Chiunque è appassionato di investimenti prima o poi si imbatte nel portafoglio 60/40.

È forse la strategia di allocazione più citata nella storia della finanza moderna: 60% investito in azioni e 40% in obbligazioni. Semplice, immediata, e per decenni considerata la soluzione ideale per chi vuole crescita senza troppa volatilità.

Ma funziona davvero? E soprattutto, funziona ancora oggi? In questo articolo lo analizziamo con dati reali, simulando un PAC da 500 euro al mese con ribilanciamento annuale, e guardando cosa è successo negli ultimi 15 anni.

Origini e storia del portafoglio 60/40

Pur non si sappia chi l’ha inventato il concetto di portafoglio bilanciato 60/40 affonda le radici nella Moderna Teoria del Portafoglio, formulata dall’economista Harry Markowitz nel 1952. Markowitz dimostrò matematicamente che diversificare tra asset con bassa correlazione riduce il rischio complessivo senza sacrificare proporzionalmente il rendimento: il principio fondamentale della frontiera efficiente.

Negli anni successivi, con la crescita dei fondi pensione e delle grandi istituzioni finanziarie americane, il 60/40 si affermò come lo standard per la gestione patrimoniale. Non è un caso oggi sia uno dei portafogli standard dei Vanguard Lifestrategy o dei fondi pensione integrativi come Allianz Insieme o Amundi SecondaPensione.

Era pensato per un investitore di medio profilo, né troppo aggressivo né troppo conservativo, con un orizzonte temporale di medio-lungo termine e la necessità di proteggere il capitale durante i ribassi di mercato.

L’idea di fondo è che le azioni (60%) forniscono il motore di crescita mentre le obbligazioni (40%) fungonoo da ammortizzatore nei momenti di crisi, spesso muovendosi in direzione opposta rispetto ai mercati azionari.

Per decenni, dagli anni ’80 fino ai primi anni 2000, questa strategia ha funzionato magnificamente, grazie anche a un lungo ciclo di calo dei tassi d’interesse che ha gonfiato i prezzi obbligazionari. 

Il 2022 ha però posto una domanda scomoda: cosa succede quando azioni e obbligazioni scendono insieme? Vedremo che i dati offrono una risposta articolata

La simulazione del 60/40: 500€/mese per 15 anni

Per questa analisi abbiamo costruito un portafoglio 60/40 su Wallible, composto da ETF che replicano indici azionari globali (60%) e obbligazionari (40%), con un PAC mensile da 500 euro e ribilanciamento annuale. 

Il periodo analizzato copre circa 15 anni, dal 2010 al 2026.

Il ribilanciamento annuale è una scelta deliberata: ogni anno il portafoglio viene riportato alle proporzioni originali (60% azioni / 40% obbligazioni), o vendendo la componente cresciuta di più e acquistando quella rimasta indietro o facendo un PIC per riequilibrare le percentuali. Abbiamo scelto la prima ipotesi, è importante però sapere che questo è uno dei fattori chiave che differenzia un investitore strutturato da un dilettante. 

rendimento portafoglio 60/40 medio periodo
Evoluzione del valore netto del portafoglio vs investimento cumulato (PAC 500 €/mese, 2010–2026). Fonte: Wallible

In 15 anni su un investimento totale di 97.500 euro versati nel tempo, il portafoglio ha raggiunto un valore netto di 181.927 euro, generando un Profit/Loss di circa 84.427 euro. In altri termini, ogni euro investito si è trasformato in quasi due euro.

Il rendimento nel tempo di un 60/40

Guardare il rendimento assoluto è importante, ma per capire davvero la qualità di un investimento bisogna ragionare in termini composti e annualizzati.

pac portafoglio 60/40 medio periodo
Fig. 2 — Rendimento Composto Continuo del portafoglio 60/40. Fonte: Wallible.

Il grafico del Rendimento Composto Continuo mostra una crescita costante con alcune interruzioni significative, in particolare attorno al 2022, l’anno in cui l’inflazione galoppante ha colpito simultaneamente azioni e obbligazioni.

Un CAGR dell’8,4% su 15 anni rappresenta un rendimento solido per un portafoglio moderato. Il TIR al 7,3%, che tiene conto della tempistica effettiva dei versamenti mensili, è la misura più realistica del rendimento ottenuto da chi ha investito gradualmente nel tempo.

Efficienza: quanto rendimento per ogni unità di rischio?

Un grande errore è quello di considerare solo il rendimento del portafoglio: bisogna capire quanto rischio è stato assunto per ottenerlo. Qui entrano in gioco due indicatori fondamentali.

Lo Sharpe Ratio misura il rendimento in eccesso rispetto al tasso privo di rischio, diviso per la volatilità totale. Il Sortino Ratio è simile, ma penalizza solo la volatilità negativa (le perdite), ignorando quella positiva. Un valore superiore a 1 è considerato buono.

rischio portafoglio 60/40 sortino e sharpe ratio
Sharpe Ratio, Sortino Ratio e rendimento per periodo. Fonte: Wallible.

Il Sortino Ratio sopra 1 indica che il portafoglio ha gestito bene le perdite: il rendimento è stato sufficientemente elevato da compensare i momenti di ribasso. Il rendimento a 3 anni (30,4%) evidenzia una buona ripresa dopo il difficile 2022.

Drawdown: quanto si è perso nei momenti peggiori?

Il drawdown misura la perdita massima dal picco al minimo del portafoglio.

È la statistica più temuta dagli investitori perché è quella che rischia di far saltare i piani e fa salire la paura.

max drawdown portafoglio 60/40
Drawdown storico e fattori di rischio del portafoglio 60/40. Fonte: Wallible.

Il massimo drawdown del -25,6% si è verificato durante la crisi del 2022, il periodo peggiore per questo portafoglio in quanto l’aumento aggressivo dei tassi da parte delle banche centrali ha penalizzato sia le azioni che le obbligazioni.

Il Recovery Factor di 5,44 indica che il portafoglio ha guadagnato 5,44 volte la perdita massima subita: un segnale che, nonostante le fasi difficili, la strategia ha dimostrato una buona capacità di recupero. L’Ulcer Index, che misura la qualità del rendimento rispetto ai periodi di stress, conferma che la gestione del rischio è stata complessivamente efficace.

La correlazione tra azioni e obbligazioni

Uno dei pilastri teorici del portafoglio 60/40 è la bassa correlazione tra azioni e obbligazioni: quando le azioni scendono, le obbligazioni tendenzialmente reggono o salgono, e viceversa. Ma è ancora così nel periodo analizzato?

Cos'è un portafoglio 60/40 e come funziona? - Finanza Cafona
Matrice di correlazione tra la componente azionaria e quella obbligazionaria. Fonte: Wallible.

Una correlazione di 0,02 significa che, mediamente, le due asset class si sono mosse in modo quasi del tutto indipendente nel corso dei 15 anni. Questo conferma il razionale della diversificazione: avere entrambe le componenti riduce la volatilità complessiva rispetto a un portafoglio interamente azionario.

È importante precisare che nel 2022 questa correlazione si è temporaneamente invertita azioni e obbligazioni sono scese insieme, ma guardando all’intero orizzonte temporale, il beneficio della decorrelazione si è comunque mantenuto.

Performance attesa e frontiera efficiente

Fin qui abbiamo guardato al passato. Ma dove si posiziona questo portafoglio rispetto alle possibilità offerte dal mercato? La Moderna Teoria del Portafoglio ci mette a disposizione uno strumento prezioso: la frontiera efficiente.

La frontiera efficiente rappresenta l’insieme di tutti i portafogli che offrono il massimo rendimento atteso per ogni livello di rischio (o, equivalentemente, il minimo rischio per ogni livello di rendimento atteso). I portafogli che si trovano sulla frontiera sono detti ‘efficienti’; quelli al di sotto sono subottimali.

frontiera efficiente portafoglio 60/40
Fig. 6 — Performance attesa e posizionamento del portafoglio 60/40 sulla frontiera efficiente. Fonte: Wallible.

Il punto arancione sul grafico rappresenta il nostro portafoglio 60/40, collocato nella zona di minima volatilità della frontiera efficiente. In pratica, si tratta di una delle combinazioni più efficienti possibili con questi asset: difficile fare molto meglio in termini di rischio/rendimento senza modificare sostanzialmente l’allocazione e assumersi maggiore rischio aumentando l’esposizione sul mercato azionario.

Il VaR (Value at Risk) al 95% di -6,6% significa che, nell’1 anno su 20 più sfavorevole, ci si aspetta una perdita annuale non superiore al 6,6%. Al 99% (il peggior anno su 100) la perdita stimata è al massimo del 13,5%. Numeri che confermano il profilo moderato del portafoglio.

Confronto con il benchmark: portaoglio 60/40 vs S&P 500

La domanda che molti si fanno è: “Vabbè, ma non sarebbe stato meglio investire tutto in azionario?”. Guardiamo i dati del confronto con lo SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY), il benchmark più usato per l’azionario americano.

Fig. 7 — Confronto rendimento composto: portafoglio 60/40 vs SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY). Fonte: Wallible.

L’S&P 500 ha sovraperformato significativamente il portafoglio 60/40 in questo periodo: quasi 2,5 volte in più in termini di rendimento cumulato. Ma questo confronto va letto con attenzione.

L’S&P 500 è un indice puramente azionario, con una volatilità e un drawdown molto più elevati per la maggior parte degli investitori.

Il 60/40 ha offerto un profilo di rischio significativamente più contenuto: drawdown massimo del -25,6% contro circa -34% dell’S&P 500 durante il crash del 2022. La scelta tra i due dipende dall’orizzonte temporale, dalla tolleranza al rischio e, aspetto spesso sottovalutato, dalla capacità di reggere emotivamente alle perdite senza vendere nel momento peggiore.

Per molti investitori, un portafoglio che perde “solo” il 25% in un anno difficile è più sostenibile di uno che ne perde il 34%, perché riduce la probabilità di prendere decisioni sbagliate sotto stress.

FAQs sul portafoglio 60/40

Quali servizi finanziari propongono portafogli 60/40 personalizzati?

Il 60/40 è diventato il portafoglio base per qualsiasi prodotto finanziario quindi è molto facile trovarlo. Lo trovi ad esempio in prodotti come i Lifestrategy di Vanguard o il fondo pensione integrativo, altrimenti puoi costruirlo da solo con degli ETF.

Come posso investire in un portafoglio 60/40 tramite app italiane?

Ti basa avere accesso ad un broker come Directa, Trade Republic, Fineco o altro, scegliere gli etf più idonei e fare acquisti ricorrenti rispettando le percentuali del portafoglio 60/40.

Quali sono i vantaggi di un portafoglio 60/40?

I vantaggio di un portafoglio 60/40 sono la semplicità di gestione, la forte resilienza dimostrata da 100 anni di test, buoni rendimenti e la possibilità di essere facilmente implementato con altre asset allocation come commodity e oro.

Cos’è un portafoglio 60/40?

Un portafoglio 60/40 è una distribuzione delle asset class basilare: 60% in azioni, 40% in obbligazioni. L’idea di fondo è che le azioni (60%) forniscono il motore di crescita mentre le obbligazioni (40%) fungono da ammortizzatore nei momenti di crisi, spesso muovendosi in direzione opposta rispetto ai mercati azionari. Anche in periodi di forte stress, come il 2022, il portafoglio ha dimostrato di essere resiliente ai mercati e buoni rendimenti aggiustati al basso rischio.

Perché il 60/40 è chiamato Lazy Portfolio?

Con il termine lazy portfolio si intendono i portafogli pigri. Si intende quelli con un rendimento “minore” ma con meno rischi, facili da gestire e settare automaticamente e che non necessitano di molta manutenzione o gestione attiva. Il portafoglio 60/40 è il permetto esempio di questa filosofia.

Conclusione: Il 60/40 ha ancora senso nel 2026?

I dati parlano chiaro: su un orizzonte di 15 anni, il portafoglio 60/40 ha quasi raddoppiato il capitale investito, con un CAGR dell’8,4%, un drawdown contenuto e un buon livello di efficienza rischio/rendimento. Non è il portafoglio che ha reso di più, l’azionario puro lo batte sul rendimento assoluto, ma rimane una strategia solida, disciplinata e adatta a chi cerca un equilibrio tra crescita e protezione.

Il 2022 ha dimostrato che il 60/40 non è immune da perdite significative, soprattutto in un contesto di inflazione alta e rialzo dei tassi. Ma ha anche dimostrato di saper recuperare bene.

La vera forza di questo approccio non è la formula in sé, ma la disciplina che impone: versare regolarmente, ribilanciare con metodo, non farsi travolgere dalla volatilità di breve periodo. Sono questi i comportamenti che, nel tempo, fanno la differenza tra un investitore che accumula ricchezza e uno che insegue il mercato senza mai raggiungerlo.

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Disclaimer

Le immagini inserite in questo articolo hanno scopo puramente illustrativo e mostrano esempi di gestione strutturata del portafoglio realizzati tramite la piattaforma Wallible. Non costituiscono raccomandazioni di investimento, né rappresentano risultati futuri garantiti. Le simulazioni e gli esempi presentati hanno finalità esclusivamente informative ed educative: ogni decisione di investimento resta sotto la piena responsabilità dell’investitore. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di investire, valuta attentamente il tuo profilo di rischio e, se necessario, consulta un consulente finanziario indipendente.

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