Fissarsi degli obiettivi finanziari può apparire difficile. Non solo è ostico progettare una visione futura, è anche complicato trovare dei riferimenti concreti nella realtà.

Avere un punto di paragone è importante in quanto, altrimenti, finiamo per costruire dei castelli di carta con degli obiettivi finanziari impossibili da raggiungere

Fare le cose improvvisando porta infatti ad un fallimento quasi certo.

10 Statistiche per sentirti bravo nel gestire i soldi! - Finanza Cafona

Ehhhh sempre co’ ste tragedie da quattro soldi.

Le statistiche esistono apposta!

La Banca d’Italia, gli istituti finanziari, il COVIP e la Consob ogni anno scrivono centinaia di pagine che la maggior parte dei giornali manco leggono.

Ho spippolato un po’ di report e tirato fuori dei dati che possono essere utili per:

  • Fissare gli obiettivi finanziari
  • Comprendere quanto siete evoluti come risparmiatori
  • Sviluppare un comportamento positivo nella media o superiore ad essa

Insomma, viene in aiuto del vostro ego e anche alla vostra (nota) incapacità di gestione dei soldi!

10 STATISTICHE SUI COMPORTAMENTI FINANZIARI DEGLI ITALIANI

Piccola nota metodologica prima di cominciare.

La maggior parte delle statistiche sono prese da questo report Consob sulle abitudini degli italiani, quando invece uso altre fonti lo segnalo usando anche la citazione originale. Mi sembra doveroso farlo anche per dimostrarvi che non mi invento cose.

Dove possibile vi metto linko un po’ approfondimenti di Finanza Cafona così magari vi istruite taccagnamente.

1. IL COSTO MEDIO DI UN CANONE DEL CONTO CORRENTE È DI 104€

Secondo l’ultima indagine di Bankitalia (qui il PDF), nel 2022 i costi del canone di un conto corrente sono aumentati di 9,3€ rispetto all’anno precedente portando questa spesa a 104€ annui per singolo conto.

Sono considerati nel calcolo sia i costi fissi del canone mensile (circa il 60% del totale) e una parte di costi variabili legati alle commissioni di bonifici, canone carta di debito o di credito oppure a costi extra come operazioni allo sportello e ritiro contante.

Potete eliminare questa spesa molto facilmente!

Esistono decine di conti a zero spese o comunque contenere i costi:

CONTO CORRENTEPROCONTRONOTE O BONUS
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Impossibile fare o ricevere bonifici istantanei
BBVACanone gratis
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Remunerazione liquidità al 4%
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No filiali fisiche
C’è chi si lamenta di chiusure inaspettate
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Sito e app vecchia
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CREDITE AGRICOLECanone a Zero
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Se nei primi 60giorni spendi con la carta una cifra tra 500 e 999,99€ ricevi buono regalo amazon da 50€, se spendi più di 1000€ ne ricevi una da 100€.

FINDOMESTICCanone zero con pensione, stipendio o 500 euro mensili
Utilizzo sportelli Findomestic e BNL
Accesso ai migliori prestiti in Italia
Ottima carta di credito
Concorsi e premi
Conto deposito libero al 3%
Ogni tanto ha dei black putAprendo il conto si possono ottenere fino a 150€ di buioni Amazon rispettando una serie di condizioni (tipo fare almeno 3 bonifici da 500€ per 3 mesi di seguito)
HYPEConto moderno e giovane
Versione base gratis
Carta Mastercard
Bonifici Gratuiti
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Versione base limitataIl premio è in crescendo a seconda del tipo di piano attivato.

1. Clicca su uno dei link in coda e apri un conto ricordandoti di inserire, quando richiesto, il codice promo CIAOHYPER per i conti dei privati o HYPEBIZ per quelli business
2. Spendi almeno 50€ con la carta nei primi 30giorni di apertura del conto
3. Dopo i 30 giorni aspetta 7 giorni lavorativi per ricevere il bonus

Come detto il premio è in crescendo a seconda del tipo di piano scelto:

Hype Start 5€
Hype Next 20€
Hype Premium 25€


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Alcuni costi extra sono eccessiviSe accrediti stipendio, pensione o almeno 1000€ al mese e apri anche un Conto Arancio ottieni un tasso d’interesse del 5% per i primi 12 mesi
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Servizi e Sportelli Intesa San Paolo
Carta fisica a pagamento
Domiciliazioni a pagamento

Non abbiate paura poi di fare la portabilità e di chiudere un rapporto se la banca comincia a cambiare i costi commissionali.

Io ho 9 conti correnti e pago il canone solo su Widiba (20€ l’anno). E caccio i soldi solo perché mi piace come tipo di conto, eh!

2. SOLO IL 12% DELLE FAMIGLIE FA UN BILANCIO FAMIGLIARE

Questo dato viene dal report Consob, pagina 7:

È diminuita la percentuale di intervistati che pianificano e definiscono un bilancio familiare (12% dei casi a fronte del 16% nell’anno precedente)

Anno su anno quindi le famiglie non fanno un bilancio o un budget delle spese, un elemento fondamentale per poter gestire consapevolmente i soldi e soprattutto per analizzare l’evoluzione dei propri obiettivi finanziari.

Di questo 12% peraltro solo una ristretta parte confronta i dati con quelli del mese precedente o dell’anno precedente. In sostanza traccia e basta le uscite.

Si tratta del classico dualismo tra tracciare le spese e fare il budget.

Nel primo caso si trascrivere solo la realtà, nel secondo si fissano dei limiti provando a sviluppare comportamenti migliori o più virtuosi… in parole povere ottimizzando le spese e dando più senso ai soldi che vengono guadagnati mensilmente tra imprecazioni e fatica.

3. SOLO IL 36,2% DELLA FORZA LAVORO HA UN FONDO PENSIONE INTEGRATIVO

Il COVIP, l’istituto di vigilanza per i fondi pensione, fa un lavoro egregio nel rispondere ai quesiti dei risparmiatori, nel tracciare l’andamento dei fondi complementari e nell’analizzare le informazioni raccolte.

Nel report dell’estate 2023 emerge che:

A fine 2022, il totale degli iscritti alla previdenza complementare è di 9,2 milioni, in crescita del 5,4% rispetto all’anno precedente, per un tasso di copertura del 36,2% sul totale delle forze di lavoro.

Circa un terzo della forza lavoro ha un fondo pensione privato con dati molto diversi a seconda del range anagrafico: la metà degli iscritti, infatti, è tra i 35 e 54 anni, il 32,3% ha almeno 55 anni e solo il 18,8% è sotto i 35 anni.

Dei 9,2 milioni di iscritti ben 2,5 milioni non fanno alcun versamento durante l’anno (tanti sono autonomi o partite iva) mentre i restanti 6,7 milioni invece hanno un contributo medio di 2.770€.

Se siete tra quelli che hanno bisogno di un fondo pensione (quasi tutti) tenete in conto questo numero come riferimento per capire quanto versare ogni anno.

A quanto emerge quindi due terzi della popolazione lavorativa si affiderà alla pensione pubblica, il che equivale ad un disastro.

Secondo lo stesso report Consob la maggiore fonte di ansia finanziaria (40% degli intervistati) è il futuro economico dopo il pensionamento, nonostante questo gli italiani col cazzo pensano ad una soluzione. Non è quindi un caso che un altro report, quello del Censis, abbia definito gli italiani “sonnambuli”: persone che chiacchierano ma non combinano niente.

Prendete spunto da questi dati per non associarvi alla massa.

4. IL 23% NON SAPREBBE AFFRONTARE UNA SPESA IMPREVISTA DI 1000€

Nella pagina 65 del rapporto Consob emerge che il 23% degli italiani non è in grado di ripagare una spesa imprevista di 1000€ come riparare il veicolo, affrontare una piccola operazione chirurgica o il cambio della caldaia in casa.

Per il report, inoltre, il 37% delle famiglie ha difficoltà ad affrontare le spese fisse come alloggio, cibo e il pagamento delle bollette di energia elettrica.

Ecco perché insisto tanto con il fondo di emergenza e vi consiglio di farlo il primo possibile con una cifra almeno pari a 1000€.

Aver accantonato questi risparmi per le emergenze vi farà uscire dal range della popolazione incapace di affrontare un piccolo disagio e rientrare nella cerchia di quelli con un minimo di cuscinetto per far fronte agli imprevisti.

5. IL 52% DELLO STIPENDIO DEGLI ITALIANI VA NELL‘AFFITTO

Se le famiglie hanno difficoltà nel supportare le spese fisse, single e giovani stanno peggio. Una famiglia, volendo, ha quattro braccia pronte a lavorare un single solo due.

Il report di N26 sulla vivibilità mette l’Italia al secondo posto come… luogo peggiore in cui vivere. Perlomeno economicamente.

I dati, estrapolati dai movimenti di oltre un milione di correntisti (soprattutto GEN Z e Millennials) fa emerge come il 52% dello stipendio dei giovani finisca per ripagare esclusivamente l’affitto.

Considerate che:

  • Una banca non eroga un mutuo se la rata mensile pesa su più del 33% dello stipendio
  • Molte tecniche di gestione del denaro consigliano di tenere le spese fisse sotto il 35% delle entrate

6. SOLO IL 28% HA UN ORIZZONTE DI INVESTIMENTO TEMPORALE SUPERIORE AI 5 ANNI

In generale tutto il capitolo del rapporto Consob sul lato investimenti è molto interessante in quanto emerge uno spaccato strambo in cui le convinzioni degli italiani si scontrano con una pietosa realtà fatta di tracimante ignoranza.

La più grande paura degli italiani è quella di perdere denaro. Il rischio e la scarsa sopportazione di una qualsiasi voglia di sconfitta anche temporanea influenza enormemente le scelte finanziarie dei concittadini.

A mio modo di vedere anche questo modo di ragionare porta a pensare solo sul breve periodo e con grande difficoltà sul lungo:

Il 63% degli investitori trova difficile risparmiare in vista di obiettivi troppo lontani nel tempo e, in effetti, tra questi solo il 28% dichiara di avere un orizzonte temporale di investimento superiore a 5 anni. Il 77% preferisce individuare obiettivi di breve-medio periodo. Infine, l’83% ritiene utile controllare l’andamento dei propri investimenti almeno una volta al mese, anche se tra questi solo il 33% ha un orizzonte temporale inferiore a 3 anni

Pagina 31, rapporto Consob

Questo passaggio non sembra la sintesi del nostro paese?

Tutto è messo alla prova su un periodo troppo breve. Traspare anche la convinzione di avere poteri taumaturgici in cui la nostra magica imposizione possa avere un’influenza terapeutica sui rendimenti. C’è la convinzione degli italiani di poter governare i mercati o di saper scegliere sempre la soluzione economicamente più soddisfacente.

Forse anche per questo il trading e le crypto affascinano così tanto i nostri connazionali.

Investire vuol dire farlo sul lungo e accettare sconfitte, speculare vuol dire fare le cose sul breve o brevissimo.

7. L’80% RITIENE COMPLESSO IL MERCATO FINANZIARIO

Il grande problema di questo paese emerge nella comprensione del mercato finanziario in tutte le sue variabili, da quelle macroeconomiche, bancarie, finanziarie sia alla capacità di riconoscere le truffe.

Più si è ignoranti dei meccanismi finanziari del denaro meno si è in grado di riconoscere le gradazioni di grigio in cui sguazzano i truffatori. L’ignoranza porta ad essere truffati.

Gli italiani potranno pure provare disinteresse verso il mondo finanziario ma questo non ha disinteresse nel fotterlo.

Ad un certo punto ne sarete vittime e pagherete questa pigrizia.

Insomma, muovete le chiappe.

L’80% degli investitori, infatti, si esprime in tal senso, segnalando tra i fattori di complessità: l’incertezza del contesto (24%), più frequentemente indicata dalle donne; la crescita dei prezzi di beni alimentari ed energetici (21%), a cui fanno cenno in particolare i soggetti vulnerabili e fragili l’inadeguatezza delle proprie conoscenze finanziarie (19%), richiamata soprattutto da donne, soggetti ansiosi, più avversi al rischio e alle perdite; il rischio di truffe (17%), percepito specialmente da chi non nutre fiducia nel sistema finanziario, che a sua volta rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà (17%).

Pagina 32 rapporto Consob

8. LA MEDIA DEI DEPOSITI BANCARI È 15.000€

Sempre secondo santa Banca d’Italia la media dei depositi bancari (i soldi liquidi) detenuti dagli italiani sul conto è di 15.000€.

Si tratta però di una media.

E, spero lo saprete, questo non è il sistema migliore per avere una panoramica corretta.

La nostra Banca centrale ha quindi suddiviso i depositi nei conti correnti in 3 scaglioni:

Depositi< 12.500 eurotra 12.500 e 50.000 eurotra 50.000 e 250.000 eurotra 250.000 e 500.000 euro> 500.000 euro
% Dimensione Conti77,1%15,3%6,9%0,4%0,2%
Dati qui

Anche se può sembrare un controsenso lo scaglione tra i 50k e i 250k (il 6,9% dei conti) da solo equivale al 43,5% dei depositi totali sui conti correnti, una cifra pari a 494 miliardi e 774 milioni.

Soldi che sopra i 100 mila euro non sono coperti dal fondo interbancario, fermi a marcire per l’inflazione e che non vengono messi a lavoro.

In generale anche i 12.000€ dei conti correnti più “poveri” sono soldi immobilizzati e questo è la dimostrazione di come gli italiani saranno dei bravi risparmiatori ma poi quei soldi non sanno come usarli.

La paura di perdere denaro negli investimenti e l’incapacità di accettare vincoli superiori ai 3 anni rende impossibile capitalizzare i vantaggi dell’interesse composto.

Ahimè l’ignoranza non fa comprendere la differenza tra valore nominale e valore reale.

Pur se la cifra sul conto corrente rimane invariata (valore nominale), il suo valore reale, cioè la capacità di acquistare beni e servizi, decresce nel tempo a causa di processi economici come l’inflazione.

La maggior parte degli italiani non comprende questo concetto. Il denaro immobilizzato perde valore nel tempo e quindi si ha una perdita effettiva di potere di acquisto.

L’unico modo per resistere alla svalutazione è l’investimento. Purtroppo la malsana paura di perdere denaro e la tendenza a nascondere la testa sotto la sabbia non permette agli italiani di uscire da questo cortocircuito mentale.

9. SOLO IL 12% PIANIFICA E RISPETTA IL BUDGET FISSATO

Ritorniamo al punto 2.

Se il solo il 12% delle famiglie fa della pianificazione solo 12% degli intervistati pianifica gli acquisti e rispetta il budget fissato.

Pagina 66 rapporto Consob

Esatto, una ristrettissima minoranza di risparmiatori, chiamati savvy planners, hanno la costanza di continuare imperterriti a gestire il denaro con intelligenza.

Siete tra questi?

Bravi! Sappiate che rispetto all’anno scorso questa percentuale è persino in calo!

Siete degli unicorni ormai!

Vale il solito adagio, gli italiani continuano ad ansiarsi ma poi non fanno un cazzo.

10. IL 77,6% DEGLI ITALIANI POSSIEDE UN IMMOBILE

Ultima perché facile e perché scarseggiavano le idee.

Siamo un paese di mattonari: il 77,6% degli italiani possiede un immobile, gli unici superiori a noi in Europa sono i rumeni.

CONCLUSIONI: OBIETTIVI FINANZIARI E STATISTICHE

Questo articolo serve a darvi un po’ di riferimenti statistici positivi e negativi sul rapporto degli italiani con il denaro.

Alcune statistiche posso servirvi per capire alcuni comportamenti errati della vostra gestione, altri per darvi un obiettivi finanziari tangibili (tipo pareggiare i versamenti medi nel fondo pensione) in altri casi vi dovrebbe far riflettere su come agiscono i concittadini e come non imitare quei modi di fare.

Sta a voi utilizzare al meglio questa mia ricerca. Però ragionateci, dai!

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FONTE IMMAGINE: Generato con intelligenza artificiale ∙ 30 gennaio 2024 alle ore 3:45 PM

Sull'autore

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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