Le banche non sono tue amiche. A volte, però, la legge lo è.

Le leggi non servono solo per ostacolarti ma anche per garantire la protezione dei tuoi interessi. Tra questi ci sono i diritti bancari, scritti nero su bianco Testo Unico Bancario.

7 in particolare possono davvero farti risparmiare parecchi soldini.

1. Portabilità del conto corrente: è gratis e semplice

Secondo la legge (d.lgs. 37/2017) il passaggio ad un altro conto corrente con lo spostamento di rid, liquidità e pagamenti in uscita è gratuito e rapido.

Questo processo si chiama portabilità e deve completarsi entro 12 giorni lavorativi. Se la banca sfora, ti spetta addirittura un indennizzo automatico di 40 euro più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo.

Se fino a pochi anni fa c’era l’ostacolo di dover compilare una serie di documenti e inviarli via raccomandata, ormai non c’è più neanche questo problema. Quasi tutti i conti offrono un servizio automatico di portabilità in cui basta inserire l’iban del vecchio conto. Un esempio è il servizio Cambio Facile di BBVA o Widiexpress di Widiba.

Questa cosa dovrebbe farti riflettere. Se stai pagando un canone spropositato sul tuo conto corrente a fronte di servizi antiquati l’unico freno a cambiare è la tua pigrizia. Il sistema è semplice, collaudato ed efficiente.

2. Surroga del mutuo: la banca non può dirti no

La surroga del mutuo è gratuita per legge dal 2007 (legge 40/2007, il decreto Bersani) e la banca originaria non può opporsi.

Ma cosa si intende con la surroga del mutuo? In pratica la possibilità di ricontrattare il tasso del mutuo con un altro istituto bancario ad un tasso migliore.

Su un mutuo da 150.000 euro, mezzo punto di tasso in meno vale migliaia di euro sull’intera durata.

Secondo il diritto bancario se vuoi accedere a questo servizio non sei soggetto a penali, spese notarili o di istruttoria: tutti i costi sono a carico della banca che subentra. Spesso la pratica può essere svolta online!

Chiaro che potresti trovare difficoltà nel trovare una nuova banca su cui spostare il debito ad esempio a causa di un cambiamento del tuo profilo di rischio creditizio.

3. FITD: i tuoi soldi sono protetti fino a 100.000 euro

Se la tua banca fallisce, i tuoi soldi sono protetti fino a 100.000 euro per istituto.

Questo è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD): un salvadanaio comune a cui tutte le banche contribuiscono.

In sostanza le varie banche mettono da parte dei soldi in un salvadanaio (il FITD) nel caso uno degli istituti abbia problemi di liquidità o fallisca.

Nella realtà il FITD ha una funzione di controllo e anticipa eventuali fallimenti. Il salvadanaio infatti non basterebbe a salvare medio o grandi banche quindi il suo ruolo è di prevenzione: se nota problemi di managament o cashflow il FITD segnala a Banca d’Italia che decide autonomamente cosa fare. Spesso costringe l’istituto sotto controllo ad una amministrazione controllata, al cambio di management, esegue controlli più meticolosi e in molti casi costringe ad una fusione con istituti più solidi.

4. Estratti conto: puoi chiederli fino a 10 anni fa (anche se hai chiuso il conto)

Il solito Testo Unico Bancario ti dà diritto a copia della documentazione delle operazioni degli ultimi 10 anni anche per conti chiusi in passato.

La banca deve rispondere entro 90 giorni e può addebitarti solo i costi di produzione dei documenti.

Il consiglio è quello di scaricare sempre la documentazione prima di chiudere ma sapere che puoi richiederli serve soprattutto in tre situazioni:

  • Stai preparando un reclamo o un ricorso all’ABF
  • Hai commissioni in estratto conto che non ricordi di aver mai accettato
  • Vuoi verificare se ti hanno applicato anatocismo o tassi gonfiati su vecchi fidi

La richiesta si fa con una raccomandata o una PEC citando l’articolo 119, comma 4, del TUB.

5. ABF: il modo più economico per fare causa alla tua banca

Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è forse uno degli strumenti più potenti in mano ai consumatori.

Nel caso ci si senta vittime di un sopruso dalla parte delle banche o in caso di addebiti di commissione contestate, mai concordati, di rimborsi negati o di altre numerose casistiche si può accedere a questo tipo di intermediazione.

Si può avviare una pratica online, spiegando il perché delle proprie motivazioni e allegando prove e documenti e poi si pagano 20€ che, in caso di vittoria, vengono rimborsati.

Non si tratta di un tribunale ma di una intermediazione con Banca d’Italia nel mezzo.

E le banche non amano molto questo strumento anche perché nel 2024 il 63% dei ricorsi si è chiuso in modo sostanzialmente favorevole ai clienti, con circa 16 milioni di euro riconosciuti.

6. I tuoi dati bancari appartengono a te, non alla banca

La normativa PSD2 stabilisce una cosa semplice ma importante: i dati del tuo conto sono tuoi, non della banca.

Nessun istituto può condividerli con terzi senza il tuo consenso esplicito e revocabile.

In pratica questo apre all’open banking: puoi autorizzare app terze a leggere i movimenti del tuo conto per tracciare le spese, confrontare prodotti o pianificare il budget.

App di tracking come Bilance o Wallet by Budgetbakers funzionano proprio grazie a questa normativa.

7. Evitare l’imposta di bollo sul conto corrente o conto deposito

L’imposta di bollo sul conto corrente nel 2026 è di 34,20€ l’anno per le persone fisiche se si ha una giacenza media che supera i 5.000 euro.

Sotto quella soglia, l’imposta non scatta e non si paga nulla. Per quanto riguarda i conti deposito e conto titoli invece il bollo è pari allo 0,20% delle giacenze.

Nel caso del conto corrente si può evitare questa spesa gestendo in maniera intelligente la liquidità: spalmarla su più conti e sfruttando i (pochi) conti con bollo pagato dalla banca. Per il conto deposito invece si può eludere la tassa sfruttando il cosiddetto salto della quaglia.

Se si sceglie la rendicontazione annuale basta spostare il denaro prima del 31 dicembre per avere una “decurtazione” del costo del bollo.

Più che un diritto è un modo intelligente di conoscere la normativa.

FAQS sui diritti bancari

Quanto tempo serve per trasferire un conto corrente?

Per legge la portabilità del conto si completa entro 12 giorni lavorativi dalla firma dell’autorizzazione nella nuova banca. Se la banca ritarda, scatta un indennizzo automatico di 40 euro.

La banca può opporsi alla surroga mutuo?

No, in quanto dalla legge 40/2007 la surroga è un diritto del mutuatario: la banca originaria non può rifiutarla né addebitare penali o spese. Tutti i costi sono a carico della banca subentrante.

Quanto costa fare ricorso all’ABF?

Il contributo è di 20 euro, rimborsati se il ricorso viene accolto anche solo in parte. Non serve l’avvocato e la decisione arriva in media in circa 4 mesi.

Chi paga l’imposta di bollo sul conto corrente nel 2026?

Le persone fisiche con giacenza media annua sopra i 5.000 euro pagano 34,20 euro l’anno. Sotto quella soglia l’imposta non è dovuta. Per società ed enti l’importo è più alto e senza soglia di esenzione.

Conoscere i propri diritti bancari è già metà del lavoro

È facile lamentarsi delle banche, delle tasse, dello stato assente. È meno facile prendersi cinque minuti per capire quali diritti hai già sul tavolo.

Questi sette non richiedono un avvocato né un consulente, richiedono solo di sapere che esistono. Ora che lo sai, lamentati di meno e muoviti.

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About the Author

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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