Avete mai sentito parlare dell’effetto Dunning Kruger?

Spero proprio di sì perché spiega molte cose del nostro tempo.

La prima volta che ho sentito questo termine é stata quasi 15 anni fa. Stavo con la tipica bionda stronzetta di Roma nord che si divertiva a fare esperimenti sociali su di me. Non intendo tradirmi e poi accusarmi della fine della relazione quando di veri e propri test a mia insaputa: farmi leggere un testo, capire la mia reazione a certi stimoli e così via, per poi capire come mi comportavo.

C’era un problema, la sorprendevo sempre e andavo fuori dalla media. Il mio essere estremamente autocritico era di molto superiore alla sua biondaggine.

Io però ho cominciato a sentirmi un genio, a credere di essere capace in tutto, di ritenere la maggior parte delle persone degli idioti.

Proprio a quel punto della mia vita ho scoperto l’effetto Dunning-Kruger.

stupido effetto dunning kruger

Ehi! Guarda che ci sei cascato pure tu una volta nella vita.

Se infatti ancora non l’avessi capito, l’effetto Dunning-Kruger è uno dei bias comportamentali più studiati in psicologia cognitiva e se associato alla gestione del denaro è anche uno dei più costosi. Il bello è che è democratico. Colpisce tutti: principianti, esperti, laureati o no.

E questo perché ha a che fare con qualcosa di molto personale.

Cos’è l’effetto Dunning-Kruger: la ricerca originale

Nel 1999 David Dunning, professore di psicologia alla Cornell University, e Justin Kruger pubblicarono uno studio destinato a diventare un classico della letteratura psicologica, dal titolo: “Unskilled and Unaware of It“, ovvero incompetenti e inconsapevoli di esserlo.

La tesi centrale è che le persone con competenze limitate in un determinato campo tendono a sopravvalutare le proprie capacità in quel campo. Non solo per arroganza consapevole, ma per un motivo strutturale della capacità di valutazione.

Per comprendere bene il proprio livello è necessario avere una comprensione abbastanza profonda della materia stessa. Se sei alle prime armi non hai questa comprensione e quindi tendi a valutarti meglio di quanto sia vero.

Quando si parla dell’effetto Dunning Kruger si fa menzione solo al concetto di “stupidità” ma lo studio non parla si riferisce a questo. Parla di metacognizione, ovvero la capacità di autogiudizio delle proprie abilità.

Questa riguarda gli stupidi come gli ignoranti totali ma anche chi è un esperto nella sua disciplina e pretende di applicarle a un altro campo.

La curva di Dunning-Kruger: Mount Stupid, Valle della Disperazione e Plateau della Sostenibilità

Per rendere il loro concetto di più facile alcuni fa della teoria hanno creato una curva, la curva di Dunning-Kruger, per visualizzare meglio il fenomeno.

curva di dunning-kruger

Quando ci si avventura a imparare qualcosa di nuovo il percorso è sempre simile:

  1. Si parte da zero con fiducia bassa
  2. Poi la curva sale rapidamente verso quello che molti hanno ribattezzato Mount Stupid, il Picco dell’Illusione. È il momento in cui si sta incominciando a capire qualcosa, quando uno dice “allora ho capito, è facile”. Si ha la fiducia al massimo, nonostante le nostre competenze reali siano ancora scarse.
  3. La curva successiva è la Valle della Disperazione, quando ci si rende conto che ecco, non siamo così bravi. Per capirlo basta una discussione online con un esperto oppure aver fatto un portafoglio di merda che perde il doppio rispetto al drawdown del mercato.
  4. Se si ha la forza si continua a studiare e si ha una una graduale risalita verso il Pendio dell’Illuminazione per poi arrivare al Plateau della Sostenibilità. In questa fase finale la fiducia supera il picco iniziale, ma questa volta è fondata su basi reali.

In How Not to Invest. l’autore Barry Ritholtz fa un esempio efficacissimo per spiegare questo errore cognitivo. Quando ha iniziato a giocare a tennis dopo un paio di lezioni si credeva un giocatore fortissimo. Poi ha cominciato a fare un paio di incontri e a perdere regolarmente con gente che riteneva delle pippe. Ha capito la realtà nella maniera più dura ma non si è dato per vinto e ha preso delle lezioni con un coach. Questo ha migliorato il suo gioco, ha diminuito gli errori durante le partite e, dopo molto allenamento, si è finalmente potuto considerare un discreto, non buono eh, giocatore di tennis.

Stavolta a ragion veduta.

Bias comportamentali e mercati finanziari: quando l’errore cognitivo costa davvero

Nella finanza, i bias comportamentali legati all’effetto Dunning-Kruger si manifestano in forme molto riconoscibili.

  • L’investitore value che compra titoli depressi ignorando sistematicamente tutti gli altri fattori di rischio, convinto che la propria lettura del bilancio sia sufficiente
  • Un crypto bros che trova nuove scuse ai crolli del mercato crypto
  • Quello che aspetta ad entrare sul mercato al “prezzo giusto” perchè i “mercati devono crollare” ma viene mangiato dall’inflazione e si perde rally decennali
  • Chi ha fatto un investimento immobiliare e guarda solo al denaro in entrata senza calcolare correttamente il rendimento con le spese di gestione
  • E parliamo dei fissati da dividendo che non vedono i rischi dei certificati?

Questi non sono esempi di persone irrazionali, non tutti perlomeno. Sono esempi di bias comportamentali che funzionano in modo silenzioso, senza che chi ne soffre abbia alcun segnale interno di allarme. Il problema non è l’errore in sé: è la totale assenza di consapevolezza dell’errore.

Come detto nel preambolo questo problema è democratico. L’effetto Dunning-Kruger sui mercati vale per tutti: dal brillante ingegnere informatico che apre un conto di trading convinto che la sua capacità analitica gli garantisca un vantaggio, fino al contadino che decide di aprire una fabbrica di dolciumi.

La fiducia non scala con le competenze quando si cambia terreno.

Sopravvalutazione di sé ed egocentrismo: un binomio pericoloso

In tante puntate del podcast dico che l’egocentrismo è il vero male del nostro tempo.

Essendo un argomento ampio la letteratura scientifica tende a trattare questo fattore in modo in modo asettico. ma nello studiare i temi di questo articolo mi sono reso conto come il sopravvalutare le proprie capacità e avere un ego ipertrofico vanno quasi sempre a braccetto.

Chiaro ci sia una diversità enorme. Se l’effetto Dunning-Kruger è un problema di metacognizione (non sai di non sapere), l’egocentrismo è un problema di carattere, non vuoi ammettere di non sapere. Il primo è involontario, il secondo è una scelta, anche se spesso inconscia.

Il guaio è che quando i due si combinano diventano quasi impossibili da scalfire dall’esterno.

Chi non sa cosa non sa, non ha motivo di dubitare di se stesso. E se non si dubita, non ci si aggiorna, non si cerca la falsificazione della propria tesi, non può riconoscere di avere torto.

In questo senso il proprio egocentrismo diventa uno scudo contro la realtà. Si lega la propria identità all’avere ragione e al non sbagliare. Ll’errore diventa una sconfitta, un’invalidazione del proprio essere. Si costruiscono così narrazioni alternative e si sposta il biasimo altrove, sulla fortuna, sul mercato irrazionale, sulle manipolazioni esterne.

Siamo poco lontani dal complottismo, lo noti anche tu?

Negli investimenti questo schema è ricorrente: si compra un titolo supportato da una tesi, il titolo scende, si compra ancora perché il mercato ha torto ma il titolo scende ancora. Invece di rivedere la propria tesi si cercano confeme in nuovi studi. Non c’è nessuna strategia finanziaria in questo ma una meccanica in cui l’ego difende se stesso a spese del proprio patrimonio.

L’autocritica, e in un certo senso l’umiltà, sono invece dei valori sottovalutati nel mondo degli investimenti contemporanei. Saper dire “mi sbagliavo”, “non lo so”, “devo continuare a imparare” è raro ma è un vantaggio competitivo reale.

Chi sa riconoscere i propri errori cognitivi li corregge prima, cambia strategia e si mette i soldi in tasca. Citando il solito Ritholtz:

Riconoscere che non sai queste cose ti conferisce un enorme vantaggio su quelle persone che immaginano di saperle, e poi agiscono sulla base di questa convinzione errata.

Come difendersi dall’effetto Dunning-Kruger

La prima regola del Dunning-Kruger, citando Fight Club, è che non sai di farne parte.

Conoscere l’effetto Dunning-Kruger non basta, e non ci rende immuni.

Quello che si può fare è costruire abitudini che compensino strutturalmente il bias come scrivere le proprie previsioni e lasciarle sedimentare per rileggerle a freddo, cercare chi la pensa diversamente, usare l’AI per chiedere cosa non abbiamo considerato nella nostra teoria, chiedersi “come potrei avere torto?” o con più semplicità smettere di rompere il cazzo con il proprio ego e cercare di fare i propri interessi, in termini di investimento, non perdere soldi.

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About the Author

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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