In questa mite giornata di agosto, con la sua brezza pluviale che fa comprendere l’entità dell’incazzatura degli indigeni della foresta amazzonica diamo il benvenuto alla nuova intervista finanziaria della rubrica #PopularTalks.

Oggi non intervisto una sconosciuta qualunque ma una sconosciuta anti capitalista, anti finanziaria e … vabbè in generale anti tutto: oggi intervisto la mia amica ed ex collega, insomma ‘na comunista. 

Una talmente di sinistra che nella bandiera del PC metterebbe non una, non due ma tre falci e martelli. Una che fa sembrare Stalin un modello di Dolce&Gabbana (comunque era un bel figurino). Una che… vabbè avete capito!

Come sapete la rubrica si prefigge l’obiettivo di parlare con illustri sconosciuti su temi quali: investimento, risparmio, denaro, Montemigno, temi finanziari e esperienze di vita nonché progetti futuri.

intervista finanziaria amica comunista

Oggi in mezzo a noi un’amica, una compagna, una penna sopraffina, una pensatrice… ciao Rosa Luxemburg!

Rosa Luxemburg?!

Visto che non leggi questa rubrica finanziaria ti informo che uso uno pseudonimo con i miei ospiti cercando un personaggio storico affine alla loro caratteristiche

Si ho capito, ma tentò un colpo di stato e la fecero secca dopo tipo 15 minuti. Non era meglio Robespierre? 

Beh perchè non ti senti affine alla sua sfiga?

Moltissimo. Anzi, sono sicura che avrei ottimizzato i tempi e sarei riuscita a farmi seccare dopo appena 7 minuti.

Appunto, senti passiamo alla ciccia! Finanza Cafona parla di soldi, duri e puri. Ma lo fa in maniera popolare con temi quali il risparmio, la gestione delle spese personali, investimenti, trucchi per morti di fame. Insomma un po’ tutto quello che riguarda la finanza personale… quanta affinità hai con questo mondo?

ehm…nessuna? I soldi sono una complicazione, e io vorrei una vita zero sbatti. 

Sono talmente ignorante che quest’anno ho deciso finalmente di pagare una commercialista e l’ho supplicata di spiegarmi le cose come se avessi quattro anni. Ma non è servito, non ho capito niente lo stesso. 

Vabbè ma della partita iva con Enpals ne avevo già parlato sul blog! Nel senso tu come gestisci le tue finanze? Non ci fai caso e vedi come va la vita o ti organizzi con un sistema per sopravvivere alla sfiga dei tempi?

Devo dire che forse è stata una chiacchierata con te, che sei così prussiano nella gestione dei soldi, che mi ha fatto capire che forse un’organizzazione, anche minima, mi avrebbe aiutata a tenere a bada l’ansia. Ma l’unica cosa che ho fatto (e che faccio tuttora) è tenere conto delle uscite fisse: affitto, master, bollette, droga.

Credo che uno dei fattori di maggiore destabilizzazione della nostra generazione sia la mancanza di soldi. Non parlo tanto la mancanza di soldi in generale (alla fine, come i tossici, li troviamo sempre) quanto la continua pressione tra la bancarotta e il minimo necessario per sopravvivere, anche tu senti questa ansia? Come la gestisci?

Ringraziamo i Boomer per averci lasciato un mondo di merda. 

Diciamo che guardo l’estratto conto solo quando sono obbligata a farlo e lo faccio con una mano davanti agli occhi come se stessi guardando uno sbudellamento. 

Quando so di avere abbastanza soldi vivo tranquilla, quando so di non averne anche, mi adatto abbastanza velocemente alla rinuncia.

Ma non credi che con un po’ di oculatezza e attualizzando un po’ dei lezioni dei nostri nonni ce la vivremo meglio? Cioè io preferisco avere un cuscinetto in banca e vive leggero per settimane piuttosto che farmi 3 cene a settimana!

Probabilmente hai ragione, ma è una questione di attitudine. Io sono cresciuta pensando che comunque i soldi vanno e vengono, quindi tanto vale non ossessionarsi con il pensiero del risparmio. 

Certo, è il modo migliore per non diventare ricchi, ma io sono Rosa Luxembourg quindi che schifo i ricchi, vade retro. 

Poi se ho in banca i soldi per pagare le spese fisse e prendere un taxi ogni tanto perché non li ho sputtanati in cene, tanto meglio. Ma dormo tranquilla lo stesso, ecco. 

Siamo arrivati alla domanda che volevo farti dall’inizio: cosa è il denaro per te?

Una rottura di cazzo senza fine. Un argomento noioso, quasi quanto il film su D’Annunzio con Castellitto. Io lego molto il concetto di denaro a quello di possesso, e mi sento subito soffocare. 

Il pensiero di accumulare soldi (e quindi anche beni, cose), mi fa sentire a disagio. Io voglio possedere il meno possibile, è questo che mi fa sentire più leggera (anche perché provate a cambiare città 4 volte ed essere affezionati alle cose, poi mi dite). Io non voglio essere una di quelle vecchie con la casa piena di cose, che quando schiattano i nipoti devono stare settimane a buttare gli scontrini di 30 anni prima. 

Non voglio lasciarmi niente alle spalle. 

Ricorda un po’ il concetto del minimalismo questo tuo pensiero! Detto ciò tu sei di Catania ma ti sei spostata tanto alla ricerca del tuo percorso. Hai vissuto anche periodi complicati ma dopo quella lugubre periferia dell’impero che è Mediolanum sei finalmente tornata al centro del principato, come ti trovi a Roma? Come influenza una città il tuo modo di vivere e la tua stabilità?

Il mio percorzo nei sendimendi dici? 

Non avrei saputo trovare aggettivo migliore di “lugubre” per definire Milano, grazie. La qualità della mia vita è – insospettabilmente – migliorata nel trasferimento da Milano a Roma. Milano è una città in cui è difficile vivere, non solo per il modo ridicolo in cui si prende sul serio, ma soprattutto perché è cara come il fuoco. La speculazione e la gentrificazione ne hanno fatto un posto invivibile e senza identità. 

Roma invece ha il problema opposto, di identità ne ha pure troppa e ci tiene a comunicartela in tutti i modi (sì, lo sappiamo che Roma è la capitale. Sì, lo sappiamo che l’Impero Romano era il più fico di tutti, grazie, basta, vi prego). Ma è un posto più sereno, con ritmi meno serrati e in cui non percepisci sistematicamente l’ansia degli altri come un muro quando entri in metro.

Ma se devo essere sincera, il posto in cui ho vissuto meglio in assoluto è la periferia della periferia della periferia, però nobile: Torino.

Torino è bella, è piccola, funziona, è pulita senza essere leziosa (merito dei tossici del lungo Dora? Chissà), costa un cazzo. Ci sarei rimasta volentieri se non avessi deciso di fare questo mestiere. 

Parlando di città… perchè Montemaaaagno, che dovrebbe essere un imprenditore milionario vive a Brighton? Cioè è il corrispettivo di Acilia a Roma, perchè non si è comprato casa da un’altra parte?

Ma chi cazzo è sto Montemagno? E perché ne sei così ossessionato?

Ma niente, è na vecchia storia di corna. Torniamo a te: nonostante gli intoppi della vita cosa fai oggi?

Faccio il lavoro che volevo fare, e cioè la redattrice in TV.


Mi sento molto fortunata, perché penso che sia un lavoro bello e divertente, malgrado il sistema medievale che (come sai) spesso vige nel nostro ambiente. Ci sono stati intoppi, ma tutto sommato qualche deviazione del percorso aiuta a tenere i piedi per terra e a gestire meglio le difficoltà che – inevitabilmente – ti arriveranno in da face nel corso della vita.

Aspetta che arriva Marzullo: come ti vedi nel futuro? Cosa vorresti fare per sentirti una persona realizzata?

Vorrei diventare autrice e scrivere, ma soprattutto vorrei non avere più a che fare con un capo boomer che ragiona come se fossimo ancora negli anni ‘90. E vorrei scrivere una serie sui trentenni, se tu la smettessi di fare il vago.

Ahahahah! Lo sai che in realtà è colpa della mia pigrizia no? Parliamo però di un altro tema, io sono un becero maschio bianco trentenne quindi non comprendo appieno le sfide che deve affrontare una donna: credi che ci sia della diseguaglianza di trattamento, nella vita e lavorativamente, tra uomini e donne?

Ah, ma tu vuoi il pippone!

Viviamo in una società patriarcale, caro amico Maschio Bianco Etero Basic, e questo è innegabile. Noi pischelle siamo soggette a battutine o commenti non graditi, veniamo pagate di meno, siamo più vittime di violenza rispetto agli uomini. Se siamo di cattivo umore “abbiamo le nostre cose”, se abbiamo un carattere forte sicuramente ci piace la patata, insomma non te lo devo spiegare.

Ciononostante sono ottimista perché, malgrado a volte il discorso sul femminismo o sugli argomenti collaterali (catcalling, molestie, disparità di pagamento) si riduca a slogan senza ragionamento o a lanci di molotov da un lato all’altro della barricata (che immagine romantica), il fatto che questi argomenti vengano costantemente discussi mi fa pensare che siamo sulla buona strada.

Come sai “parlarne bene, parlarne male, l’importante è che se ne parli” (no, non è vero) (leggete e ragionate cazzo) (e parlate con le donne, che male non vi fa).  

Dai su sparami una cazzata che hai fatto a lavoro e che vuoi lasciare come monito e lezione di vita quà (tanto sei in anonimato, cazzo te frega).

A Milano ho accettato di fare un colloquio senza avvertire la Produttrice per cui avevo lavorato fino a quel momento. Mi ha chiamata, mi ha cazziata e non ho mai più trovato lavoro presso il broadcaster. Mi riferivo anche a questo quando parlavo di gestione medievale. 

Pensate di essere liberi professionisti? Non lo siete. 

NON FATE MAI MAI MAI QUESTO ERRORE.

Vuoi dire qualcosa al sottoscritto o ai lettori del blog per chiudere l’intervista? Sappi che “vaffanculo” è una risposta banale e ampiamente presente nella posta del blog.

A zì, dacci un consiglio per non finire in bancarotta e far fruttare i Ristori del Governo.

Come avrete capito la mia simpatica amica di sinistra non è esattamente una fan del blog (nonostante lo conosca bene, visti i miei pipponi) e non sa che sul blog c’è un’intera sezione riguardante gli investimenti su Finanza Cafona.

O forse, da acuta lettrice, voleva dire di muovere il culo con la scrittura dell’ultima parte della guida finanziaria per principianti? Chissà!

A me fare le interviste finanziarie su #PopularTalks piace un sacco e mi fa spaccare. Se anche voi siete affascinati e volete essere essere presi per il culo anonimamente scrivetemi in privato.

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