Quanti di voi hanno chiesto prestiti o fatto rate a zero tramite Klarna e affini?
Vedo tante mani alzate, bravi spendaccioni!
Vi faccio un’altra domanda: quanti di voi sanno la differenza tra credito a consumo e pagamento dilazionato?
Mica penserete siano la stessa cosa!

Eccoli là! I soliti!
La differenza sembra sottile, una di quelle piccole cose di lana caprina e che potrebbero (potrebbero eh) farvi pensare abbia finito le idee ma no, vi sbagliate.
Il credito al consumo e il pagamento dilazionato sono due cose differenti: diritti del consumatore diversi, doveri e impegni finanziari maggiori o minori nonché una richiesta di documentazione più ricca in un caso rispetto all’altro.
In breve: il pagamento dilazionato divide l’acquisto in poche rate senza interessi (di solito 3, con Klarna, Scalapay o PayPal) e non è credito al consumo. Il credito al consumo è invece un vero finanziamento, concesso da banche e finanziarie tra 200€ e 75.000€, con interessi, controllo in CRIF e tutele per chi lo chiede. Dal 20 novembre 2026, salvo slittamenti, le nuove regole europee spostano il confine: il tetto sale a 100.000€ e anche parte dei pagamenti a rate rientra nel credito al consumo.
Cosa è il credito a consumo
Il credito al consumo è un tipo di finanziamento che viene concesso da banche, istituti di credito (tipo Younited Credit, Compass o Findomestic) e società finanziarie verso persone fisiche. Non è credito a consumo un prestito fatto per un’attività imprenditoriale o per un’azienda.
Questo prestito permette a voi spendaccioni di acquistare beni e servizi diluendo il pagamento nel tempo in varie mensilità a fronte del pagamento di un tasso d’interesse il cui costo è determinato da TAN e TAEG.
Il TAN è il tasso nominale del prestito, mentre il TAEG è il tasso complessivo comprendente sia il tasso applicato che i costi di gestione della pratica.
Nei contratti viene poi inserito sempre anche il TEGM.
Questo tasso, acronimo di Tassi Effettivi Globali Medi, è rilevato da Banca d’Italia ogni trimestre e rappresenta la media dei tassi applicati dalle finanziarie. Il massimo che vi possono chiedere è il tasso soglia: il TEGM aumentato di un quarto più 4 punti percentuali, con uno scarto massimo di 8 punti.
Se il tasso del vostro finanziamento supera il tasso soglia siete di fronte a un caso di usura: potete segnalare la cosa alla finanziaria ed, eventualmente, presentare anche un esposto a Banca d’Italia o un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Per il trimestre ottobre-dicembre 2026 la soglia è 19,10% per il credito personale e 18,125% per il credito finalizzato, come comunica Banca d’Italia. Trovate i tassi soglia aggiornati a questo indirizzo di Banca d’Italia.
In qualche caso il tasso di interesse può essere a zero (come quello Ikea) ma si tratta di promozioni one shot e non la normalità per il credito a consumo.
Tutti questi finanziamenti devono essere motivati. Potete farlo per l’acquisto di beni durevoli (tipo un’automobile) oppure per progetti personali come vacanze o spese mediche.
In cambio del prestito il consumatore si impegna a restituire la cifra erogata secondo il piano di ammortamento stipulato al momento della firma del contratto.
Esistono diversi tipi di prestiti per credito a consumo:
- Prestiti finalizzati all’acquisto di un determinato bene: potete utilizzare quel denaro solo per finanziare quell’oggetto. Il denaro qui non transita mai sul vostro conto ma va direttamente all’attività
- Prestiti non finalizzati che non presentano un motivo preciso di utilizzo
- Carte di credito revolving o con pagamento rateale
- L’apertura di un credito sul conto corrente
A differenza di quanto credano in molti il credito a consumo non è definito da cosa si compra quanto da come lo si compra e a che condizioni.
Infatti non è un credito a consumo:
- Un prestito inferiore ai 200€ o superiore ai 75.000€ (il tetto sale a 100.000€ con le nuove regole, vedi più sotto)
- Prestito a zero interessi o senza altri costi (al netto di alcune eccezioni e delle novità di fine 2026, vedi più sotto)
- Un finanziamento per l’acquisto di un immobile o di un terreno
- Un prestito superiore ai 5 anni di durata e con ipoteca
- Lo sconfinamento oltre il saldo del conto corrente quando si ha un conto in rosso
Cosa è il pagamento dilazionato

Avete presente i film degli anni 60 e 70 dove c’era il classico tizio che firmava un blocchetto di carte?
Quella roba si chiamava “pagherò” o “cambiale”.
Le cambiali ormai, come gli assegni, sono uno di quegli strumenti dispersi nella storia dell’evoluzione finanziaria e non esistono più.
La carta sarà scomparsa ma il concetto rimane e oggi si chiama Buy Now Pay Later o pagamento dilazionato.
Il pagamento dilazionato è la possibilità di suddividere il pagamento di una somma in più rate che possano essere di pari importo o variabili a seconda dell’accordo tra consumatore e istituto/merchant.
Volendo può essere offerto direttamente dagli esercizi commerciali ma più spesso tramite app come Klarna, Scalapay, PayPal in 3 rate e la miriade di similari che presto nasceranno.
Questo tipo di pagamento non prevede l’applicazione di interessi in quanto altrimenti si tratterebbe di prestito a consumo. Generalmente la restituzione è in 3 rate e i controlli di solvibilità (una visura con CRIF) sono minimi. Come funzionano controlli e ritardi lo vedete nella prossima sezione.
Klarna, Scalapay e PayPal segnalano al CRIF?
Dipende dal prodotto. Per il pagamento in 3 rate Scalapay scrive sul suo sito che “non utilizza fonti esterne (esempio CRIF)” per valutare il merito creditizio (Scalapay), mentre per le formule in 6, 9 e 12 rate può consultare EURISC, il sistema gestito da CRIF (assistenza Scalapay).
Klarna e PayPal possono invece consultare banche dati private durante la richiesta, come riporta Altroconsumo. Non solo: anche i privati che concedono una dilazione di pagamento possono aderire al sistema CRIF e inviare i dati, quindi non date per scontato che un ritardo resti sempre fuori dalle banche dati.
Se non pagate, l’effetto più concreto sono le commissioni di ritardo: Klarna lo spiega nella sua assistenza e precisa che i debiti non pagati possono passare a un’agenzia di recupero crediti. Con Scalapay, inoltre, non potete fare nuovi acquisti finché le rate scadute non sono saldate.
Quando un ente segnala al CRIF, il primo ritardo diventa visibile solo se non lo regolarizzate entro la seconda scadenza mensile consecutiva, e dovete essere avvisati almeno 15 giorni prima. Dai ritardi successivi la segnalazione è mensile, anche per una sola rata. Per tenere d’occhio la vostra posizione leggete come migliorare il credit score.
La differenza tra credito a consumo e pagamento dilazionato
Se mi avete seguito fino ad ora avrete compreso come i prestiti a consumo e quelli dilazionati siano una roba differente.
Questo anche perché è proprio la normativa a differenziarli.
In sostanza i pagamenti a rate senza interessi né costi, di solito in tre mensilità, e quelli sotto i 200€ sono pagamenti dilazionati, il resto a consumo fino a 75k, sopra si può parlare di mutuo o fido. Con le nuove regole europee il tetto sale a 100.000€: ne parlo più sotto.
Chiaro, ci sono tutta un’altra serie di differenze:
| CREDITO A CONSUMO | PAGAMENTO DILAZIONATO | |
|---|---|---|
| Origine del finanziamento | Da una banca o da un istituto finanziario (tipo Younited Credit) | Gestito dal negoziante o tramite app specifiche (Klarna, Scalapay, PayPal, ecc.) |
| Interessi e condizioni | Prevede un tasso di interesse e un piano di rimborso fissi al netto di particolari promozioni (a tasso zero). In genere le rate sono sotto i 5 anni. | Di solito non ci sono interessi e il pagamento si divide in 3 rate. Le formule più lunghe (per esempio Scalapay in 6, 9 o 12 rate) richiedono una valutazione del merito creditizio |
| Protezione del consumatore | Il credito a consumo è sottoposto alla legislazione del credito al consumo: in caso di rifiuto del credito può chiedere l’accesso alle informazioni comunicate alla banca dati, può restituire anticipatamente il prestito stornato degli interessi ma con un risarcimento (indennizzo massimo 1% per prestito con rate mancanti maggiori di un anno, 0,5% se la durata residua è di un anno o meno), richiedere informazioni alla finanziaria sempre in caso di dubbi, avere un contratto (modulo SECCI) nonché il diritto di recesso entro 14 giorni dalla stipula. | Non rientra nella normativa del credito al consumo che ha una normativa tutelante per il consumatore. Ogni app ha una normativa specifica (questa quella di Klarna) |
| Controllo solvibilità creditizia | C’è sempre un controllo sulla banca dati dell’istituto o tramite soggetti terzi (Centrale Rischi, Crif, etc). Il mancato pagamento comporta una segnalazione secondo la legislazione | In genere non c’è controllo creditizio. Il merito viene costruito attraverso l’utilizzo dei servizi dell’app, è quindi consigliabile partire rateizzando piccole rate. In caso di mancato pagamento di solito scattano commissioni di ritardo, blocco dei nuovi acquisti ed eventualmente il recupero crediti. Alcune di queste app (Klarna ad esempio) possono fare una visura Crif prima di concedere la dilazione. |
| Documenti richiesti per accedere al finanziamento | Ogni finanziaria decide quali e quanti documenti richiedere. In linea generale bisogna sempre fornire un documento d’identità, il codice fiscale e un documento di reddito (CU, busta paga o dichiarazione dei redditi). Compass chiede anche una bolletta di luce o gas oppure l’estratto conto | In genere solo anagrafica e codice fiscale |
Cosa cambia dal 20 novembre 2026 con la nuova direttiva europea
Con le nuove regole europee, in arrivo dal 20 novembre 2026, il confine tra credito al consumo e pagamento dilazionato si sposta: il tetto sale a 100.000€ e il BNPL offerto tramite un finanziatore terzo rientra nel credito al consumo anche senza interessi.
L’Italia ha recepito la direttiva (UE) 2023/2225 con il D.Lgs. 212/2025, in vigore dal 10 gennaio 2026. Le nuove norme si applicano dal 20 novembre 2026 oppure, se successivo, da 90 giorni dopo le disposizioni attuative di Banca d’Italia, come spiega Diritto Bancario. Ecco cosa cambia:
- Il tetto massimo sale da 75.000€ a 100.000€
- Sui contratti sotto i 200€ decidono le regole attuative di Banca d’Italia
- Il pagamento dilazionato con un finanziatore terzo rientra nel credito al consumo, anche senza interessi
- Restano fuori le dilazioni gratuite del negozio fino a 50 giorni dalla consegna, o 14 giorni per i venditori online che non sono PMI
- La valutazione del merito creditizio va fatta nell’interesse del consumatore e, se decide un algoritmo, potete chiedere una spiegazione e un riesame con intervento umano
Tradotto: tre rate senza interessi con una app terza potrebbero non essere più fuori dalle regole come oggi. I dettagli operativi dipendono ancora dai provvedimenti di Banca d’Italia. Se volete capire come funzionano oggi le rate a tasso zero, c’è la guida ai finanziamenti a tasso 0.
Domande frequenti su credito al consumo e pagamento dilazionato
Cosa significa pagamento dilazionato?
Il pagamento dilazionato è la possibilità di dividere il prezzo di un acquisto in più rate, di solito senza interessi. Lo offrono i negozi o app come Klarna, Scalapay e PayPal, che in genere propongono 3 rate. Se ci sono interessi e costi si parla invece di credito al consumo.
Qual è la differenza tra credito al consumo e pagamento dilazionato?
Il credito al consumo è un finanziamento con interessi (TAN e TAEG) concesso da banche e finanziarie, con tutele come il recesso entro 14 giorni, il rimborso anticipato e il controllo del merito creditizio. Il pagamento dilazionato divide l’acquisto in poche rate senza interessi, con controlli minimi e oggi senza le tutele del credito al consumo.
Scalapay segnala al CRIF?
Per il pagamento in 3 rate Scalapay dichiara di non usare fonti esterne come CRIF per valutare il merito creditizio. Per le rate da 6, 9 e 12 può consultare EURISC, il sistema gestito da CRIF. In caso di ritardo scattano commissioni e non potete fare nuovi acquisti finché le rate scadute non sono saldate.
Klarna controlla il CRIF?
Klarna può consultare banche dati di terzi, comprese società private di informazioni creditizie, quando valuta la richiesta. Se non pagate, oltre alle commissioni di ritardo il debito può passare a un’agenzia di recupero crediti, come spiega Klarna nella sua assistenza.
Dopo quanto un ritardo viene segnalato al CRIF?
Per gli enti che segnalano al CRIF, il primo ritardo diventa visibile solo se non lo regolarizzate entro la seconda scadenza mensile consecutiva, e dovete essere avvisati almeno 15 giorni prima. I ritardi successivi vengono segnalati ogni mese, anche per una sola rata.
Cosa cambia dal 20 novembre 2026 per credito al consumo e BNPL?
Con il D.Lgs. 212/2025, che recepisce la direttiva europea 2023/2225, il tetto del credito al consumo sale da 75.000€ a 100.000€ e il BNPL offerto tramite un finanziatore terzo rientra nella disciplina anche senza interessi. Restano fuori le dilazioni gratuite del negozio entro 50 giorni dalla consegna. La data può slittare, perché dipende dalle norme attuative di Banca d’Italia.
Conclusioni sulla guida ai prestiti con credito a consumo
Vi è chiaro tutto?
Avete capito ora quali sono le importanti differenze tra questi due tipi di prestiti?
Bravi, così non fate cappellate in futuro, non venite segnalati e capite cosa e quando utilizzare.
Fate sempre attenzione prima di richiedere un prestito. È molto facile finire in sovraindebitamento quindi occhio ai tassi, alle condizioni e a cosa finanziate.
Ah, mi chiedete spesso un consiglio su dove chiedere un prestito vantaggioso: vi consiglio Younited Credit. Si tratta di una start up francese notevolissima e dalle mie analisi offre quasi sempre il migliore tasso sul mercato. Potete fare un check qui.
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