L’indipendenza finanziaria fa pensare subito a yacht, ville e conti in Svizzera o a dei frugali risparmiatori alla ricerca del mitologico FIRE.
Per il grande Morgan Housel, l’autore de La Psicologia dei Soldi il discorso è diverso: non è una destinazione ma una scala di 15 gradini. Ogni piccolo risparmio in più ti fa salire di un po’ ed ogni gradino cambia la qualità della tua vita.

Essere benestante ed essere ricco secondo Morgan Housel
Gran parte dell’articolo è ripresa da un capitolo dell’ultimo libro di Morgan Housel: L’arte di spendere i soldi. Un testo decisamente migliore del precedente Come Sempre e che indaga sul rapporto tra denaro, status e felicità.
In sintesi estrema Housel differenzia tra l’essere ricco e l’essere benestante.
Ricco = hai abbastanza soldi per comprarti quello che vuoi
Benestante = hai il controllo sull'effetto che quei soldi hanno su di te
Essere ricchi vuole dire avere tanti soldi ma farsi manovrare dal denaro.
È il classico caso di chi si compra la macchina nuova e poi passa una Ferrari per strada e si sente uno sfigato, quindi progetta la sua vita per comprarsi quella Ferrari fino a che… scopre il garage di uno sceicco arabo ed è di nuovo triste.
Insomma pensi di volere più soldi per vivere meglio, ma in realtà sono i soldi a muoverti come una marionetta, spingendoti verso obiettivi che magari non ti piacciono nemmeno.
Essere benestanti invece vuol dire avere il controllo del denaro, senza esserne vittima, il problema è sapere prima cosa ti rende felice e poi usarli per realizzare quella felicità.
Se eri già soddisfatto di te stesso, il denaro diventa uno strumento che migliora le cose. Se non lo eri, i soldi prendono il controllo e ti impongono desideri che non sono tuoi ma della società.
Basandosi su questa filosofia di base Morgan Housel sviluppa la sua scala dell’indipendenza economica in 15 gradini.
I livelli di indipendenza finanziaria secondo Housel
Il fondo della scala è brutto brutto. Così tanto da far ideare a Housel anche un punto 0.
Qui sei totalmente dipendente da sconosciuti che ti finanziano senza alcun interesse personale: pensa ad un clochard oppure ai CEO di aziende zombie che mendicano salvataggi governativi. Non hai nessun controllo sulla tua vita e sei in balia del mondo, il quale sa essere particolarmente crudele.
La dipendenza totale: livelli 1 e 2
Quando sali al livello 1 le cose migliorano appena in quanto dipendi da chi ti vuole bene davvero. L’esempio banale è un adolescente oppure degli amici che ti fanno prestiti sapendo che non li ridarai indietro.
Al livello 2 almeno lavori e produci una qualche forma di utile.
Pensa ad uno studente universitario: magari ha un lavoretto part time con cui si paga le uscite o la spesa. Hai un po’ di indipendenza ma senza il contributo dei genitori non avresti il riscaldamento in casa… e forse la casa stessa!
Nella vita non esiste la marcia folle (un neutro) quindi le decisioni degli altri possono cambiare da un momento all’altro. E tu stai là, appeso, invece di cominciare a gestire attivamente le tue finanze.
L’indipendenza apparente: livelli 3-4
Il livello 3 è una trappola psicologica. Ti sembra di essere indipendente perché le bollette le paghi tu però sei dipendente dal tuo capo il quale decide le tue giornate e il tuo futuro. Se ti licenzia son cazzi.
Milioni di persone e aziende stanno qui: tecnicamente autosufficienti, praticamente vulnerabili come cristallo.
Al livello 4 c’è bel salto. Hai messo da parte abbastanza per gestire i problemi ordinari. Se hai una visita medica straordinaria puoi pagarla, se arriva il conguaglio ti incazzi un po’ con l’amministratrice ma i soldi li hai. È il primo momento in cui senti che avere qualche soldo da parte regala un pezzetto di libertà.
Il cuscinetto che ti salva la vita: livelli 5-6
Il livello 5 è il fondo di emergenza vero e proprio. Quasi tutti i grossi problemi (caldaia, auto rotta o altre n cose) possono essere affrontati senza richiedere prestiti o sudare freddo. Dipendi sempre dal tuo stipendio per arrivare a fine mese ma hai un paracadute per gli imprevisti.
Al livello 6 stai cominciando a tenere in mano le redini della tua vita: metti qualcosa da parte sul fondo pensione o non sfori mai con la carta di credito.
Certo non sei libero, dipendi comunque dal lavoro, ma intravedi un futuro più roseo e dormi bene la notte senza pilloline. Sei ottimista, cazzo!
La libertà di dire basta: livello 7
Questo è il gradino che Morgan Housel considera un obiettivo di indipendenza finanziaria realistico per la maggior parte delle persone.
A questo punto hai ancora un lavoro dipendente, ma possiedi la libertà e le competenze per poter dire: “Questa è una società di merda, vado a lavorare da un’altra parte”.
Hai delle competenze spendibili, contatti e risparmi sufficienti per licenziarti quando vuoi e prendere tempo per trovare qualcosa di meglio.
In poche parole Fuck You Money come lo intendo io ed è una scelta che ho preso più volte nella vita. Non servono centinaia di migliaia di euro, questi sono solo trigger mentali perchè ti caghi addosso, basta avere 6 mesi di spese coperte per trovare un futuro migliore.
L’indipendenza mentale e la trappola del debito: livelli 8-9
Al livello 8 ti senti abbastanza a tuo agio nel tuo status da non sentire il bisogno di tirartela con gli estranei. Se gli altri comprano roba costosa per mostrare il loro status a te non te ne frega nulla.
Se al gradino 7 hai assaggiato un po’ di indipendenza finanziaria qui stai scoprendo l’indipendenza intellettuale: stai scoprendo che ti basti e non sei più vincolato dalla schiavitù dell’apparenza. Non cadi più nell’effetto Diderot, quel pirla di un illuminista.
Il livello 9 riguarda i debiti e la scelta di evitare l’indebitamento (dal finanziamento auto al mutuo sulla casa). I debiti non sono solo una preoccupazione mensile ma diventano un ostacolo mentale a raggiungere la vera indipendenza finanziaria: se hai da pagare un mutuo della casa non mollerai il lavoro perché hai paura di non poterlo ripagare in futuro.
Più debiti hai meno puoi essere libero. I debiti sono catene.
Il vero switch mentale avviene quando per comprare qualcosa cambi la domanda da Qual è il tasso d’interesse? a Quanta indipendenza mi costerà?
La vera indipendenza finanziaria: livelli 10-12
Al livello 10 stai na bomba: hai risparmi liquidi sufficienti per un anno o più in caso di emergenza o recessione economica (leggi: licenziamento). Si tratta della prima vera fase definibile come indipendenza finanziaria in cui puoi dire “no” a quasi tutte le condizioni.
Il livello 11 introduce i redditi passivi come interessi e dividendi (anche se non è una strategia vincente) coprono una parte significativa delle tue spese.
Lavori, ma il portafoglio di investimenti ti permette di ridurre gli stress più comuni.
Una cosa su cui pone l’attenzione Housel è che si arriva a questa condizione grazie a uno stile di vita attento e un portafoglio generoso. Da una parte si evita il lifestyle inflation dall’altra si capitalizzano i PAC ricorrenti fatti costantemente nel corso degli anni.
Il lusso supremo: livelli 13-15
Dal livello 13 in poi si entra nel territorio dell’abbondanza. Gli investimenti non coprono solo le spese primarie ma garantiscono uno stile di vita pieno e puoi persino aiutare la tua famiglia o fare beneficenza. Il rischio è quello di cambiare troppo lo stile di vita, spendere più delle entrate e finire a fare debito o vendere asset nel portafoglio per mantenere uno stile di vita eccessivo.
Il livello 14 è la libertà di dire e fare quello che ti va, senza curarti della disapprovazione degli altri, perché non hai bisogno dei loro soldi. Housel però aggiunge che gentilezza e civiltà sono qualità importanti quindi invece di dire “vaffanculo” è meglio rispondere con un “no grazie, non mi interessa”. Al netto che alcuni un grande vaffanculo se lo meritano alla grande.
Il livello 15 è la fine della scalinata. Ti svegli ogni mattina e puoi passare la giornata a fare quello che vuoi, con chi vuoi, per quanto tempo vuoi. Hai sbloccato un livello di libertà che il 99,99% degli esseri umani di tutti i tempi non ha mai sperimentato.
Il rischio qua è di dimenticarsi di quanto sei fortunato.
Conclusioni sull’indipendenza finanziaria per Housel
Nel leggere questi scalini dell’ultimo libro di Housel ho avuto un’epifania. Mi sono reso conto di aver sempre pensato cose di questo tipo, anzi, più che pensarle, di averle messe in pratica.
Ho abbandonato lavori (anche da poverissimo) perché stavo male, ho posto l’accento sulla qualità invece che sui marchi, eliminato il tempo inutile per cose poco importanti e negli anni ho imparato a guardare al risparmio con un progetto di felicità futura.
Purtroppo io non so razionalizzare o scrivere bene come Housel e quindi sono quà a dirvi di leggere il suo libro libro.
Molto spesso si usa il denaro come soluzione, ci si perde in calcoli inutili e in progettualità che sono poco più di fantasie.
La realtà è molto più complessa di un foglio excel e trovare un equilibrio interiore è un lavoro più tosto di qualche riga di calcolo su python. Impara a conoscerti prima di prendere decisioni.
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