Le ultime disposizioni normative hanno cambiato molte carte in tavola per chi paga le tasse regime forfettario, in bene e in male per noi disgraziati freelance possessori di una partita iva di vantaggio (per chi, poi?).

Come sai il regime forfettario permette di fatturare fino a 85.000€ usufruendo di una tassazione agevolata al 5% per i primi 5 anni (fase start up) e del 15% negli anni successivi.

Ottimo se speri di fare soldi come libero professionista, impossibile come obiettivo nella triste realtà della libera imprenditoria.

Indipendentemente da quanto guadagnerai (spoiler: un cazzo) la vera domanda è: quante tasse si pagano con il regime forfettario?

quanto si paga di tasse con la partita iva

In breve: per il calcolo delle tasse nel regime forfettario moltiplichi il fatturato per il coefficiente di redditività del tuo codice Ateco (dal 40 all’86%), togli i contributi previdenziali e sul resto paghi il 5% nei primi 5 anni o il 15% dopo. Tra tasse e contributi se ne va di solito tra il 20 e il 30% di quello che incassi: un professionista in gestione separata con 20.000€ paga circa 4.644€, il 23%. Il limite resta 85.000€ di incassi l’anno e il conto sul tuo fatturato lo fai con il calcolatore qui sotto.

Calcolatore tasse regime forfettario online

Se non hai voglia di leggerti tutto il pippone, metti il tuo fatturato e scopri quanto ti resta in tasca. Funziona con la gestione separata, con artigiani e commercianti e con le casse professionali, usando i valori INPS del 2026, a mano di modifiche va bene anche per i prossimi anni.

Tasse forfettario: quanto pago? Come funziona?

Capire come calcolare le tasse forfettario è il classico dubbio esistenziale su cui tutti i freelance impazziscono a fine anno ed è uno dei casi più comuni di suicidio intergenerazionale.

Ti spiego quello che ho capito in anni di evasione fiscale, excel di calcolo per le tasse e pianti notturni alla vista del F24.

Preciso che non sono un commercialista quindi se paghi di più son cazzi tuoi.

E comunque son coperto da pseudonimo, quindi prendi queste informazioni come un’indicazione di massima. In ogni caso la versione sintetica della tassazione sul regime forfettario è:

 Metti da parte tra il 20% e il 30% di quanto guadagnate

Oltre a questa cifra deve essere aggiunto “l’acconto”, termine distopico inventato da Tremonti per dirci che dobbiamo anticipare il 100% delle tasse dell’anno futuro.

Altra piccola specifica, se sei al primo anno di partita iva, beh comincia a cibarti di pane e cipolle, se piagne forte.

Questo in poche parole. Se sei un masochista e vuoi sapere come cazzo funziona il processo di pagamento delle tasse continua a leggere.

masochista gif

Come funziona il regime forfettario e il regime dei minimi

La partita iva in regime forfettario (o ex regime dei minimi) è un regime di vantaggio che offre una tassazione agevolata rispetto al classico sistema fiscale ordinario.

Queste semplificazioni consistono nel fatto che:

  • Non si versa l’iva
  • Un’aliquota con tassazione agevolata al 5% i primi 5 anni, poi del 15%
  • Si ha una contabilità per cassa (ovvero paghi le tasse solo su quanto incassi nell’anno) nonché semplificata
  • Il limite di fatturato annuo è di 85.000€: se lo superi esci dal forfettario l’anno dopo, se superi i 100.000€ esci subito, già dall’anno stesso
  • Non si possono scaricare le spese in quanto queste sono calcolate FORFETariamente a seconda del tuo tipo di attività
  • Non è soggetto agli ISA (gli ex studi di settore)

Sembra poco ma questo regime di vantaggio è molto semplice rispetto al bordello del regime ordinario.

Produce non solo più facilità nella gestione fiscale ma pure meno tasse da pagare.

Di base il calcolo delle tasse è più semplice. Fino a pochi anni fa le partite iva agevolate (come quella dei minimi) avevano la possibilità di “scaricare” un limitato numero di acquisti legati al lavoro. Questo ora non è più possibile.

Il regime forfetario, a seconda del tuo codice Ateco (il tipo di attività che pratichi), stabilisce a priori la percentuale di spese per l’acquisto di beni strumentali e le toglie automaticamente dal tuo imponibile:

IMPONIBILE = FATTURATO - SPESE

In sintesi estrema: non puoi scaricare un cazzo in quanto lo stato ha già provveduto a calcolare quanto ti serve annualmente per svolgere il tuo lavoro.

L’unica cosa che puoi dedurre sono i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. E no, non puoi sfruttare le agevolazioni fiscali di una pensione integrativa.

Come cazzo so’ quanto lo stato deduce in automatico dal mio codice Ateco?

Santa pace… visto che non sai cercare su internet ecco uno schema a prova di scimmia:

tasse regime forfettario coefficiente redditività ateco

Guarda le prime due cifre del tuo codice ateco e cerca qual è il tuo coefficiente di redditività!

Con i nuovi codici Ateco 2025 i coefficienti non sono cambiati: finché non escono quelli nuovi si usa la stessa tabella, abbinando la vecchia codifica Ateco 2007, come spiega RegimeForfettario.it.

Ecco e mo’ che ce faccio con questo codice? Avrei un’idea ma la terrò per me.

Calcolo tasse regime forfettario: un esempio semplice

Andiamo dritti al punto con un calcolo delle tasse regime forfetario.

Farò un esempio spannometrico di un imprenditore di successo: Elias Mutandos, è un consulente d’immagine per animali da circo e quest’anno ha fatturato 20.000€.

La sua cassa previdenziale è una generica gestione separata e inoltre il signor Mutandos ha aperto la partita iva solo da un anno. Dispone quindi di un’aliquota agevolata del 5% che diventerà del 15% dopo 5 anni.

Il suo tipo di attività è misterioso ma il suo codice Ateco comincia con il numero 74XXXX e quindi rientra tra le “attività professionali, scientifiche e tecniche”, il che vuol dire che avrà coefficiente di redditività del 78%.

Per calcolare quante tasse pagare con il forfettario dovrà ragionare in questa maniera:

COSA€%
FATTURATO€ 20.000100%
REDDITO IMPONIBILE LORDO€ 15.600
CONTRIBUTI GESTIONE SEPARATA€ 4.06720%
REDDITO IMPONIBILE NETTO (O FISCALE)€ 11.533
ALIQUOTA 5%€ 5773%
TASSE TOTALI (ALIQUOTA + CONTRIBUTI)€ 4.64423%
TOTALE GUADAGNO NETTO€ 15.35677%

Come vedi dallo schema tra contributi e tasse da pagare andrai a pagare circa il 23% di quanto hai guadagnato. Dopo i primi 5 anni, con l’aliquota al 15%, si sale a circa il 29%. Una cifra abbastanza accettabile rispetto al vulnus comune.

Però lo sento, i conti non ti tornano e non stai capendo bene il funzionamento.

Questo perché la tassazione del regime forfettario non viene calcolata sul reddito lordo ma sull’imponibile cioè:

Imponibile Lordo = Fatturato * coefficiente redditività (che dipende dall'Ateco)

Ora possiamo calcolare quanti contributi previdenziali devono essere versati.

Quanti contributi devi versare dipende dalla cassa a cui sei iscritto. Alcune hanno un contributo minimo fisso (tipo artigiani e commercianti, che da forfettari possono chiedere uno sconto del 35%) mentre altre prendono solo una percentuale sull’imponibile.

La più semplice è appunto la gestione separata: nel 2026, per chi ha la partita iva e nessun’altra cassa, è il 26,07% dell’imponibile lordo, non del fatturato (lo fissa la circolare INPS n. 8 del 2026, riassunta da Informazione Fiscale). In genere i contributi previdenziali si calcolano seguendo questo schema:

Contributi Previdenziali = Imponibile lordo * aliquota contributiva

A questo punto hai a disposizione le informazioni necessarie per calcolare l’imponibile netto e fare il calcolo delle vere tasse sulla partita Iva forfettaria:

Imponibile netto = imponibile lordo - contributi previdenziali
Tasse = imponibile netto * 5% (o 15%)

Sicuro starai pensando: “Ma la tassazione del regime forfettario non era solo del 5%?”

No, perché a questa tassa (che corrisponde all’aliquota IRPEF per i dipendenti) devi aggiungere il versamento dei contributi previdenziali.

È molto importante comprendere la caratteristica della cassa a cui ci si iscrive. In alcuni casi questa può essere molto conveniente (come nel caso di forfettario in cassa enpals) in altri una grande sola, questo in particolare per quelle che prevedono un versamento minimo indipendente da quanto si incassa.

C’è da dire come i contributi previdenziali siano solo soldi accantonati per la pensione futura e non una vera e propria tassa. Tecnicamente un giorno rivedrai il denaro.

Nella realtà questo non avverrà ma permette ai tuoi nonni di darti delle mancette la domenica a pranzo. Nonni che hanno una pensione grazie alle tue bestemmie quotidiane… vabbè non voglio entrare in questo discorso polemico.

Calcolo tasse regime forfettario il primo anno

Il primo anno è quello che frega tutti. Non paghi acconti, perché non c’è un anno precedente su cui calcolarli, e ti senti ricco.

Il conto arriva tutto insieme a giugno dell’anno dopo: saldo del primo anno più primo acconto del secondo, sia per l’imposta sia per i contributi. In più, se nel primo anno non hai versato contributi, non hai niente da dedurre e il 5% si calcola su tutto l’imponibile lordo.

Riprendiamo Elias Mutandos con i suoi 20.000€ di fatturato. A giugno del secondo anno deve versare:

  • 780€ di saldo dell’imposta sostitutiva (5% di 15.600€, senza contributi da dedurre)
  • 4.067€ di saldo dei contributi della gestione separata
  • 312€ di primo acconto dell’imposta, il 40% del totale
  • 1.627€ di primo acconto dei contributi, il 40% del saldo

Totale circa 6.786€ in un colpo solo, più altri 2.095€ di secondo acconto a novembre. Per l’imposta l’acconto è il 100% di quella dell’anno prima, 40% a giugno e 60% a novembre, per la gestione separata è l’80%, in due rate da 40%. Ecco perché il primo anno se piagne forte.

Domande frequenti sul calcolo delle tasse nel regime forfettario

Quante tasse si pagano con il regime forfettario?

Paghi un’imposta sostitutiva del 5% nei primi 5 anni, se hai i requisiti, o del 15% sull’imponibile netto, più i contributi previdenziali. In totale se ne va di solito tra il 20 e il 30% di quello che incassi.

Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?

Moltiplichi il fatturato per il coefficiente di redditività del tuo codice Ateco e ottieni l’imponibile lordo. Su questo calcoli i contributi, poi li togli e sull’imponibile netto applichi il 5% o il 15%.

Quante tasse paga un forfettario con 20.000€ di fatturato?

Un professionista in gestione separata (coefficiente 78%) paga circa 4.067€ di contributi e 577€ di imposta al 5%: in totale 4.644€, il 23% del fatturato. Con l’aliquota al 15% si sale a circa 5.797€.

Quanto si paga il primo anno di regime forfettario?

Nel primo anno non versi acconti. A giugno dell’anno dopo paghi insieme saldo e primo acconto: per l’imposta l’acconto è il 100% del dovuto (40% a giugno e 60% a novembre), per la gestione separata l’80% in due rate. Per questo il primo anno conviene accantonare più del solito.

Qual è il limite di fatturato del regime forfettario?

85.000€ di ricavi o compensi incassati nell’anno. Se lo superi esci dal forfettario dall’anno successivo, se superi i 100.000€ esci subito, già dall’anno stesso.

Chi ha diritto all’aliquota del 5% nel forfettario?

Chi apre una nuova attività senza aver svolto attività d’impresa, artistica o professionale nei 3 anni precedenti e senza che sia la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo di prima, salvo il praticantato obbligatorio. Vale per i primi 5 anni.

Si possono scaricare le spese con il regime forfettario?

No, le spese sono già calcolate forfettariamente con il coefficiente di redditività. Puoi dedurre solo i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno.

Conclusioni e file Excel calcolo tasse partita iva forfettaria

Ti è chiaro come si pagano le tasse del regime forfettario?

Son sicuro che la risposta è no, quindi ti ho preparato diversi file di calcolo tasse partita iva su Excel in modo che tu non debba pensare a nulla se non scaricare il file, usarlo e piangere disperatamente per i soldi che dovrai versare allo stato.

Se poi hai bisogno di qualche consiglio su come affrontare questa vita disgraziata ecco 5 lezioni per una partita iva.

Sono preziose eh!

Nota: Questo è uno dei primissimi articoli scritti in questo blog, lo 
modifico costantemente ma le tasse forfettario e alcune
normative possono variare.

Tra queste, dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è
obbligatoria per tutti i forfettari.

Tranquillo, ti ho spiegato in questo articolo come fare una
fattura elettronica gratis
!

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About the Author

Vittorio

Fondatore e autore

Sono Vittorio, un povero come te che dal 2019 prova conti, carte e broker e cerca di capire il mondo del risparmio e degli investimenti. Ne parlo qui su Finanza Cafona e sul podcast Too Big To Fail. Non ho studi economici e non sono un consulente finanziario: controllo ogni dato sulle fonti ufficiali e ti dico come la penso. Alcuni link sono affiliati, ma non cambiano i giudizi.

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