Ogni anno Deutsche Bank aggiorna e pubblica la sua guida all’investimento di lungo periodo firmata da Jim Reids. In passato disponibile solo ad investitori professionisti, l’ultima edizione è scaricabile gratuitamente da tutti.
La guida è davvero una miniera di informazioni sulle best practice di un investore long term con analisi e serie storiche di più di 200 anni.
All’interno delle tante chicche (magari farò un approfondimento in futuro) c’è una bella lezione per chi è solito investire in obbligazioni.
Una di quelle regole auree tanto semplici quanto efficaci.

Il succo della lezione dello studio di Deutsche Bank (a proposito, è questo) sui rendimenti delle obbligazioni è che il livello dei tassi d’interesse al momento in cui acquisti il bond è il predittore più potente della tua performance futura.
Cosa vuol dire? Eddai, lasciami spiegare!
RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI: L’IMPORTANZA DEL TIMING
La guida all’investimento di lungo termine di Reids evidenzia una relazione diretta e statisticamente molto forte tra il livello dei tassi di interesse e quello dei rendimenti obbligazionari a lungo termine (25 anni).
Questo principio è supportato da una logica semplice, quasi aritmetica da scuola elementare. quando compri un’obbligazione, stai acquistando un reddito futuro.
Più alto è il rendimento che ottieni all’inizio, maggiore sarà il flusso di entrate che riceverai sotto forma di cedole.
Con alto si intende il rapporto tra il rendimento e l’inflazione attesa: se acquisti un obbligazione con rendimento al 5% e l’inflazione al 2% stai facendo un ottimo investimento. Se invece il tasso è al 3% e l’inflazione è al 4% è il caso di ricominciare a studiare.
La differenza nel rapporto rappresenta il cuscinetto di sicurezza per affrontare le future variazioni dell’inflazione che si verificheranno nel corso dei decenni successivi.
COME FUNZIONANO I RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI
Lo studio analizza i risultati in termini di performance futuri sia per quanto riguarda il nominale che il potere reale.
I rendimenti nominali sono i guadagni in valuta pura, senza considerare l’inflazione, mentre quelli reali sono… reali. Rappresentano insomma l’evoluzione del tuo potere di acquisto.
Insomma, se il guadagno dall’investimento supera o pareggia il tasso di inflazione il tuo potere di acquisto rimane invariato o cresce, se l’investimento è sotto l’inflazione hai perso soldi anche se hai più banconote in tasca.
Sia per i rendimenti nominali che per quelli reali le serie storiche dimostrano come investendo in obbligazioni con tassi iniziali alti i rendimenti tendono a essere più robusti nel lungo periodo.
In genere si ottengono rendimenti alti quando anche i tassi ufficiali BCE, la crescita nominale del PIL e l’inflazione sono elevati al momento dell’investimento.
In sintesi, la storia ci dice che se inizi un periodo di 25 anni quando il tasso di interesse è già alto, le tue obbligazioni avranno un rendimento nominale (e reale) forte.
ESEMPI DI TIMING OBBLIGAZIONARIO
Ok forse mi sono spiegato male quindi faccio qualche esempio.
Immagina che il bond sia un piccolo mutuo che concedi al governo, davanti a te hai due scenari:
- Scenario A: I tassi iniziali del titolo di stato che acquisti sono alti (es. 5%) anche se l’inflazione futura è del 3% . Il tuo reddito (il 5%) è perciò abbastanza grande da garantirti un rendimento reale positivo (5% – 3% = 2%). In questo modo hai un ampio margine di sicurezza.
- Scenario B: I tassi iniziali del bond sono bassi (es. 1%,come nel 2021). Il titolo di stato perciò vi paga cedole minime (1% all’anno) a fronte di un inflazione futura del 2%. In questo caso il vostro rendimento reale è negativo (1% – 2% = -1%).
Investire in obbligazioni con un rendimento iniziale basso limita drasticamente la possibilità di ottenere rendimenti reali positivi nel lungo periodo. Questo a meno che non ci sia un’inflazione negativa (deflazione) una cosa poco probabile considerando l’attuale scenario economico.
LE SOGLIE STORICHE CON I MIGLIORI RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI
Lo studio di Deutsche Bank non si limita a questa regola del pollice “investi quando i rendimenti sono alti” ma identifica delle soglie numeriche da utilizzare come riferimento per chi vuole investire in obbligazioni:
- Per i rendimenti delle obbligazioni a 10 anni la storia dimostra che un rendimento inferiore al 3% porta ad un risultato negativo nei 25 anni successivi
- Se i rendimenti si collocano tra il 3% e il 4%, i rendimenti obbligazionari reali sono stati tipicamente sotto l’1%. Questo può essere definito quindi il tasso minimo per investire in obbligazioni.
- I rendimenti obbligazionari reali mediani a 25 anni si sono mantenuti attorno allo zero quando i tassi nominali partono sotto il 4%. Se vuoi ottenere dei guadagni positivi “certi” devi investire in obbligazioni quando il tasso BCE supera questa soglia
Avendo la possibilità di usare serie storiche di oltre 200 anni (con tutti i suoi limiti) Reids ha fatto numerose simulazioni.
Ebbene, anche queste dimostrano come chi ha investito in un portafoglio di titoli di stato a 10 anni con yield alti ha reso il 6,7% annuo dal 1825.
Chi invece ha investito con rendimenti bassi ha ottenuto solo il 4,4%.

IL PROBLEMA DEI CICLI OBBLIGAZIONARI
Una cosa che devono mettersi in testa i molti cassettisti o i fondo emergenza in BTP è che i rendimenti obbligazionari non seguono cicli brevi come le azioni, ma seguono tendenze di 20-30 anni.
Il loro andamento segue quello che Reids chiama fixed-income super-cycles, cicli che possono durare decenni.
Se scegli di investire in obbligazioni nel momento sbagliato del super-ciclo (quando i tassi sono molto bassi) rischi lunghi periodi di rendimenti deboli.
La solita analisi storica mostra che la probabilità dei bond di non battere l’inflazione è rimasta costante attorno al 25% su orizzonti di 5, 10 e 25 anni.
INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI E CERTEZZA DEI RENDIMENTI: CONCLUSIONI
Per chi vuole investire in obbligazioni in modo efficace, e la conclusione dello studio Deutsche Bank è chiara, il timing conta più di qualsiasi altra variabile.
Che tu voglia acquistare un BTP, un OAT francese o qualsiasi altro titolo di stato se lo prendi con un rendimento basso è molto probabile che l’inflazione se magni i guadagni nel corso dei decenni.
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