Una delle cose più urticanti nel leggere commenti di finanza personale nei forum italiani è quello di trovare ogni volta considerazioni stupide e irrazionali.

Ancora peggio è quando queste considerazioni si cronicizzano nell’immaginario comune andando a creare dei veri e propri miti finanziari che…

Debunking dei miti finanziari Pt.2 - Finanza Cafona

Si ha ragione, lettore anziano con un cipiglio alquanto incazzoso.

Dalla mia ira funesta avreste dovuto intuire che questo è il secondo capitolo di miti finanziari. Prima di scrivere questo articolo ho vomitato altra bile qui sotto:

Se avete già letto il primo debunking finanziario, beh potete passare al nuovo capitolo!

GLI OVETTI OTP ERANO PIU SICURI DELLA DOPPIA AUTENTICAZIONE

Quando gli smartphone non erano ancora così comuni si utilizzava un piccolo device che generava un codice OTP casuale da inserire per confermare le operazioni bancarie nell’home banking.

Gergalmente questo coso veniva soprannominato “ovetto” per la sua forma.

Alcuni di voi lo ricorderanno o lo avranno conservato in qualche cassetto. Se siete dei Gen Z invece sappiate che è questo affare qui:

codice otp banca e direttiva psd2

Questo piccolo device generava un codice casuale di 6 cifre da inserire su richiesta dell’istituto. 

Si tratta quindi di una primordiale versione della doppia autenticazione che oggi viene fatta tramite smartphone in varie modalità:

  • OTP via sms
  • Riconoscimento biometrico
  • QR CODE
  • Doppia password per conferma operazioni
  • Conferma dell’operazione via notifica sull’app bancaria

Nonostante fosse un sistema molto scomodo tuttora alcuni lo ritengono più sicuro rispetto ai metodi moderni da smartphone.

Ecco, questa è una cazzata sesquipedale dovuta al luddismo insito in certe generazioni del nostro paese.

L’ovetto era poco sicuro in quanto generava un codice casuale ma non era collegato alla rete il sistema funzionava quindi in questa maniera:

Accesso con password a banca

--> Richiesta OTP conferma

--> Premere ovetto e generazione OTP con scadenza

--> Inserimento codice OTP e acceso

Avete capito dov’è il gap con la doppia autenticazione attuale?

Nel sistema precedente avevate un generico device OTP a tempo isolato dalla rete. Un hacker in grado di rubare la vostra password bancaria e di criptare la generazione del codice vi fotteva.

Il sistema attuale ha aggiunto un passaggio aggiuntivo il cui codice OTP viene inviato al vostro numero di telefono, al vostro smartphone o deve essere autenticato tramite la vostra impronta.

Per confermare un operazione dovete avere in mano qualcosa di fisico, personale,  autenticato e connesso in rete, non solo una generica criptazione.

E non considero neppure che tutte le banche geolocalizzano la posizione e vi inviano una notifica o mail a ogni accesso.

Se qualcosa non quadra basta un secondo per rendervene conto.

In sintesi il sistema attuale è migliore ma molte persone sono restie ad aggiornarsi e amano lamentarsi di una presunta età dell’oro perduta.

La tecnologia è fatta per aiutare le persone, il problema è nella razionalità di quest’ultime. 

I CFD A LEVA SONO PERICOLOSI

Ah no cazzo, questo è vero. Altro che mito finanziario!

Come vi avevo già spiegato in cosa sono le azioni frazionate quando comprate i CFD non state comprando un vero titolo finanziario ma state comprando un contratto che può o non può avere come collaterale un titolo azionario.

Che vor dì?

Vuol dire che non possedete un cazzo se non la firma di un contratto con un’azienda terza in cui sono inserite una serie di clausole.

La più comune è che quel contratto seguirà l’andamento di un determinato titolo.

Per garantire l’accordo l’azienda può decidere di avere come garanzia il possesso dell’azione (suo eh!) oppure di non dare nessuna garanzia se non la buona fede di rispettare il contratto.

Come investitori vi esponete sia al rischio di perdita dell’investimento sia a quello della società che emette il contratto.

La cosa di se per se è già “pericolosa” ma lo è ancora di più quando questi contratti sono emessi da broker che usano la leva su questi prodotti in quanto guadagni e perdite sono moltiplicati x2, x5, x10 o anche x20.

Facciamo l’esempio con una leva x10:

Se fai trading senza leva e investi 1.000€ per ogni variazione 
di mercato e dell'1% puoi guadagnare o perdere 10€.

Lo stesso tipo di investimento con una leva x10 una variazione
dell'1% può farti guadagnare o perdere... 100€!

Capito?

Tantissimi broker sfruttano il sistema di CFD a leva per ingolosire investitori dilettanti che ritengono il mercato azionario uguale a una slot machine.

E poi scrivono nei banner delle pubblicità roba tipo:

Leva finanziaria cfd etoro

E non parliamo di perdite in anni ma in pochi giorni eh. 

Lasciate perde sta monnezza e qualunque broker che vi propone prodotti simili.

LE TASSE IN ITALIA SONO TROPPO ALTE

Sento già digrignare i denti di qualcuno di voi però tanta gente dice che le tasse in Italia sono troppo alte perché… non sa fare i conti.

La media di chi si lamenta non sa usare una matematica elementare e non capisce il funzionamento del sistema fiscale italiano, dell’esistenza delle deduzioni e su come viene calcolato l’imponibile fiscale.

Questi fattori hanno un impatto enorme sulla reale tassazione italiana.

Non ci credete? Vi faccio un esempio sul regime forfettario considerando un fatturato di 20000€ annuo con contributi previdenziali in gestione separata del 26,53% e con un aliquota del 15%.

Facendo i conti a cazzo, questo è la situazione:

COSA%
FATTURATO€ 20.000100%
ALIQUOTA 15%€ 3.00015%
CONTRIBUTI GESTIONE SEPARATA€ 5.24626%
VERSAMENTI TOTALI (ALIQUOTA + CONTRIBUTI)€ 8.24641%
TOTALE GUADAGNO NETTO€ 11.75459%

STATO LADRO!!! MI PRENDE IL 41% DI TASSE PER AVERE LE STRADE CON LE BUCHE!

Debunking dei miti finanziari Pt.2 - Finanza Cafona

Bene ora che vi siete dati al becero populismo vi spiego un po’ di cose:

  1.  I contributi previdenziali (la gestione separata) non sono delle tasse ma degli accantonamenti per la vostra pensione. Se campate quei soldi (forse) li rivedete.
  2. Le tasse effettive NON sono queste

Possiamo disquisire se e come vedremo la pensione tra 40 anni ma tecnicamente quei soldi vi torneranno in tasca. Non ci sono invece discussioni sul secondo punto perché le reali tasse da pagare sono queste:

COSA%
FATTURATO€ 20.000100%
REDDITO IMPONIBILE LORDO€ 13.40067%
CONTRIBUTI GESTIONE SEPARATA€ 3.51518%
REDDITO IMPONIBILE NETTO (O FISCALE)€ 9.88549%
ALIQUOTA 15%€ 1.4837%
TASSE TOTALI (ALIQUOTA + CONTRIBUTI)€ 4.99825%
TOTALE GUADAGNO NETTO€ 15.00275%

Bella differenza questo 25% rispetto al 41% precedente, eh?

Infatti il sistema fiscale italiano non segue una matematica elementare ma si basa su un sistema complesso fatto di imponibile lordo, netto e di compensazione tramite deduzioni.

Questo vuol dire che le tasse non sono calcolate sul fatturato o reddito lordo ma sull’imponibile cioè

reddito lordo - deduzioni fiscali

Non vi metto a spiegarvi la logica del calcolo perché ho già detto in come si pagano le tasse con il forfettario ma sappiate che lo stesso ragionamento funziona con le detrazione per le tasse su dipendente.

La nuova riforma fiscale del Governo Meloni è indirizzata proprio a rendere più chiara la tassazione effettiva. Essendo i cittadini incapaci di comprendere il reale funzionamento del sistema fiscale la bionda e i suoi ministri hanno approvato la seguente modifica: 

Ci sono 3 aliquote e puoi dedurre questo, questo e questo.

Ti é chiaro ora quanto paghi piccolo deficiente? Hai finito di lamentarti?

cit. Presidente del consiglio

In sostanza la nuova manovra abbassa il numero di aliquote e la percentuale per ogni scaglione di reddito eliminando deduzioni e detrazioni. Il cittadino capisce in un attimo quanto paga ma la tassazione, in realtà, rimane praticamente invariata.

In generale il punto non è il caso di lamentarsi delle tasse ma si far si che vengano utilizzate meglio e di semplificare la normativa per avere informazioni chiare invece di navigare tra bizantinismi di vario tipo.

GLI IMMOBILI SONO MENO VOLATILI DEGLI INVESTIMENTI AZIONARI

Un altro mantra italiano è quello di considerare gli investimenti in immobili più sicuri in quanto meno volatili degli investimenti in borsa.

Come ormai saprete volatilità vuol dire l’andamento “in su e in giù” del valore di un bene. Un bene poco volatile lo fa percepire come più sicuro in quanto gli scostamenti di valore sono pochi ed evitando che prenda decisioni date dal panico nel breve termine.

Mostro la diapositiva di chi ritiene gli immobili più sicuri in quanto meno volatili:

testa sotto la sabbia miti finanziari

Si come uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia e questo per diversi ordini di ragione:

BENE LIQUIDO E ILLIQUIDO

Gli investimenti di borsa come l’oro o il cash sono dei beni liquidi. Bastano pochi passaggi come un click sul broker oppure andare a un compro oro per ricevere il corrispettivo in denaro. 

Certo, se avete dei bond venezuelani o delle azioni di società russe vendere i vostri asset potrebbe essere difficile, ma è un’eccezione e non la regola.

Gli immobili invece sono un bene illiquido. Per avere in cash il valore supposto della casa dovrete aspettare dai 6 mesi in più in quanto è necessario trovare un acquirente.

Non è solo difficile e lunga la contrattazione ma è complesso pure definire il valore reale dell’immobile. Questo perchè…

NON ESISTE UNA BORSA DEGLI IMMOBILI

Al netto di esperimenti (tipo Zillow in Usa) non esiste una borsa degli immobili

La borsa non è solo un modo per vendere rapidamente il proprio asset ma uno strumento utilissimo per capirne il vero valore.

Essendo un bene illiquido e non esistendo una borsa specifica con gli immobili non si ha una determinazione certa in real time del valore del proprio appartamento.

Ci sono vari modi per calcolare il valore di una casa come:

  • Fare dei calcoli a seconda del mq
  • Zona dell’immobile
  • Ciclo economico internazionale
  • Media delle contrattazioni passate
  • Tassi di finanziamento (il mutuo)

Queste valutazioni però tengono conto solo della media passata, mentre il vero valore si vede nel presente, cioè l’atto di vendita.

Un proprietario di casa può quindi illudersi che la sua abitazione valga tot in quanto non esiste un sistema che PER CERTO gli dica il valore del suo immobile. E può continuare a farlo anche per anni continuando a vivere nel suo fantabosco.

La stessa cosa non si può dire di chi investe in asset finanziari.

La borsa è in contrattazione perenne quindi se possiedi l’azione GRAZIEALCAZZO vi basta entrare sul vostro broker per capirne il valore. Potete anche pensare che quel titolo valga 100€ ma se è quotata a 4€ non la venderete mai al prezzo che ipotizzate.

Oltre alla discrepanza tra il valore reale del bene e quello ipotetico la mancanza di una borsa immobiliare crea un ulteriore problema: fornisce l’illusione che il prezzo dell’immobile sia bloccato mentre quello dei titoli finanziari sia in continuo movimento e quindi volatile.

È con questo che intendo con “testa sotto la sabbia”.

Il fatto che non esista una valutazione real time per gli immobili non vuol dire che quel bene abbia un valore stabile nel tempo mentre le azioni abbiano variazioni scostanti.

Semplicemente da una parte c’è uno strumento illiquido senza un sistema di valutazione del valore live, nell’altro il contrario.

Come tutti gli asset anche il valore di un immobile è volatile, solo che non lo vedete

Se poi questo vi fa stare in pace con il cervello bene, ma non dite stronzate, grazie.

PER SISTEMARE I CONTI BASTA GUADAGNARE DI PIÙ

La finanza personale è estremamente democratica.

Le regole di base come usare una matematica elementare e ad avere meno uscite rispetto alle entrate sono universali e valgono sia che siate milionari o precettori del reddito di cittadinanza.

Uno dei grandi miti finanziari è infatti pensare come basti guadagnare di più per sistemare i conti. In questo modo le maggiori entrate compensano le eccessive uscite.

Pensate, è una cazzata!

Se voi mantenete lo stesso stile di vita a fronte di un aumento di stipendio questa logica funziona ma in genere ciò non succede.

Chi è in sofferenza finanziaria costante è perché o ha un reddito davvero basso o perché ha un setting mentale errato e generalmente è vittima della cosiddetta “inflazione dei consumi”.

Se con i vostri 1500€ al mese andate a cena 3 volte a settimana e pagate il finanziamento della vostra Dacia quando ne avrete 3k al mese probabilmente mangerete fuori tutta la settimana e vi comprerete un Audi. 

Il vostro stipendio è aumentato ma lo è anche il vostro tenore di vita.

Vi godrete la vita di più ma la vostra situazione finanziaria sarà identica.

L’IVA NON È UN RICAVO O UNA TASSA SULL’AZIENDA

Visto che abbiamo toccato il tema IVA faccio una parentesi che riguarda aziende e liberi professionisti in regime ordinario: l’iva non è un ricavo e non è manco una tassa ma una partita di giro.

Non la considerate mai come tale e non fate i furbi quando la mettete nella percentuale di tasse che girate allo stato, perché non è così.

L’IVA, cioè imposta di valore aggiunto, è una imposta indiretta sui consumatori. 

Le aziende per guadagnare soldi vendono beni e servizi, nel venderle fanno fattura con IVA a dei consumatori.

Quell’iva, che è una tassa pagata dal consumatore e che passa solo per l’azienda, non spetta a quest’ultima. L’azienda è solo un tramite.

La intercetta e poi la gira allo stato con cadenza mensile o trimestrale.

L’ho fatta facile eh. Infatti le aziende e i liberi professionisti non vendono solo beni e servizi ma li comprano.

Sono quindi sia consumatori che venditori, cioè creditori e debitori.

Vista questa particolare condizioni possono quindi “scaricare” l’iva dai versamenti.

Cosa vuol dire scaricarla? 

Vuol dire che all’IVA acquisita come venditore dal cliente bisogna sottrarre l’IVA pagata in qualità di compratore, così

VERSAMENTI IVA ALLO STATO = 

Somma IVA a credito (quella accumulata per gli acquisti)
- Somma IVA a debito (accumulata tramite vendita di beni o servizi)

Chiaro? Se avete bisogno di maggiori info andate qua.

Non siete sazi di vedere miti sfatati?

Qui trovate il terzo capitolo a cura di Salto Mentale!

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About the Author

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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