La legge del sovraindebitamento nasce per affrontare un problema sempre più diffuso: quando ci si trova con un accumulo di debiti tale da non riuscire più ripagarli.
Ma perché succede?
Beh, i debiti sono un po’ come le patatine fritte. Finché il pacchetto è chiuso non le mangi, anche se hai la tentazione. Poi però il desiderio ha la meglio, lo apri e ti auto prometti “solo un paio”… come finisce? Sacchetto vuoto e tanto senso di colpa.
C’è una grande differenza tra le due cose. Se mangi le patatine ogni tanto al massimo potrebbe venirti il mal di pancia, con i debiti ti rovini l’esistenza.
Si tratta di una questione così complessa da essere normata dall’alba dei tempi.
Sotto l’impero romano (e oltre) chi non poteva ripagare i prestiti diventava uno schiavo.
Oggi va meglio e anzi, esiste una normativa apposita come la legge del sovraindebitamento.

In questi anni ho parlato molto spesso del grave problema del fare debito.
Nel corso del tempo sono diventato meno duro sulla questione ma ho sempre rimarcato una cosa: è pericoloso.
Quando si decide di chiedere un finanziamento per l’auto, di rateizzare l’acquisto, di installare un app buy now pay later o di richiedere una carta di credito si cammina sul filo del rasoio.
Da una parte si ha a disposizione uno strumento potentissimo che permette di:
- Posticipare gli acquisti (spesso a tasso zero)
- Utilizzare il cashflow in maniera più intelligente e redditizia
- Ottenere bonus e cashback
- Migliorare il proprio credit score
Dall’altra parte, quella invero più comune, si rischia di diventare vittima dei propri desideri.
La possibilità di posticipare il pagamento dei propri “vizi” fa credere alla nostra capoccetta di avere più soldi. Questo non è vero, ma comunque si tende a spendere di più. La razionalità si perde e chi si poteva permettersi un pandino ora pensa a comprarsi una BMW.
Immaginate ora questo concetto e applicato nel tempo ripetutamente. Costanti acquisti, finanziamenti e fidi fino a sovraindebitarsi.
Ad un certo punto la bolla scoppia. C’è chi l’anticipa e prova un piano di rientro utilizzando una tecnica a scelta tra la Snowball Effect o la Debt Avalanche in altri casi o non si ha coscienza della cosa o bisogna ricorrere a strumenti d’aiuto esterni.
La legge del sovraindebitamento, appunto.
LEGGE DEL SOVRAINDEBITAMENTO COME FUNZIONA
Questa legge è attiva dal 2012 ed è spesso nota come legge anti suicidi ed offre un percorso legale e strutturato per gestire i debiti accumulati, prevede un piano di rientro realistico e che considera le risorse disponibili per chi ne chiede l’attivazione.
ln Italia purtroppo il fenomeno del sovraindebitamento è in crescita: diversi studi stimano che 1 milione di persone siano in una cronica situazione di sovraindebitamento, con altre 2 milioni che pagano con ritardo significativo.
È un problema risolvibile in diverse maniere e cui la legge 3 2012 sul sovraindebitamento si inserisce per prevenire conseguenze sociali gravi, (come i “suicidi per debiti”) dando in mano uno strumento per poter avere una seconda chance.
Ma cosa succede davvero per chi vuole sfruttare la legge?
1. VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE E REQUISITI
Il percorso inizia verificando di rientrare tra i destinatari delle legge sul sovraindebitamento (cioè privato, imprenditore minore, professionista, artigiano ecc.) e soprattutto se si è meritevole.
Se si è causata la crisi con dolo o colpa grave si è esclusi.
Allo stesso modo serve poter documentare redditi, il patrimonio e avere una lista dei debiti in modo trasparente e completo. Se si hanno redditi “in nero” si è automaticamente esclusi in quanto non si ha modo di fare un piano di rientro coerente.
Chi ad esempio debiti in modo completo e trasparente.
2. SCELTA E CONTATTO DELL’ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI (OCC)
Per avviare la pratica del sovraindebitamento bisogna affidarsi ad un OCC, cioè Organismo di Composizione della Crisi, un ente terzo e iscritto in un apposito registro del Ministero della Giustizia che assiste i soggetti sovraindebitati.
L’OCC controllerà i requisiti e nominerà il gestore della crisi accompagnado il debitore in tutto l’iter.
3. PREPARAZIONE E DEPOSITO DELL’ISTANZA DI AVVIO
A questo punto si compilano i moduli dell’istanza che sono diversi a seconda del debitore e si allegano i vari documenti burocratici come quelli anagrafici e reddituali, si pagano le spese dell’OCC e quindi quest ultimo trasmette l’istanza via PEC.
4. RACCOLTA DATI E PIANO DI RIENTRO DEBITI
Il Gestore della Crisi a questo punto verifica le informazioni ricevute e ricotruisce la posizione dell’indebitato con l’aiuto di un avvocato.
Fa questo anche tramite l’accesso a banche dati (come quella del CRIF) e valuta la soluzione più adatta tra ristrutturazione, accordo/concordato minore o liquidazione controllata.
A questo punto la palla passa di nuovo all’OCC che redige un piano di rientro: chi pagare prima, con chi tentare un accordo, come pagare e in quanto tempo e così via.
La relazione è particolarmente attenta a dati e studi di fattibilità. In questo il debitore si mette nelle mani dell’OCC.
5. FASE GIUDIZIALE, VALUTAZIONE E DECISIONE
A questo punto si passa in tribunale dove l’avvocato deposita il ricorso con la proposta di rientro e la relazione del punto 4. Il tribunale farà la sua solita procedura in cui nomina giudice, fissa udienza e bla bla bla.
Un punto importante è che può disporre la sospensione o inibizione delle esecuzioni, cioè i debiti rimangono in standby fino alla decisione del giudice.
In tribunale il giudice procede a valutare il ricorso, omologa il piano o l’accordo oppure decide di procedere alla liquidazione nominando un liquidatore. In alcuni casi critici può anche rinviare l’udienza o chiedere nuove integrazione.
Insomma, decide il da farsi.
6. ESECUZIONE, ADEMPTIMENTI E ESDEBITAZIONE
A questo punto tocca fare. Il debitore deve eseguire il piano sotto la vigilanza del gestore e del liquidatore come da accordi.
In caso inadempienze gravi queste possono determinare la revoca o la risoluzione del piano. Se invece va tutto filato si procede con il piano.
In alcuni casi il debitore può ottenere l’esdebitazione dei debiti residui, cioè liberando il debitore meritevole dei debiti inesegibili.
COSTI DEL PROCEDIMENTO DI SOVRAINDEBITAMENTO
Tutto il processo non è aggratis in quanto sono dovuti i compensi all’OCC e i costi dela fase giudiziale. Lavorando però con dei professionisti si possono ottenere forti sconti sul debito da pagare grazie all’intermediazione.
CONCLUSIONI SUL SOVRAINDEBITAMENTO
I debiti non sono roba da poco e si accumulano nel tempo ad una velocità costante.
A livello personale la tentazione degli acquisti compulsivi, soprattutto per alcuni tipi di persone, può essere fatale nel costruire un futuro finanziario sereno.
Il mio consiglio è sempre che prevenire un problema sia sempre meglio di risolverlo.
Potete agire in anticipo rifiutando spese in utili a prestito e comprendo il funzionamento dei sistemi di finanziamento ma, nel caso sia troppo tardi, grazie alla legge sul sovraindebitamento avete anche uno strumento per risolvere questioni debitorie con l’ausilio di professionisti.
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