Quando si parla di inflazione dell’euro o del dollaro, di deprezzamento della moneta, del ruolo dei contanti o della diminuzione del potere di acquisto di un cittadino appare spesso una certa infografica, questa:

Cosa dice? Che il potere d’acquisto del dollaro è diminuito nell’ultimo secolo a causa di inflazione e del pompaggio di moneta nel sistema finanziario.
L’infografica spiega questa cosa in una maniera abbastanza intuitiva incrociando quante unità di beni di consumo si comprano con la stessa banconota, un dollaro. in varie date e confrontandone il potere d’acquisto. Un dollaro del 1913 ad esempio varebbe quanto 26,14 dollari di oggi perché permetteva di acquisire 30 tavolette di cioccolato Hershey’s.
Lo stesso discorso si potrebbe fare con l’euro. Essendo una moneta giovane non si ha una statistica ricca come quella dei dollari.
Se prendessimo la “cara” lira come riferimento però si avrebbe un effetto simile:
Nel 1939, 1000 lire al mese erano un notevole stipendio mensile, quando ero piccolo io ci compravi 10 goleador. Ottimo pasto eh ma forse non sufficiente per campare.
Il punto però di questo discorso è un altro. Questi dati, queste infografiche e questi confronti sono usati per un certo tipo di narrazione finanziaria:
- Quelli che si oppongono all’intervento nell’economia delle banche centrali come gli ultra liberisti
- Per mettere paura agli investitori
- Vendere prodotti finanziari
- Instillare nelle persone dubbi senza senso
Serve insomma a dare forza alle frasi dei nonni “metti i soldi sotto la mattonella così stai tranquillo” o che “il cash è il migliore investimento possibile”. Due frasi che però hanno poco senso con la realtà e causano distopie come i 1500 miliardi di euro fermi nei conti correnti degli italiani.
Ci sono una serie di grandi problemi in questo approccio della considerazione della moneta.
La moneta non è un investimento (e chi lo dice ti frega)
Il primo problema di chi crede a questo tipo di narrazioni è che considera il contante, euro o dollaro o lira che sia, come una riserva di valore.
I soldi sono un mezzo di scambio. Sono degli oggetti, fatti di metalli e carta, basati un contratto sociale di mutua fiducia reciproca in cui si dice “io accetto questo mezzo di scambio per facilitare le transazioni”.
Il cash, la moneta e la liquidità perciò non sono una riserva di valore ma un mezzo di scambio.
Tutte le persone del mondo vengono pagate con la banconota del loro paese per il lavoro svolto. Questa è la retribuzione per le ore chiusi in ufficio, per la tua esperienza e conoscenza o perché hai sculato e hai trovato un posto fisso da cui non sei licenziabile nonostante tu non faccia una minchia.
Questi soldi sono fatti per comprare una serie di cose:
- Beni e servizi come un posto dove vivere, cibo, vestiti, medicine, trasporti
- Attività ricreative come i biglietti del cinema o una vacanza in Grecia
- Pagare le tasse
- Investire e pianificare il futuro
Il punto sbagliato di quella grafica è che a te vengono dati i soldi di questo anno, nel 2026, e non di quelli del 1925 o del 1960.
La moneta ti serve per scambiarla con beni oggi, non ieri.
Non te ne deve fottere un cazzo se nel 1913 ci compravi 30 barrette di cioccolato, devi capire il ruolo del contante in un piano finanziario.
Il dato storico del comprendere la diminuzione del potere d’acquisto non è una falsità ma non è una complotto, è un dato reale a cui tu, se vuoi essere un bravo gestore del tuo patrimonio, puoi rispondere solo con in un modo: investimento.
Chiaro?
Gestione della liquidità ed inflazione
Tenere i soldi contanti in tasca non è un male assoluto.
Il punto importante è per quanto tempo li tieni fermi e con quale obiettivo. E questo perché dietro le tue spalle c’è un nemico sottile, l’inflazione.
A pochi mesi l’erosione dell’inflazione è quasi irrilevante rispetto al vantaggio di avere margine di manovra, mentre tenere tutto sul conto corrente per 10 anni è un suicidio finanziario.
Volendo fare un discorso di cash management potremmo ragionare sulla liquidità in questi termini:
- Brevissimo termine: le spese ricorrenti possono essere coperte con lo stipendio o avendo un backup pari ad 1/2 mesi di spese. Fare qualsiasi tipo di investimento su questo denaro è inutile perché le entrate e uscite sono continue
- Breve termine: il Fondo di emergenza cioè la liquidità per tamponare spese impreviste. Un tesoretto di circa 3-6 mesi di spese percui cercare un minimo di rendimento vicino all’indicizzazione dell’inflazione può essere intelligente. Usa strumenti ultra liquidi come un conto rendimento della liquidità (tipo BBVA), fondi monetari, conti deposito liberi, e volendo obbligazioni a breve termine.
- Medio-lungo termine: qui è il momento del progressivo spostamento verso azioni globali, obbligazioni diversificate, eventuale mattone o iniziative imprenditoriali. Scambi la volatilità per una maggiore prtezione del potere d’acquisto e anzi nell’aumento del patrimonio totale
Qui ci sarà sicuro una diatriba: e ma per comprare la macchina? E se voglio costruire l’acconto per la casa? E i soldi della vacanza?
In questo caso il dilemma è sempre tra due visioni della gestione finanziaria:
- La gestione a scatole in cui fai vari salvadanai con determinati obiettivi, li alimenti e cerchi di beccarti un po’ di rendimento con conti depositi e obbligazioni statali a scadenza certa. È una gestione psicologicamente chiara ma non tiene in conto il mutare delle esigenze (es: non compri più la casa perché ti trasferisci oppure ti si rompe prima la macchina)
- Una gestione unica: tutti i soldi fuori a liquidità e fondi di emergenza la butti su un portafoglio bilanciato con sharpe ottimizzato e una volatilità accettabile (tipo un 60/40 o un Golden Butterfly). Quando hai bisogno dei soldi vendi gli investimenti e acquisti il bene che ti serve. Uno strumento più semplice ma devi avere rigore (es: non serve per comprare le ultime scarpe) e devi superare la paura di “perdere tutto”.
Il metodo a scatole va benissimo se sei ansioso, maniaco del controllo o hai bisogno di categorizzare la vita in maniera chiara, ma la seconda è quella più efficiente.
Nel modello a scatole in sostanza stai tenendo ferma tantissima liquidità. Son soldi investiti ma… si fa per dire. I conti depositi o i fondi monetari al massimo tengono il passo dell’inflazione, non fanno quasi mai meglio.
Un migliore rendimento lo ottieni solo mettendoti sempre sul mercato e sfruttando il compounding nel tempo, cioè con il secondo modello “unico”. La paura di perdere tutto si risolve trovando un portafoglio stabile e resiliente (no VCWE & Chill) mentre la tenacia di non vendere in continuazione per spese superflue dipende da te.
Conclusione: contanti, psicologia e miti
Avere tanto contante sul conto fornisce un senso di serenità. Fa pensare di essere ricchi o semplicemente dell’essere fuori da determinati problemi.
In parte questo è vero ma solo perché guardiamo gli effetti dei problemi visibili, mentre non valutiamo un rischio che magari conosciamo ma, beh dai mica esiste, come l’inflazione. Dare retta a frasi come “tenere soldi contanti è sempre una sicurezza” o “basta evitare la borsa per stare tranquilli” fanno solo dandi, portando tante persone ad una non scelta… che è una scelta molto costosa!
Tieni sempre in mente questi punti:
- La moneta (euro o dollaro) è un mezzo di scambio, non una riserva di valore e non un investimento.
- La liquidità ha senso solo se inserita in una strategia con obiettivi e orizzonti chiara
- Il vero rischio non è solo la volatilità di mercato, ma vedere il tuo potere d’acquisto sbriciolarsi lentamente sul conto corrente.
In sintesi: usa gli euro per vivere, pagare e costruire il tuo ponte verso gli asset che ti proteggono davvero dall’inflazione.
Puoi sostenere il blog spammandomi ovunque, seguendomi su Twitter o Telegram o iscrivendoti alla Newsletter o ascoltando il Podcast. Se invece vuoi mostrare il tuo apprezzamento in altra maniera acquista su Amazon da questo link o usa i miei referral:
- ING: 4% per 12 mesi aprendo il Conto Corrente Arancio e il Conto Deposito ING, accreditando lo stipendio o ricevendo almeno 1000€ di bonifico al mese
- CREDIT AGRICOLE: fino a 300€ di Carte Regalo Amazon aprendo un nuovo conto corrente usando il codice VISA, accreditando stipendio o pensione e facendo spese con la carta da 500€ a 2000€ nei primi 60 giorni
- ISYBANK: ricevi fino a 80€ di buoni regalo Amazon. 30€ aprendo un conto e inserendo il codice GVH8Y4N0MT in “altro”, poi IsyReward, 50€ spendendo 50€ con la carta nei primi 15gg
- ING: 4% di interessi per 12 mesi se apri conto e conto deposito, accrediti stipendio o ricevi almeno un bonifico da 1000€
- BBVA: apri un conto corrente ed ottieni il 3% di rendimento sulla liquidità nonché il 3% di cashback sugli acquisti per 6 mesi
- SWITCHO: ottieni 10€ di Buono Amazon se fai un cambio di bolletta, operatore telefonico o se sfrutti uno dei servizi di Switcho!
- PRIMA ASSICURAZIONE: ricevi 50€ di sconto sull’assicurazione auto e moto
- E-ON: ottieni le migliori tariffe sulle bollette luce e gas e la migliore offerta sul mercato cliccando qui



Comments