Indovinate cosa succede il primo del mese? Bravissimi: #5Cose!

La rubrica finanziaria al sapore d’insalata di riso stantio in cui inserisco argomenti sparsi che non so (o non voglio) usare per altri articoli nel blog.

Ma cominciamo subito che sarete al mare (cioé lo spero) e non ve ne frega un cazzo di pensare ai soldi!

notizie finanziarie di luglio 2022
Non so perché ma vi immagino così

1. LIBRO DI FINANZA DEL MESE: LA SOTTILE ARTE DI FARE QUELLO CHE CAZZO TI PARE 

Il libro di finanza per l’estate che vi consiglio è “La sottile arte di fare quello che cazzo ti pare” di Manson (non l’assassino).

L’ho scoperto per caso e lo sto ascoltando su Audible.

Si tratta di un libro molto fresco, divertente e riflessivo e serve alle persone che non riescono a dare priorità nella propria vita, che si incazzano spesso e a quelli che desiderano, inutilmente, di avere il controllo sul mondo.

Nel libro Manson spiega la sua teoria su come rendere più leggera la vita e concentrare le proprie risorse e il proprio tempo sulle cose davvero importanti della vita.

A quanto pare ha consigliato questo libro anche Fedez cosa che mi inquieta fortemente.

2. CRYPTO: FALLISCE ANCHE CELSIUS

Me ne fotte davvero poco delle Crypto però l’ultimo periodo, con una sequenza di fallimenti a catena e del cambio dei benefit delle carte cashback, mi ha fatto molto pensare.

Ritengo che le cryptovalute siano arrivate ad uno snodo importante.

Io non sarò un esperto ma ho capito qualcosa di finanza e quello che emerge dalle analisi di BitFinexed è semplice: schemi Ponzi

A chi ama le crypto quest’affermazione non piacerà e la coprirà con una marea analisi, tipo:

  • Usare una terminologia variegata
  • Spiegando che era chiaro e chi ci è caduto è stupido
  • Il sistema è crollato per casualità o per un attacco mirato
  • Si tratta solo di exchange marci

Purtroppo al netto di qualsiasi valutazione ex post ne sono chiari gli effetti: sono stati bruciati miliardi di risparmi, tanta gente non può e non sa se potrà ritirare le proprie crypto, tutti i limiti del sistema crypto sono stati svelati e, soprattutto, la fiducia degli investitori è crollata.

Tutto questo mi ricorda un po’ quello successo con il P2P lending.

Il P2P è tecnicamente un’idea valida ma è esploso causando truffe e bancarotte che hanno minato il lavoro dei pochi player seri e reso questo tipo di investimento inaccettabile visto l’alto rischio default.

Credo che questo parallelismo sia affine con il sistema dello staking e del prestito crypto, due elementi che molto difficilmente vivranno la notorietà degli ultimi 2 anni.

Certo ora sono rimaste le aziende solide e l’ingordigia si è fermata… ma chi metterà i propri soldi memore di quello che è successo?

3. CURVE DIVENTA A PAGAMENTO

Una tragedia.

Ma non tanto perché è a pagamento, ma più che altro perché avevo appena modificato la recensione sulla carta curve e son stato costretto a modificare l’articolo.

Per chi non mi segue su Telegram la cosa è semplice: Curve ha istituito un nuovo piano, Curve X, che sostituisce quello free.

Il piano free ora comprenderà:

Facendo l’abbonamento a Curve X invece si avranno 5 slot liberi, 5 regole smart e 60 giorni per utilizzare go back in time. In pratica la vecchia versione free diventa a pagamento.

Curve X sarà attiva a breve costerà 5€ al mese (in promozione a 1,99€ per i vecchi clienti) e cambia un po’ le carte in tavola per questa carta MasterCard.

Buona nuova è che se siete vecchi clienti e avete più di 2 carte attive queste rimarranno utilizzabili fino a scadenza. Non potrete però inserire altre carte visto il limite sopra detto. 

Il mercato fintech è ricco di cambiamenti ed è finita l’epoca dei servizi free: se volete e usate qualcosa, pagatelo! 

Curve mi sembra comunque un servizio molto utile e valido quindi se avete dentro 10 carte pagare qualche euro non dovrebbe essere uno sforzo troppo grande per voi.

Qui potete vedere la differenza tra i vari piani!

4. CONTI DEPOSITI IN RIALZO: CONVENGONO ANCORA?

Se siete bersagliati come me da pubblicità finanziarie avrete notato che i tassi dei conti deposito sono in netto rialzo.

Ad esempio quelli di banca progetto che pagano anche il bollo fino al 2023.

D’altronde, vista la particolare situazione economica, tutte le banche centrali stanno alzando i tassi d’interesse e i titoli di stato vanno nella stessa direzione.

Ora il problema rimane che il rendimento offerto dai conti deposito arriva a malapena ad un 2% a fronte di un’ inflazione di quasi l’8%. In pratica perdete comunque il 6% annuo.

Il conto deposito è quindi ancora inutile? Andiamo a sciorinare questo argomento.

A. I CONTI DEPOSITO PRESERVANO IL CAPITALE

Le azioni, obbligazioni e gli ETF sono un investimento atto ad aumentare il proprio capitale nel tempo, i conti deposito no.

I CD servono a preservare il proprio capitale nel breve periodo (fino ai 5 anni) cercando almeno di pareggiare l’inflazione. Anche se vivessimo in un periodo finanziario in cui azioni, obbligazioni e ETF (e non è questo il caso), la funzione dei CD non è quella di aumentare il capitale.

Quindi si, nonostante non svolgano la sua funzione vista l’alta inflazione attuale i CD rimangono comunque uno strumento valido.

B. L’INFLAZIONE É TRANSITORIA O PERSISTENTE?

Per inflazione transitoria si intende un aumento del costo dei beni che dura per un periodo limitato di tempo (mesi o un paio di anni), mentre con persistente qualcosa di simile a quella degli anni ’70 che durò, appunto, un decennio.

Al momento non sappiamo di che entità sarà l’attuale inflazione.

Per quanto mi riguarda ritengo che sia dovuta a fattori esterni alla politica monetaria visto l’aumento dei costi di diverse materie prime, fertilizzanti, grano e microchip che vanno a influenzare tutto il paniere di beni.

Seguendo questo ragionamento l’inflazione potrebbe diminuire verso la fine del prossimo anno.

É una certezza? No! É una teoria mia e spero di avere ragione.

C. NON PAREGGIANO L’INFLAZIONE MA L’ALTENATIVA É PEGGIORE

Abbiamo visto che il periodo attuale non rende vantaggiosi i conti deposito che, a fronte di un rendimento lordo del 2% non riescono a contrastare un aumento dei costi della vita (inflazione) dell’8%, ma qual è l’alternativa?

Come abbiamo visto non sono i prodotti finanziari in quanto svolgono un altro scopo, l’unica alternativa rimane quindi il cash.

Ma come avrete brillantemente capito a fronte di un rendimento certo del 2% lordo la liquidità non garantisce un cazzo.

Facendovi un piccolo esempio:

RENDIMENTO CASH: 0% - 8% INFLAZIONE COSTANTE = -8%

RENDIMENTO CONTO DEPOSITO: 2% - 8% INFLAZIONE COSTANTE = -6%

Quindi il conto deposito non vi farà andare a pareggio ma vi permetterà di limitare le perdite.

Se poi l’inflazione sarà solo transitoria e tornerà a livelli umani nei prossimi anni tornerete in positivo negli anni seguenti.

Ora però sorge un’altra domanda:

É il momento giusto per investire nei conti deposito?

Vi stupirò ma la risposta è no.

Sempre secondo la mia umile e inutile competenza i rendimenti dei conti deposito sono solo all’inizio della loro ascesa e un vincolo lungo potrebbe farvi mangiare le mani anche solo fra pochi mesi.

5. MI É ARRIVATO UN CU DI BUYON E BBVA, PERCHÉ?

Se avete fatto l’ISEE oppure avete mandato la contabilità al vostro commercialista avrete notato che sono spuntate dei Certificati Unici extra ad esempio quelli di Buyon oppure di BBVA.

Visto che non ci capite un cazzo vi spiego perché: ogni pagamento in denaro contante che arriva sul vostro conto corrente è soggetto a tassazione.

Ci sono mille postile e non sono soggetti a tassazione, per fare qualche esempio, la vendita di oggetti usati ogni tanto, i buoni Amazon in regalo o ancora un bonifico dai vostri parenti (entro alcuni limiti). 

Per lo stato italiano i premi in contanti dati tramite cashback accumulato o tramite bonus sono invece considerati dei redditi e vanno inseriti nella sezione “redditi diversi” del vostro 730.

Non dovete quindi incazzarvi se vi è arrivato un CU da Buyon o BBVA anzi dovete ringraziarli!

La questione poi non può essere ridotta così semplicemente in quanto ogni piattaforma usa una fiscalità diversa: chi vi regala buoni Amazon, chi vi premia pagando per voi le tasse (tipo Illimity e Buddybank) chi vi da crediti che sono subito convertiti in denaro, etc.

Ma insomma la questione è così.

Se poi non sapete dove recuperare i certificati unici ecco come fare:

  1. Andate sul sito di agenzia delle entrate
  2. Area riservata e accesso con SPID
  3. Entrate nel cassetto fiscale
  4. Cercate sotto certificazione e scaricate i documenti

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Sull'autore

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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