Partiamo da un fatto: la maggior parte dei libri di finanza personale ti dice cosa fare: apri un conto deposito, fai un PAC su un ETF, paga prima i debiti e blah blah.
Tutto giusto, eh. Il problema è che tu SAI già cosa fare, ma non lo fai. O lo fai per due mesi e poi molli.
Qui entra in gioco Feel-Good Productivity, un libro del famoso influencer finanziario Ali Abdaal, ex medico e uno tra i più noti creator inglesi.
Ali si è specializzato in produttività perché crede che sia il caposaldo per gestire al meglio tutti i fattori della vita. Per il nostro amico il vero problema non è la mancanza di tempo o l’incapacità di mettere a posto le finanze quanto che non riesci a essere costante, a sopportare la noia di un PAC, a smettere di fare scelte impulsive e così via.
È un problema di testa, non di Excel.
Ho letto il libro, ne ho tirato fuori cinque lezioni che funzionano benissimo nella gestione dei soldi.
1. Rendi il risparmio un gioco (altrimenti molli)
La tesi centrale di Abdaal è che siamo stati educati a credere che produttività = sofferenza. “No pain no gain”
Per ottenere risultati bisogna soffrire. Nel libro Feel-Good Productivity sostiene l’esatto contrario: le emozioni positive ti fanno fare di più non di meno.
Lo dimostra la teoria scientifica di Barbara Fredrickson broaden-and-build, ma anche il buon senso: quello che ti piace lo continui a fare, quello che ti pesa lo molli.
Spostando questo principio in termini finanziari reali vuol dire che se ti mette ansia vedere i tuoi investimenti devi disintalla l’app del broker. O che se tutti ti dicono di dover tenere un excel lo abbandonerai entro 3 mesi se odi aggiornare i dati.
Il punto quindi è quello di trovare delle soluzioni tagliate per il proprio modo di essere, il consiglio di Ali è di trasformare il risparmio in un gioco.
Datti obiettivi visivi come spuntare una check box fissandosi risultati veritieri o colorando una barra di progresso ogni volta che rimpingui il tuo fondo di emergenza. Crea delle mini avventure come nei videogiochi e soprattutto festeggia quando hai raggiunto degli obiettivi, basta prendersi uno spritz al bar.
2. Obiettivi NICE invece di SMART
Tutti i manualetti motivazionali ti propinano gli obiettivi SMART:
- Specifici
- Misurabili
- Achievable
- Realistici
- Time-bound
Una cosa tipo “Voglio mettere via 10.000 euro entro dicembre 2026” o ancora “Voglio che i miei investimenti arrivino al target di 50.000 euro entro fine anno”.
Funziona per alcuni casi, per molti altri no.
Il problema di questo modello di obiettivi è che misurano solo il risultato finale il quale dipende da mille altre cose fuori dal tuo controllo: stipendio, tasse, imprevisti, inflazione, lavoro, crescita dei mercati azionari.
Quando il risultato non arriva nei tempi che ti eri dato, molli.
Abdaal nel libro propone gli obiettivi NICE:
- Near-term
- Input-based
- Controllable
- Energising
Si tratta quindi obiettivi a breve termine (una settimana invece di un anno), misurati su cosa fai (andare in palestra invece di mettere 10kg di massa muscolare), che dipendono dalle tue azioni e soprattutto generano uno stimolo a farlo.
In termini finanziari questo vuol dire ragionare non come “voglio 50.000 euro investiti tra 5 anni” ma con un “versare 300 euro al mese sul PAC per i prossimi 3 mesi”. Se nel primo caso ci sono tante variabili e potresti mollare al primo scrollone dei mercati, nel secondo hai obiettivi vicini di cui hai un feedback immediato.
3. “Se X, allora Y”: l’automatismo che batte la forza di volontà
Una delle tecniche più sottovalutate del libro si chiama “implementation intentions“, formalizzata dallo psicologo Peter Gollwitzer negli anni ’90. Centinaia di studi confermano che raddoppia o triplica i tassi di esecuzione di un comportamento che dici di voler fare.
La formula è banalissima: “Se accade X, allora io faccio Y”, una cazzata tipo “dopo che mi lavo i denti, faccio 10 squat” o “dopo aver mangiato lavo i piatti”. Una sorta di combo dei picchiaduro.
Questo meccanismo mentale toglie dall’algoritmo delle scuse la forza di volontà e trasforma l’azione in un automatismo. La prima è una risorsa scarsa e variabile, la seconda no.
Applicando ai soldi questo concetto è facile perché può essere tutto automatizzato con pochi step come insegna Ramit Sethi nel suo Conscious Spending Plan: “Quando arriva lo stipendio, parte automaticamente un bonifico di 300 euro sul conto di risparmio” o “Quando ricevo un regalo in denaro, il 50% va sul PAC” o anche usare un’app come Bilance per automatizzare il budgeting e per controllare le spese massime per categoria.
Banalmente: un addebito automatico sul broker il 5 del mese batte qualsiasi promessa di “questo mese ricordo di versare”. Se devi ricordarti di farlo, prima o poi non lo fai.
4. Riduci le frizioni per battere la pigrizia
In Feel-Good Productivity Ali Abdaal racconta di come abbia tentato per anni di esercitarsi alla chitarra. L’ha comprata e riposta in un armadio “quando voglio la prendo e mi esercito”, risultato? Mai suonata una nota.
Un giorno decide di spostarla in mezzo al salotto, in bella vista. Il fatto di averla così vicina e a portata di mano gli ha finalmente dato lo stimolo per suonarla.
Alla fine non è cambiato niente nella sua motivazione: è cambiato l’ambiente.
Siamo così stupidi e pigri? Si. In effetti, l’ambiente conta più della forza di volontà.
Uno studio olandese su trolley della spesa con un inserto verde che indicava “qui vanno le verdure” ha aumentato l’acquisto di quest’ultime del 50%. Non è stato spiegato niente agli acquirenti, semplicemente è cambiato l’ambiente.
Le frizioni, cioè quegli elementi piccoli che ti portano trovare una scusa o a non pensare di fare qualcosa, sono forse l’elemento più impattante nella procrastinazione.
Puoi usare come regola per stimolarti a fare le cose positive di renderle fisicamente accessibili mentre di rendere le cose cattive nascoste o difficile da raggiungere.
In termini finanziari questo vuol dire cose come:
- Eliminare le app di social, broker o qualsiasi cosa ti distragga troppo
- Allontana i telecomandi del tv e mettere in un’altra stanza lo smartphone e tenere vicino un libro
- Togli le carte salvate dai siti su cui spendi troppo, basta inserirle sempre a mano per farti perdere voglia di comprare
- Crea delle liste di acquisto prima di comprare qualcosa
- Non affidarti alle azioni manuali ma a quelle automatiche
5. La regola dei 5 minuti
Esiste un momento, di solito la sera, in cui devi fare la cosa giusta e proprio non hai voglia. Abdaal lo chiama il “can’t be arsed”, la versione anglofona de “non me va de fa un cazzo”.
La sua regola è semplicissima: impegnati a farlo per solo 5 minuti, poi decidi se continuare. Nell’80% dei casi continuerai, perché la parte difficile è quasi sempre iniziare, non continuare. Nel 20% ti fermerai e va bene così.
In termini finanziari alcune regole potrebbero essere “Aggiungo solo le spese di oggi sull’app di budgeting”. 8 volte su dieci finirai per sistemare tutto il mese. Un “non ho voglia di leggere questo libro di investimenti” diventerà “leggo 5 pagine”. Sicuro finisci che ne leggi 40.
Non sei pigro, sei umano. La pigrizia non si sconfigge solo con la disciplina, si sconfigge abbassando la soglia e le frizioni d’ingresso.
Il punto vero di Feel-Good Productivity
Questo libro di Ali è davvero interessante in quanto sfata i soliti modelli per cui siamo delle macchine razionali dove basta dire “è la cosa giusta da fare, falla”, la realtà è questo non succede quasi mai, vogliamo fare le cose cotte e magnate.
Ammetto non mi piacciano alcuni passaggi “giustificativi”, quelli in cui il problema è sempre esterno “non sei tu, è l’ambiente dove ti muovi il problema”. Per carità hanno una grande validità scientifica eppure la disciplina, l’essere un po’ dritti e non fare sempre la banderuola al vento serve. Però capisco anche le difficoltà di tanti, le mie su altre questioni, nell’essere bombardati di stimoli e di trovarsi immobilizzato nel fare qualcosa.
La lettura però rimane stimolante. Il merito di Feel-Good Productivity è ricordarci che la finanza personale non è un problema di conoscenza, è un problema di comportamento. E il comportamento si può cambiare con piccoli interventi di design e un po’ di cazzimma.
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