Fintech.

Fintech è la crasi di due termini inglesi: FINancial TECHnology

Se conosci altre lingue oltre al dialetto di pastori dei tuoi avi dovresti aver già capito dove andiamo a parare: le FINTECH sono la digitalizzazione e la versione moderna dei servizi finanziari classici.

Il termine è molto generico e riguarda qualsiasi attività finanziaria: dalle banche, agli investimenti, agli strumenti assicurativi al finanziamento di progetti imprenditoriali.

Proprio per è nata tutta una serie di varianti del termine Fintech ma che può essere ricondotta tutta alla stessa rivouzione: Insurtech, Challenger Bank, P2P, Open Banking, CryptoCurrency, Robot Advisor e molto altro.

Tutte questi settori hanno una loro peculiarità ma sono legate alla rivoluzione digitale che in Italia possiamo chiamare Tecnofinanza.

Ma come è nata questa rivoluzione?

DIGITALIZZAZIONE E START UP

Se avete più di 30 anni avrete notato che siamo passati dal sentire la musica da un mangianastri a un app su cellulare (Spotify o AmazonMusic, avete presente?). Questa si chiama rivoluzione digitale.

Ovvero il rapido spostamento di servizi da supporti fisici a un supporto digitale (un sito web, app) da usare attraverso una connessione internet

Se per la musica, i film, gli acquisti online questi meccanismi si sono sviluppati in tempi brevi e ormai sono parte della nostra società per i servizi finanziari la cosa è più complessa a causa di una regolamentazione molto complessa.

D’altronde dareste i vostri soldi ad un entità truffaldina, non riconosciuta da nessuna legislazione e in cui non sapete dove finiscono i vostri soldi? Ah ok, investite in P2P e Crypto… oook!

LEGISLAZIONE

Come detto la legislazione ha fermato o rallentato la digitalizzazione tecnologica finanziaria per molto tempo.

E questo non perchè sia stata eccessivamente lenta ma perchè il mercato finanziario è elefantiaco e con una legislazione molto complessa. Spostare anche solo delle virgole non è una cosa semplice.

Ma negli ultimi 10 anni i cambiamenti sono stati importanti e in particolare si sono concentrati sulla digitalizzazione dei sistemi informatici bancari, sulla digitalizzazione dei pagamenti, sulla liberalizzazione delle informazioni bancarie (come per PSD2), parificazione dei conti correnti intercomunitari (SEPA), etc.

C’è un piccolo ma.

LA NASCITA DELLE FINTECH

Se le banche sono ricche e se tutta la legislazione è stata fatta per loro (si fa per dire) perchè io associo il termine fintech ad Hype, Oval Money, Revolut o N26?

E’ semplice, perchè le banche sono lente nell’accettare i cambiamenti e si dovevano riprendere dalla crisi del 2008.

E allora tanti piccoli e medi imprenditori, prendendo spunto dagli start upper dei social network, hanno aperto le loro società Fintech sfruttando le nuove regolamentazioni e aggredito fette di mercato che o le banche non avevano considerato o offrendo servizi innovativi che le banche, nella loro gestione burocratica, non era non in grado cogliere.

L’aggressione del mercato è stata fatta con servizi a basso costo (o addirittura a 0), servizi personalizzati per target (come i viaggiatori con Revolut), realizzazione di UI/UX semplici ed efficaci, gestione dell’assistenza live e via chat o messaging, analisi dei dati, comunicazione leggera, giovane e audace nonché a personalizzazioni individuali dei servizi e molto altro.

IL FUTURO DELLE FINTECH

Il grande problema delle fintech è lo stesso delle start up tradizionali: su tante che ne nascono pochissime riescono a sopravvivere per anni.

Il modello della tecnofinanza è difficile che generi grandi ricavi. N26 pur essendo la banca digitale più grande del mondo non riesce ancora a ottenere ricavi e si trova a rifinanziarsi costantemente nel mercato privato.

Le soluzioni delle fintech, come quelle delle start up, quindi sono poche:

  • Quotarsi in borsa, continuare a crescere e ripagare i debiti con l’aumento di quotazione. Come Facebook fino a pochi anni fa.
  • Trovare un meccanismo per arrivare a fare ricavi
  • Vendere la società, con tutta la sua tecnologia, ad una società più grande

Al momento ci sono pochissime fintech quotate in borsa. Anzi, quelle che ci hanno provato (ricordi Wirecard?), hanno fatto un botto così grande da far passare le fregole a qualsiasi investitore senziente.

Fare ricavi, a parte per pochissime come Sterling, è un traguardo impossibile.

Rimane quindi la terza scelta: venderle. E non è un caso che Hype sia stata recentemente acquisita da Illimity e che si parli da tempo di un acquisizione di Deutsche Bank di N26.

Il fatto è che le banche tradizionali sono si un gigante lento, ma rimangono un gigante. Quando si muovono le speranze per i piccoli sono davvero poche e ormai hanno assorbito gran parte delle innovazioni tecnologiche delle fintech.

COSA SUCCEDERÀ

Mi hai preso per un cazzo di indovino?

Detto ciò credo che lentamente le fintech si fonderanno con le banche per un generale miglioramento dei servizi bancari a vantaggio sia del cliente (per personalizzazione e velocità d’azione) sia per le banche (risparmio, migliore utilizzo dei dati, etc).

Qualche fintech emergerà e diventerà un leader mondiale. Chi sarà lo vedremo.

EXTRA: APPROFONDIMENTI

Se cerchi maggiori informazioni sulle fintech ne ho parlato approfonditamente nel corso dell’ultimo anno. Qui ad esempio trovi una breve descrizione di tutti i servizi presenti al momento in Italia, qui ti spiego perchè sei un coglione se ti fai una carta Metal o Premium. Se invece cerchi un confronto tra le fintech e le banche tradizionali qui trovi la mia personale opinione.

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FONTE IMMAGINE: Foto di masbet christianto da Pixabay