Uno dei più grandi drammi italiani è avere a che fare con la burocrazia

Personalmente non ho mai conosciuto qualcuno che ami fare queste trafile ed è una via crucis universalmente odiata da chiunque: da chi non ne può fare a meno sino a un ricco youtuber milionario intento a chiudere un libretto postale.

Eppure dobbiamo avere un rapporto costante con la burocrazia e le pubbliche amministrazioni, per forza.  

burocrazia italiana app per semplificare la vita

Aho state boni, non era questa la mia intenzione! 

E poi sia chiaro, io ar gabbio non ce torno (cit)!

Al netto del drammatico stato della nostra PA, negli ultimi anni, tra esigenze della pandemia e i soldoni del PNRR, stanno migliorando molte cose.

Tanti servizi sono stati digitalizzati. Non c’è quindi più bisogno di andare alla sede del municipio a frantumarsi i coglioni. Basta solo lo smartphone e usare qualche app.

Ah, e con lo SPID o la carta d’identità elettronica non avete manco bisogno di ricordare le password!

1. RECUPERARE UN DUPLICATO ONLINE DELLA TESSERA SANITARIA

Se come siete dei pirla e vi siete persi la tessera sanitaria potete campare anche senza la tessera di plastica usando la versione digitale.

Io vado avanti così da anni senza problemi perché sono troppo pigro per richiederla sul sito di Agenzia delle Entrate.

Ora mi chiederete, dove cazzo si ottiene un duplicato online della tessera sanitaria?

Il primo posto è il sito ufficiale della Tessera Sanitaria

Dopo aver fatto l’accesso con SPID o CIE vi troverete di fronte questa schermata:

richiedere duplicato tessera sanitaria online

Cliccando sul bottone a destra “Stampa e richiedi tessera sanitaria” potrete stampare una copia della vostra tessera sanitaria. È un pdf praticamente identico a uno scan fisico e viene accettato ovunque.

Potete recuperare una copia anche andando sul sito o sull’app regionale del servizio sanitario. La navigazione è differente per ogni regione quindi non esiste una guida standard.

Per quella della regione Lazio basta andare in “fascicolo sanitario”, “i miei dati” e poi tappare su “tessera sanitaria”. A questo punto potrete scaricare un pdf fronte retro della tessera sanitaria oppure salvare le foto in jpg.

Sul sito della SSN regionale potete anche trovare le ricette mediche dematerializzate, mentre il sito tessera sanitaria permette di prendere visione di tutte le spese scaricate mese per mese o durante l’anno

Ah, a breve la tessera sanitaria sarà disponibile anche su APP io.

2. CERTIFICATI SU ANPR: L’ANAGRAFE NAZIONALE

Uno dei servizi online più importanti nati negli ultimi anni è senza ombra di dubbio quello dell’ANPR cioè l’Anagrafe nazionale. Fino a poco tempo fa per chiedere qualsiasi certificato o documento era necessaria fare una lunga trafila al municipio mentre ora basta possedere lo spid e fare qualche click.

Al momento potete richiedere online e gratis i seguenti documenti:

  • Certificato di nascita
  • Certificato di matrimonio
  • Documento di cittadinanza
  • Certificato di esistenza in vita (non basta esserlo, a quanto pare)
  • Documento di residenza
  • Documento di residenza AIRE
  • Stato civile
  • Stato di famiglia
  • Residenza in convivenza
  • Stato di famiglia AIRE
  • Stato di famiglia con rapporti di parentela
  • Stato libero
  • Documento anagrafico di unione civile
  • Contratto di convivenza

Scelto il documento o il certificato vi basta selezionare la motivazione della richiesta e spuntare l’opzione con bollo o senza bollo. Solo nel primo caso dovrete pagare la corrispettiva marca. Questa versione però serve solo in condizioni particolari (tipo per il mutuo o altre cose) quindi la richiederete giusto 3 o 4 volte nella vita.

In pochi secondi e avrete il certificato in copia digitale senza smuovere il culo dalla sedia.

3. ISTANZA CENTRALE RISCHI E VISURA CRIF GRATUITA

Ho scritto un lungo articolo sulla differenza tra Credit Score e Crif spiegando come in Italia non esiste un sistema di rating similare a quello americano.

Bugia, ho scoperto che esiste ma è mascherato, ma ho già parlato approfonditamente del tema settimana scorsa e non mi va di ripetermi.

In generale non esiste un solo database dello storico creditizio, ma diversi. Alcuni sono privati e gestiti direttamente dagli istituti bancari (tipo Findomestic o American Express) in alcuni casi sono pubblici e liberamente consultabili.

In pochi lo sanno quindi ve lo dico io: potete vedere la vostra situazione debitoria gratuitamente e con pochi click. Questo anche grazie alla bistrattata GDPR.

Infatti un privato cittadino può richiedere un’istanza alla centrale rischi o una visura crif gratuita in ogni momento. 

Per farlo vi basta accedere con il solito SPID o CIE e andare su ognuno di questi siti per fare una verifica debitoria:

Ogni database raccoglie specifiche informazioni e ha un metodo di valutazione differente.

CRIF è quello principale e più famoso però anche CTC raccoglie dati del vostro storico creditizio in un database. Qui troverete fidi e finanziamenti aperti compresi quelli a tasso zero (tranne Klarna o Paypal).

Agenzia delle entrate Riscossione ha invece nel suo sistema solo i rapporti debitori di tasse e con la pubblica amministrazione. 

4. PEC: L’EMAIL CON I SUPER POTERI

La PEC sta per posta elettronica certificata ed è una email con i super poteri.

Se avete qualche problema con un’azienda, se un’ amministrazione pubblica non vi risponde oppure se la vostra banca fa simpaticherie vi basta inviare una PEC e, nel caso non rispondessero, questa sarà una prova legalmente valida.

La PEC infatti ha valore legale e se non vi rispondono sono cazzi:

Chiunque ha diritto di scrivere a un’amministrazione pubblica e di ricevere risposta cortese, univoca e in tempi certi. L’omessa risposta, infatti, rappresenta una violazione dei doveri d’ufficio ed è sanzionabile penalmente (art. 328 codice penale, così come modificato dall’art. 16 della legge 26 aprile 1990, n.

Se inviate una mail normale o andate alla sede della PA possono trovare varie maniere per rimbalzarvi, con la PEC no. Sono costretti a rispondervi. E anche con una certa velocità

Nel caso siate particolarmente litigiosi o abbiate a che fare spesso con PA e burocrazia vi consiglio di spendere due soldi e comprarvela con il vostro nome.

Occhio però! Molti servizi di hosting la offrono gratuita per un paio di mesi e poi vi fanno pagare un canone spropositato di 50€ all’anno.

Non fatevi fottere e pagatela subito a prezzi decenti. Ad esempio il mio amato fornitore VHosting (quello su cui gira Finanza Cafona) la fa pagare poco più di 15€ l’anno + iva, quella delle poste invece costa solo 5€ all’anno.

pec economica online raccomandata

Se invece non volete spendere soldi Namirial offre la Pec gratis in ricezione e con gli invii a pagamento. La registrazione si effettua in pochi minuti tramite SPID e il primo invio è gratis, 3 se vi registrate con Spid Namiral. 

Al netto di ciò da fine ottobre la PEC diventerà semi obbligatoria per ricevere comunicazioni da parte della Pubblica Amministrazione:

  • Multe
  • Accertamenti
  • Cartelle esattoriali
  • Rimborsi fiscali
  • Detrazioni fiscali
  • Altri avvisi ufficiali

Dovete solo certificare la PEC sul sito INAD cioè l’indice nazionale dei domicili digitali.

Per la pagina instagram Economiain10secondi ho fatto questo approfondimento sul tema. Leggetevi anche i commenti perché, chiaramente, ho litigato con parecchi boomer.

5. APP IO (E PAGO PA)

L’APP io nacque grazie all’idea del fu governo Renzi con l’obiettivo di digitalizzare i servizi della pubblica amministrazione italiana e centralizzare in un’ unica app tutta la burocrazia italiana.

Ha subito vari ritardi e stop ma dopo il lockdown ha ormai preso il via ed è una app obbligatoria da avere sullo smartphone.

È vero che la digitalizzazione si sta muovendo in maniera frammentata come nel già citato sito dell’anagrafe nazionale e della tessera sanitaria (per non parlare di Inps o Agenzia delle entrate) però piano piano su sta venendo integrato tutto su App io.

Facendo accesso con SPID o CIE e accettando le condizioni d’uso si riceveranno le notifiche per tantissimi servizi locali e nazionali. Ad esempio avrete le notifiche di accrediti o messaggi da parte di INPS oppure il bollettino di pagamento della TARI.

Oltre ad avere le notifiche ci sono anche dei reminder per non dimenticarvi i pagamenti e sopratutto è integrato il sistema PagoPa, il modo più semplice per pagare tasse, bollo auto bollettini, multe e cartelle esattoriali di ADE.

Basta inquadrare il QR code, selezionare il metodo di pagamento (il migliore è Bancomat Pay visto il suo cashback e i bassi costi commissionali) e confermare l’operazione. In app troverete poi avrete sempre un database con tutti i documenti personali e i pagamenti fatti.

Non capisco perché ancora tante persone si ostinino a lamentarsi. App Io è davvero un progetto ben realizzato e con davanti un immenso potenziale, cazzo supportatelo!

CONCLUSIONI SULLA SEMPLIFICAZIONE DELLA BUROCRAZIA

Ci sono altri servizi molto utili e continuano a nascerne ogni giorno di nuovi.

Non ho neppure menzionato l’enorme potenziale dell’app della Carta d’identità elettronica e ogni italiano dovrebbe avere un altarino NFT per lo SPID a cui fare una preghiera votiva ogni sera.

E pensate, tutta sta roba fino a tre anni fa neppure esisteva.

Anche in questo paese bislacco si fanno passi avanti e mi sembra stiamo andando nella giusta direzione per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Guardare il lato negativo delle cose non serve a nulla, combattiamo e guardiamo alle cose positive.

In chiusura ringrazio l’amico Lucifero (potete seguirlo su Twitter) per i preziosi suggerimenti inseriti in questo articolo e per le parolacce con cui mi dà il buongiorno.

Queste informazioni non le trovate ovunque e diversi siti di visura crif a pagamento vorrebbero la mia morte quindi tenetevele strette e condividetele.

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FONTE IMMAGINE: Frame del film “Un giorno di ordinaria follia”

Sull'autore

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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