Spero che dopo anni abbiate capito come funziona l’interesse composto.

Sento i vostri pensieri e sospettosi rumori di cicale quindi lo ridico: sono gli interessi maturati nel tempo, che diventano capitale e reinvestiti maturano a loro volta nuovi interessi.

La cosa incredibile dell’interesse composto è che, nonostante sia un fattore matematico finanziario, si applica benissimo a tanti altri campi della vita.

Prendiamo ad esempio lo sport. Voi partite da zero e imparate i fondamentali irrobustendo la vostra struttura fisica e la tecnica di base. Dopo un determinato periodo avrete assimilato (= capitalizzato) le basi dello sport e potrete fare uno step superiore.

Ma l’interesse composto è anche alla base di come si sviluppa la nostra istruzione.

Alle elementari impariamo a riconoscere le lettere e i numeri nonché contare e leggere. Grazie a questi “interessi capitalizzati” possiamo cominciare a leggere libri per imparare nuove funzioni, storie e creazioni che ci aiuteranno a sapere sempre più cose e, magari, ad inventarne di nuove.

C’è anche l’altro lato della medaglia. L’interesse composto funziona al contrario e in peggiorativo tipo quando si parla dei problemi.

Proprio per questo ho coniato il termine di problemi composti.

I problemi composti: perché procrastinare peggiora le cose e come smettere - Finanza Cafona

Fermi! Fermi! Fermi!!

Ok sono arrivato a quel momento di mitomane follia in cui mi invento cose però, giuro, il termine ha un senso.

E forse è proprio il caso di spiegarvelo!

In breve: i problemi composti sono l’interesse composto al contrario: ogni volta che rimandi un impiccio da 10 minuti si aggiungono costi, scuse e nuovi guai, finché diventa un disastro. Per smettere di procrastinare: fai subito quello che si risolve in pochi minuti, spezza i problemi grossi in piccoli passi e non rimandare mai due volte di fila. Esempio classico: la multa non pagata entro 5 giorni perde lo sconto del 30% e può tornare anni dopo molto più cara.

L’interesse composto (sì, ancora una volta)

Quando decidiamo di investire prendiamo una parte dei nostri risparmi (il capitale), lo diamo in mano ad un istituto finanziario per un determinato periodo affinché questi ci restituiscano un rendimento fisso (come per i bond o conti deposito) oppure variabile.

A fine anno quindi avremo dei guadagni: gli interessi stabiliti alla stipula dell’investimento oppure eventuali dividendi e la valorizzazione del titolo.

Nel caso il culo assista il nostro percorso di investitori alla fine riceveremo indietro il capitale più gli interessi maturati. C’abbiamo preso gusto quindi reinvestiamo il denaro iniziale e i soldi guadagnati. In questa maniera gli stessi interessi maturano un extra rendimento sugli investimenti successivi.

Può sembrare una stronzata ma la differenza tra l’interesse semplice e quello composto sul lungo periodo è enorme:

differenza interesse nominale e interesse composto
In arancio l’interesse semplice e in verde l’interesse composto

Cosa intendo per problemi composti

Tutti noi affrontiamo dei problemi durante la giornata: imprevisti, guai, impicci e rotture di scatole.

Io ne ho spesso. Anzi, persino, nella scrittura di questo articolo ho notato uno strano segno sullo schermo del mio amato notebook. Ho guardato meglio e si è rivelata una crepa gigantesca formatasi chissà come e chissà quando.

Questo pur essendo solito usare una cover antiurto, lo zaino imbottito e precauzioni che manco una madre calabrese con il primogenito.

Eppure niente, crepa. Che non è una minaccia contro il produttore ma un dato di fatto: il display funziona perfettamente ma la protezione di vetro superficiale è spaccata.

Questa è stata la mia personale bestemmia della domenica, vabbè.

Esistono altri mille impicci simili che accadono ogni giorno a milioni di persone:

  • Un quadro a cui cede il chiodo
  • Uno pneumatico sgonfio
  • Il rinnovo dei documenti
  • Pagare la multa presa per divieto di sosta
  • La necessità di fare la fila alle poste
  • Stirare i panni
  • Montare quella mensola o quel nuovo mobile
  • Svuotare uno scatolone
  • Pulire il frigo
  • Fare il cambio di stagione

In sintesi estrema: rotture di coglioni.

Presi singolarmente però sono problemi piccoli, irrilevanti. Pagare una multa è una rosicata ma basta aprire l’app IO, inquadrare il QR code e pagare con PagoPA. Lo stesso vale per svuotare uno scatolone o rimettere a posto un quadro.

Son tutte azioni risolvibili in pochi minuti. Se fossimo esseri razionali le affronteremmo subito e andremmo avanti nella nostra routine. Ripeto, spesso bastano meno di 10 minuti.

Però non siamo razionali. Siamo pigri e tendiamo a procrastinare il “fare” con scuse puerili, trovando qualsiasi genere di meccanismo auto assolutorio possibile.

Qui entra in gioco il meccanismo dei problemi composti.

Ogni posticipazione ed ogni nuova scusa rendono quell’impiccio sempre più grosso. I problemi si sedimentano così per anni (vero!) tanto da offuscare il punto iniziale. Alla fine non si capisce manco più quale era il cazzo di problema originario.

Prendiamo l’esempio classico: non pagare una multa.

Ci scoccia capire come funziona PagoPA, non vogliamo sganciare quei 25€, non capiamo quando è il giorno di notifica (spoiler: quando ritirate la raccomandata o 10 giorni dopo un deposito non ritirato alle poste) oppure quello che cazzo ha scritto il tizio della municipale.

Decidiamo di pagare domani. Ma domani diventa… dopodomani. E dopodomani, lunedì. Son passati i 5 giorni per ottenere lo sconto della multa, quindi abbiamo perso lo sconto del 30% e la paghiamo piena.

Rosichiamo e abbiamo ancora meno voglia di sistemare la questione. A forza di non affrontare il problema passano settimane… alla fine di quella multa ce ne scordiamo proprio.

Dopo un paio di anni citofona il postino “ho una raccomandata per lei, scende?”.

È quella verde dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Aprite e non sapete che cazzo è, però dovete sganciare 500€ a breve. La cifra originale della multa si è gonfiata a causa di more e sanzioni amministrative. Ora o pagate o ADE ve sfonna a passo di carica.

Eccola quella minchia di multa “smarrita”.

Sembra però che parli sempre e solo di soldi. Lo stesso ragionamento vale anche per la salute, l’istruzione, il fumo o anche per i problemi di coppia.

Io son 8 anni che devo togliermi un paio di denti del giudizio. Stanno ancora lì e prima o poi mi rovineranno anche il resto della dentatura a forza di spingere.

Parliamo del frigo? Quante volte non buttate un’arancia ammuffita e il giorno dopo quella ha contaminato tutti gli ortaggi costringendovi a frullare nella spazzatura tutto?

I principi dell’interesse composto funzionano con i problemi, anche se al contrario.

Invece di dare, tolgono.

Un problema banale cresce come una pasta lievitata a Napoli in attesa di essere maneggiata da un abile pizzaiolo. Ogni scusa, ogni lamento, ogni imprevisto aggiuntivo lievita il problema originario. Qualcosa che potevate risolvere in dieci minuti.

L’impiccio si gonfia e diventa un guaio e poi si calcifica in disgrazia o tragedia.

Davvero, non esagero.

Più cresce meno abbiamo voglia e forza di agire. Un meccanismo circolare in cui il palloncino si gonfia fino a detonare in faccia.

Quindi, che fare?

Come smettere di procrastinare ed evitare i problemi composti

Quante volte devo ripetere i trucchi della nonna su come affrontare la realtà da persone adulte?

Dai vado a punti veloci:

  1. Spezzare il problema – Prendete un problema e spezzatelo in più parti con l’ausilio delle check box. Farlo renderà il task meno impegnativo e sbarrare quello che si è fatto vi farà sentire padroni delle vostre azioni
  2. Programmare e organizzare – Usate le to do list come Todoist per organizzare le giornate, sminuzzate i problemi in tante piccole azioni ed affrontate le costanti rotture di coglioni dell’esistenza
  3. Guardate alla soluzione, non al problema – Invece di fissarvi sul problema, a lamentarvi di come va il mondo, a sentirvi vittima del sistema o semplicemente a berciare, beh guardate alla soluzione. Nel problema siete passivi alla realtà, nella soluzione siete attivi. Meglio vivere nel secondo mondo.
  4. Agire immediatamente – C’è un imprevisto? È risolvibile in pochi minuti? Fatelo subito.
  5. Basta overthinking e rimuginazione! – Il pensiero è importante ma la realtà è modificata dalle azioni. Non serve trovare la soluzione perfetta se son passati 5 anni.
  6. Non rimandare due volte di fila – Il bellissimo libro di James Clear Atomic Habits sostiene che non si dovrebbe mai saltare un’abitudine due volte di fila. Saltarla una volta capita, la seconda è l’inizio di una cattiva abitudine. Evitate.
  7. Cambiate il linguaggio – Appare come una cosa da guru ma cambiare il linguaggio aiuta. Eliminate scuse e le negazioni ai pensieri in quanto sono ottimi modi per assolvere comportamenti pigri

A questo potete aggiungere tutte le motivazioni in questo articolo di Mark Manson.

Volete iniziare da zero? Svuotare un portafoglio può essere un grande passo per superare la procrastinazione!

Domande frequenti sui problemi composti e sul procrastinare

Cosa sono i problemi composti?

È il nome che ho dato all’interesse composto applicato ai guai: un problema piccolo, se rimandato, accumula costi e complicazioni e cresce nel tempo fino a diventare molto più grande e difficile da risolvere.

Cosa significa procrastinare?

Procrastinare significa rimandare a più tardi qualcosa che si potrebbe fare subito, di solito con una scusa. Ogni rinvio rende il compito più pesante e meno piacevole da affrontare.

Come smettere di procrastinare?

Fai subito le cose che richiedono pochi minuti, spezza i problemi grandi in piccoli passi con una to do list, guarda alla soluzione invece che al problema e non rimandare la stessa cosa due volte di fila.

Cos’è la regola del non saltare mai due volte di Atomic Habits?

James Clear consiglia di non saltare mai un’abitudine due volte di fila: saltarla una volta capita a tutti, la seconda è l’inizio di una nuova cattiva abitudine.

Cosa succede se pago una multa dopo 5 giorni?

Perdi lo sconto del 30% e paghi l’importo pieno. I 5 giorni partono dal giorno dopo la notifica; se non ritiri la raccomandata, la multa si considera notificata dopo 10 giorni di giacenza alle poste.

Che differenza c’è tra interesse semplice e interesse composto?

Con l’interesse semplice gli interessi si calcolano sempre sul capitale iniziale. Con quello composto gli interessi vengono reinvestiti e producono altri interessi, quindi la crescita accelera nel tempo.

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About the Author

Vittorio

Fondatore e autore

Sono Vittorio, un povero come te che dal 2019 prova conti, carte e broker e cerca di capire il mondo del risparmio e degli investimenti. Ne parlo qui su Finanza Cafona e sul podcast Too Big To Fail. Non ho studi economici e non sono un consulente finanziario: controllo ogni dato sulle fonti ufficiali e ti dico come la penso. Alcuni link sono affiliati, ma non cambiano i giudizi.

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