Frequento sempre con interesse quelle community che parlano di voli gratis, raccolte punti con piani membership e trucchi per farsi delle vacanze a scrocco.
Hanno quel fascino particolare e per noi taccagni hanno un po’ quell’effetto d’attrazione simile ai pezzi di ferro con le calamite.
Ma convengono davvero?

Revolut e la funzione spiccioli: un trucco poco trucco
Tra le community che seguo c’è quella di Chilosa – Flights, Miles & Complaints su Facebook, che è molto critica su tutta l’industria degli influencer di voli e delle raccolte punti.
La sua analisi parte da un concetto concreto: voi non viaggiate gratis ma convertite dei punti accumulati a fatica e spendibili in beni “reali” come soldi (scontare il canone American Express) o in buoni Amazon. Il primo punto è che quindi rinunciate a quei soldi. Chiaro, lo fate per ottenere qualcosa di meglio, ma ci riuscite sempre sempre?
Il secondo punto è come avviene l’accumulo di questi punti.
L’esempio di Chilosa è quello della funzione spiccioli di Revolut: ogni volta che paghi qualcosa, l’app arrotonda l’importo all’euro successivo e usa la differenza per comprarti dei Revpoints.
Paghi il caffè 1,10€, Revolut arrotonda a 2€ e tu ottieni 45 Revpoints.
Problema: quei 0,90€ li stai pagando tu. Non te li regala nessuno.
Fai il caffè 10 volte: hai speso 9€ in più. Hai 450 Revpoints.
Fai il caffè 100 volte: hai speso 90€ in più. Hai 4.500 Revpoints.
Quei revpoints possono essere convertiti in miglia aeree delle compagnie, utili per viaggiare gratis. Il problema è che spesso quelle miglia possono essere comprate direttamente sul sito della compagnia con un prezzo tra i 50-70€, meno della cifra accumulata con la funzione spiccioli.
Perché le raccolte punti fanno spesso schifo (numeri alla mano)
Chilosa non fa una critica specifica a Revolut o a Mastercard o a chi preme su questi meccanismi (no anzi, questo lo dice spesso). Funziona lo stesso per gli sconti su booking: ci sono mille modi per accumulare punti ma alla fine il metodo migliore è prenotare sull’app di booking.
Sono aziende. Ci sta lo facciano.
Il punto è essere coscienti di cosa sta succedendo e alla fine della fiera le raccolte punti, carte di credito, app bancarie o programmi fedeltà della grande distribuzione, condividono tutti la stessa struttura di base: sembrano un regalo, ma sei tu che paghi.
Ecco i motivi principali per cui raramente convengono davvero.
1. Il costo nascosto dell’abbonamento
Con Revolut il problema è visibile. Non accumuli gli stessi punti per tutti i piani e se hai un piano più caro, come il Metal e Ultra che costano da 9,99€ a 55€ al mese, ottieni più punti usando la carta di debito per i pagamenti.
Se però non ottieni almeno 11.000 Revpoints al mese (il metal ottiene 1 revpoint ogni 2€ spesi) non conviene. Stai pagando soldi extra intilmente.
Lo stesso vale per le Amex: se hai una carta con canone annuo di 100€, che ti dà 1 punto ogni euro speso, devi capire esattamente quanto valgono quei punti prima di esultare.
Spesso il canone non si ripaga mai.
2. I moltiplicatori sono una trappola psicologica
Per accelerare l’accumulo esistono i moltiplicatori.
Un esempio è “oggi x20 su Emirates!”. Prenoti un volo e ottieni ogni 100€ spesi 2000 punti + n punti per ogni euro speso a seconda del piano a disposizione.
Tu corri a prenotare il volo, anche se magari ti conveniva un’altra compagnia o un altro momento. I moltiplicatori sfruttano l’urgenza. Durando poche ore, condizionano le scelte d’acquisto. Finirai per ottimizzare i punti, non il portafoglio.
3. Il costo reale non viene mai calcolato
Nei gruppi Facebook o Telegram dedicati ai punti e miglia, le persone postano screenshot con “ho preso 10.000 punti in un colpo solo!” , ma non dicono mai quanti mesi di abbonamento hanno pagato, quanto hanno speso in totale e quanti punti hanno accumulato nel periodo.
Solo il total cost of ownership dice la verità, non il becero survivorship bias di un gruppo.
4. Le carte fedeltà della grande distribuzione sono ancora peggio
Il tema delle carte fedeltà dei supermercati è complesso e lo abbiamo sviscerato in una puntata di Too Big To Fail
Questo mercato di punti forse è meglio dei revpoint o dei membership point.
Con le carte fedeltà del supermercato, della farmacia o della libreria, spendi decine o centinaia di euro per guadagnare buoni sconto da 5€ o gadget che non hai chiesto, almeno con le carte hai una certa varietà di scelta.
5. Il tempo che ci dedichi vale qualcosa
Monitorare i moltiplicatori, confrontare i programmi, capire come si convertono i punti, fare i calcoli… tutto questo richiede tempo. E il tempo ha un valore.
Se passi 10 ore a ottimizzare l’accumulo di punti o il viaggio migliore sul sito di una compagnia per risparmiare 20€ hai lavorato per 2€/ora. Sarà più piacevole di fare gli straordinari ma cacchio, fai quelli!
Quando invece le raccolte punti possono avere senso
Attenzione: non sto dicendo che i programmi fedeltà siano tutti da buttare.
Come vale per altre cose della finanza persona alcune cose funzionano per alcuni e per altri no. Bisogna capire in che lato si è.
1. Quando spendi già tanto e non cambi abitudini
Se hai spese elevate, paghi i fornitori con carta e hai flussi di cassa importanti o sei l’intermediario per una mole notevole di acquisti i punti arrivano come conseguenza di spese obbligatorie.
Il rapporto costo/beneficio può essere davvero positivo. Si tratta di casi particolari ma esistono.
2. Quando usi il programma fedeltà di un brand che ami davvero
Se viaggi sempre con la stessa compagnia per lavoro, accumuli miglia in modo organico e le usi per avere un vantaggio nella tua vita come upgrade beh, il programma fedeltà diventa uno strumento sensato. Un esempio è la carta Amex di Italo, se viaggi tanto in treno ti permette di risparmiare, accumulare punti più velocemente e ottenere una serie di benefit molto utili come la lounge o l’upgrade di carrozza.
Il punto è non diventare succubi del meccanismo dei punti: usi un servizio e ne estrai più vantaggi possibili.
3. Quando il canone si ripaga con i benefit accessori
Prima con Revolut son stato cattivo. Per i piani metal e ultra paghi un canone è vero ma oltre all’accumulo dei punti ottieni anche una serie di benefit come assicurazioni, lounge aeroportuali, piattaforme free incluse e molto altro.
Vale il discorso fatto per la carta Klarna: nel complesso di alcune abitudini specifiche può essere davvero uno strumento vantaggioso e va considerato nel suo complesso.
4. Quando fai acquisti concentrati e pianificati
La cosa vera è anticipare le spese sfruttando fino al midollo questi strumenti finanziari.
Se sai di dover spendere 5.000€ al mese per i prossimi 3 mes, allora ha senso fare un upgrade di piani per quel periodo. Mantenerlo come stile di vita permanente conviene a pochi.
5. Quando il programma è semplice e gratuito
Le migliori raccolte punti sono quelle dove non paghi nulla, usi il servizio comunque e accumuli come bonus. Tutto l’extra raccolto è un guadagno.
Vale per la carta italo più, per quelle dei supermercati, un sito di cashback o per il cashback all’1% della carta di Trade Republic. I costi sono così bassi che anche il piccolo guadagno è notevole, il trade off è positivo nonostante siano prodotti meno eclatanti a livello di marketing.
La domanda che non ti fanno mai
Famo un vademecum va. Prima di iscriverti a qualsiasi programma punti o di pagare un abbonamento per accumulare più velocemente, fatti 3 domande:
- Quanto ho speso in totale (canone incluso) nel periodo?
- Quanti punti ho accumulato davvero in quei mesi?
- Quanto vale concretamente quello che posso fare con quei punti?
Se ti sei già annoiato, beh, i punti e le miglia non fanno per te. Se il saldo è negativo passa a qualcosa di più semplice. Se hai ottimi risultati in tutti e 3 continua così (ma occhio eh!) perché stai ottenendo un sacco di vantaggi.
Conclusione sui voli gratis: sii pigro nel modo giusto
C’è sempre questa pressione nel vedere influencer svegli o video virali in cui sembri il più fesso del mondo. A volte lo sei eh, ma non sempre quei suggerimenti valgono per tutti.
Anzi, quasi sempre i piani fedeltà e le raccolte punti sono un gioco a perdere. Magari qualcosa ricavi all’inizio, dopo ti stufi e perdi soldi o tempo.
Non serve seguire blog, monitorare i moltiplicatori ogni mattina o confrontare programmi fedeltà di compagnie aeree che non prendi mai.
Le uniche vere regole da sapere sono che nessuno ti regala niente, il tuo tempo vale molto e se riesci di massimizzare al massimo i bonus ottenibili.
Tutto quà.
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