Ma che cosa è questa immagine? Chi degli stagisti sottopagati l’ha messa? Ma che siamo qui a fare una versione di Street Fighter Rambo vs SuperMario? Aho!!

Di picchiaduro di quarta categoria ne abbiamo già troppi e ho notato che gli italiani conoscono tantissime cose della finanza personale americana e pochissimo di quelle del loro paese.

È indubbio che i contenuti degli influencer finanziari americani siano numerosissimi e molto approfonditi o che il mondo statunitense sia più evoluto del nostro, ma c’è un però: quello che spiegano è spesso inutile o inapplicabile al nostro contesto.

Sogno americano e personal finance: Usa vs Italia - Finanza Cafona

Eh si! 

Credit score, 401k, job hopping, strategie di investimento a dividendi sono tutti temi molto interessanti ma hanno ben poco a che fare con il modello finanziario italiano in cui viviamo. L’unica cosa simile è forse il quiet quitting visto che l’hanno praticamente inventato i dipendenti comunali italiani.

In generale però leggi, tassazione, normativa e anche la società italiana è profondamente diversa da quella americana.

Non immaginate in quanti degli oltre 300 articoli di Finanza Cafona mi son ritrovato a spiegare la differenza tra gli approcci culturali al denaro di Usa e Italia e sinceramente mi sono rotto il cazzo di fare questo lavoro!

Quindi chiudo la partita una volta per tutte!

Considerate questo articolo come una nuova pagina dei miti finanziari debunkati.

Vi aiuterà a vedere i video di Graham Stephan seguire le regole dei Baby Step di Dave Ramsey o leggere Ramit Sethi con un po’ di sale in zucca.

PERSONAL FINANCE: LE DIFFERENZE TRA USA E ITALIA

Le differenze tra Italia e Usa sono così profonde che ho dovuto dividere in sottocapitoli i temi, usate il meraviglioso So’Mmario per orientarvi.

Nel caso abbia già trattato l’argomento vi linko l’articolo, leggetevi anche quello se vi interessa. 

SISTEMA PENSIONISTICO AMERICANO VS PENSIONI ITALIANE

Il sistema pensionistico italiano è pubblico.

Lo stato richiede dei contributi obbligatori ai cittadini in età lavorativa e gira il denaro ai pensionati, i quali riceveranno una pensione coerente al lavoro svolto in passato e agli anni maturati. 

Questo nel mondo ideale, in realtà i vecchi lucrano su di voi, in passato non hanno versato un cazzo di contributi in quanto gli scontrini sono stati resi obbligatori negli anni ’79 e vi prendono pure per il culo con 5€ di mancetta, ma vabbé. Niente polemica.

Nel caso di mancanze (cioè sempre) lo stato interviene a debito immettendo denaro nelle casse dell’istituto previdenziale, l’INPS. Le partite iva invece hanno delle casse specifiche a seconda del tipo di lavoro svolto da cui non riceveranno mai nulla.

I dipendenti possono anche decidere di aprire un fondo pensione integrativo versando volontariamente parte del proprio stipendio per avere uno stipendio d’anzianità (che termine invento!) migliore.

Lo stato favorisce questi contributi permettendo sgravi fiscali a chi usa questo strumento.

Il sistema pensionistico americano invece è parzialmente privato con delle donazioni minimi obbligatorie e il restito della pensione gestito tramite fondi complementari.

Il cittadino americano quindi deve farsi carico personalmente di risparmiare il denaro per il loro futuro sostentamento. Il legislatore ha previsto due strumenti il 401k e il ROTH IRA di cui vi ho già parlato qualche settimana fa ma che sintetizzo anche qui:

COSA È IL 401K

Il 401K è simile al fondo pensionistico integrativo italiano ed è finanziato dal lavoratore e in parte dall’azienda con il matching (come il nostro contributo del datore di lavoro).

Il lavoratore può decidere in autonomia quanto versare del lordo della sua busta paga, deve fare dei versamenti minimi annuali, ma non può eccedere i massimali definiti di anno in anno. In più deve anche scegliere il migliore prodotto di investimento.

Inutile dire che questi investimenti sono esentasse e il disinvestimento anticipato è scoraggiato con una tassazione altissima prima dell’età pensionabile (65 anni).

COME FUNZIONA IL ROTH IRA

Il Roth IRA è invece uno strumento pensionistico volontario.

Il lavoratore decide di investire il suo denaro già tassato e versarlo su un conto Roth IRA che funziona esattamente come un broker e permette di investire in qualsiasi prodotto finanziario. Quando andrà in pensione gli investimenti potranno essere ritirati totalmente esentasse.

Vi invito a pensare cosa farebbe il vostro vicino di casa con degli strumenti simili.

CRIF VS CREDIT SCORE

La possibilità di accedere al credito e il tasso d’interessi sul mutuo negli USA è legato al proprio Credit Score.

Questo è un punteggio che varia da 300 a 850 punti che, come a scuola, valuta la solvibilità finanziaria del cittadino.

Uno score alto può fare la differenza. Lo stesso mutuo potrebbe essere concesso al 4% a chi ha uno score di 800 e al 12% a chi ha uno score di 400. 

Si tratta di centinaia di migliaia di dollari risparmiati. E non è finita perchè viene usato anche per molte altre cose come:

  • Concedere o meno un prestito
  • Determinare il plafond della carta di credito
  • Valutare l’affidabilità dell’affittuario
  • Accesso ai prodotti finanziari

In Italia non esiste nulla di questo… teoricamente. 

La solvibilità creditizia nella penisola è valutata attraverso il CRIF, il quale segnala solo se una persona ha pagato o meno i suoi buffi e lo comunica alle finanziarie o alle banche richiedenti un controllo. 

Ci sono poi i database interni della banca e il Consorzio Tutela del Credito (CTC), ognuna di queste traccia la qualità del cliente e valuta se concedere o meno prodotti complessi.

Il tasso d’interesse o l’accesso ai prodotti finanziari è quindi determinato esclusivamente dal proprio reddito e dai database delle singole banche. 

Un credit score però esiste anche in Italia ma è “mascherato”. Negli USA si scarica un app e si capisce in che situazione è, in Italia o si è “puliti” o “sporchi”

Quando si entra nella seconda categoria ci si rende conto di un mondo torvo fatto di finanziarie che determino i tassi a piacere. E non per scherzo eh. 

Esiste un’intera branca di prodotti per i protestati ma sono in un grigio tendente al torbido. Il modello del Credit Score americano è forse eccessivo ma è… sincero e chiaro!

Noi come al solito ficchiamo la testa sotto la sabbia e poi ravaniamo con la lingua.

Ritengo che una versione diversa del CS sarebbe molto utili in tanti campi, tipo aiutare i proprietari di immobili per scegliere l’affittuario!

SISTEMA SANITARIO USA E SSN ITALIANO

Ah le risate qui. E i calci in culo a chi si lamenta degli ospedali italiani.

Come per il sistema pensionistico anche il sistema sanitario americano è privato.

Anche se l’ObamaCare ha permesso a milioni di cittadini esclusi dalle cure di avere finalmente una forma di sostegno il tema sanità rimane uno dei principali problemi sociali americani.

Si ha accesso al sistema sanitario sottoscrivendo un’assicurazione sanitaria. È spesso offerta come benefit per i dipendenti oppure deve essere sottoscritta privatamente con costi variabili dai 200$ mensili fino a diverse migliaia a seconda della copertura.

Attenzione però! Non venite curati per tutto e in tutti gli ospedali!

  • Le cure hanno dei massimali, sforati bisogna pagare di tasca propria
  • Gli ospedali a cui avere accesso sono quelli offerti dall’assicurazione, non tutti quelli sul territorio
  • I servizi accessori sono a pagamento (tipo: ambulanza tra i 400$ e 1200$, vedere proprio figlio appena nato 50$)

Inoltre state parlando con delle assicurazioni i quali hanno nessuna intenzione di pagarvi. Pensate allo stress di esservi fatti male e dove anche fare i conti prima di essere ricoverato.

Questo vuol dire usare la macchina invece dell’ambulanza, scegliere il giusto ospedale, compilare le carte correttamente e sperare di non esservi fatti troppo male per evitare di sforare i massimali assicurativi.

In Italia invece pagate il ticket.

No scherzo, non pagate solo il ticket perché contribuite con le vostre tasse (circa il 9%).

Probabilmente i migliori specialisti li trovate in USA, ma guardando all’estensione delle cure e al livello medio possiamo dire di essere fortunati a essere nati nella penisola.

Anche a livello di farmaci gli Stati Uniti sono messi peggio.

L’agenzia del farmaco italiano infatti controlla sia la qualità che i prezzi dei farmaci evitando che entrino sul mercato iene affamate di denaro. Non esiste nulla di simile in USA e infatti i prezzi dei farmaci sono i più cari al mondo.

Lo stesso vale, peraltro, anche per i prodotti di bellezza e quelli alimentari. Sostanze illegali in Europa perché cancerogene sono usate in libertà nei prodotti americani.

Sembra un tema non adatto ad un blog di finanza personale ma gli alti costi sanitari sono tra i maggiori motivi di emigrazione in Europa di cittadini americani.

STRATEGIA DI INVESTIMENTO CON DIVIDENDI

Non sta a me dire se una strategia di investimento concentrata sui dividendi sia efficace o meno ma ha senso negli Stati Uniti per una ragione molto semplice: i dividendi non sono tassati.

In Italia i dividendi sono considerati come un reddito e di conseguenza sono tassati come tutti gli altri strumenti finanziari ovvero al 26%. Non parliamo poi della doppia tassazione sui dividendi esteri oppure di alcune banca (come Banca Sella) che aggiungono costi di gestione per il trattamento di questo reddito.

In USA questa strategia è consigliata per una ragione: sono efficienti fiscalmente.

Non lo sono in Italia perché partite già da -26%. Fine.

LA DIVERSA TASSAZIONE SUGLI STIPENDI

Gli stipendi medi americani sono superiori a quelli italiani. Punto.

Questo è un dato di fatto innegabile e dipende sia da un mercato del lavoro più efficiente sia dalla presenza del salario minimo, inesistente in Italia.

In Italia però le tasse sono al netto dei servizi pubblici come l’assistenza sanitaria e alla pensione mentre in USA no. Queste si pagano a parte in quanto il sistema è privato, al massimo sono garantiti come benefit dall’azienda.

Per gli americani esistono questo tipo di trattenute:

  • Social Security TaxVale il 6,2% sui primi 113,700 dollari di stipendio annuale
  • Medicare – Trattenuta pari all’1.45% sul lorda e serve per finanziare il sistema sanitario americano di base (l’Obamacare)
  • Tassazione federale e statale – Esiste la tassazione nazionale e quella dello stato in cui si vive. In alcuni stati, come il Nevada, è a zero.

La tassazione americana è personale e può variare moltissimo anche da un collega di lavoro all’altro. In linea generale le tasse sono circa la metà di qualsiasi paese europeo.

La filosofia è completamente diversa. Nelle social democrazie lo stato sottrae dalla busta paga tutte le spese sociali e poi dice al cittadino “ok, ora comprati casa, mangia e divertiti, al resto ci pensiamo noi”, mentre nel sistema americano è “cavatela”

Bisogna poi però confrontare questi guadagni al costo della vita. Per Numbeo l’indice del costo della vita senza affitto o mutuo in USA è di 72.38, mentre per l’Italia è di 61.33.

Insomma vivere in Italia costa di meno.

Quando vedete i ricchi stipendi degli americani valutate anche questi fattori e non solo il dato relativo. Un dipendente a San Francisco con una RAL di 90k (una cifra enorme per l’Italia) probabilmente vive dentro la propria auto.

IL MUTUO DELLA CASA

Il piano di ammortamento americano (anglosassone) è parecchio più complicato di quello alla francese che siamo abituati a usare in Italia.

Cercando di tagliare la testa al toro in Italia si accede al mutuo se si ha un CRIF pulito e il tasso è determinato dalle condizioni economiche al momento del rogito. In parole povere dal tasso d’interesse definito dalla BCE. 

Si sceglie quindi il prodotto (fisso, variabile o misto) e si pagano le rate fino a 30 anni con il tasso definito al momento della stipula e ciaone.

Il metodo americano e è più complesso. Prima di tutto il tasso è definito da un misto di condizioni economiche e Credit Score e poi, ogni tot anni, il tasso del mutuo viene adeguato alle condizioni di mercato. Si chiamano Prime i mutui che si rinegoziano quando i tassi vanno a favore del mutuario.

Se avete visto il film di finanza The Big Short avrete anche sentito parlare dei Subprime, mutui che erano dati a persone incapaci di ripagarli ma a cui si dava fiducia. In questo caso la rinegoziazione del tasso avveniva a una determinata scadenza. Se avete vissuto il periodo 2008/2009 sapete che è successo: una crisi economica sistemica globale.

Insomma, alla faccia dell’aumento dei tassi variabili in Italia!

DICHIARARE BANCAROTTA PERSONALE

In Italia può dichiarare bancarotta solo una srl mentre in America si può fare anche a livello personale.

Anche se non funziona esattamente come pensa Michael Scott:

Nel caso di incapacità nel ripagare i propri debiti un privato cittadino può decidere di dichiarare bancarotta personale attraverso diverse procedure:

  • CHAPTER 13 – Consiste nel riorganizzare i pagamenti con un consulente contrattando il debito a tassi più favorevoli 
  • CHAPTER 7 – I beni dei debitori vengono liquidati, cioè venduti, per ripagare i suoi buffi. Può essere volontario o richiesto al tribunale dai debitori e non include tutti i debiti, ad esempio esclude il debito universitario. È la procedura più comune.
  • CHAPTER 11 – È meno utilizzato rispetto ai precedenti ma fornisce ulteriori strumenti.

Perché falliscono gli americani? In genere per la perdita del lavoro e per spese mediche:

Questo studio realizzato con dei sondaggi tra il 2013 e il 2016 (da The Ascent) fornisce una buona panoramica della situazione americana.

In altre ricerche viene posta parecchia enfasi sui costi medici. Come già detto infatti le assicurazioni sanitarie non coprono tutte le spese sanitarie necessarie e quelle specialiste sono una mazzata.

In Italia chi è indebitato viene segnalato al CRIF e quindi non ha accesso al credito, nel caso persegua per anni nel non ripagare il debito può essere sottoposto a liquidazione da un tribunale.

CONCLUSIONI PERSONAL FINANCE ITALIA VS USA

Potrei scrivere altre 3000 parole su questo tema: da come funziona la mancia al ristorante, all’indebitamento medio con le carte di credito sino a come funziona il sistema dei coupon. Potrei anche dirvi che l’aspettativa di vita italiana è di quasi 83 anni mentre quella americana di 76 anni.

Tutto ciò però serve solo a fare i pavoni in serata con amici, il punto importante è un altro.

La maggior parte della nostra formazione nella finanza personale avviene grazie agli influencer USA e seguendo i principi del mito americano. Ciò è un bene perché sono contenuti mediamente di alto livello ma anche un male perché, di tante cose, non ce ne frega davvero nulla.

USA ed Europa sono profondamente differenti e spero questo articolo vi abbia aiutato a:

  • Avere una panoramica delle differenze finanziarie tra i due paesi
  • Valutare criticamente i contenuti finanziari USA
  • Aiutato a rivalutare il sistema italiano ed europeo
  • Rompere meno il cazzo con un esterofilia aprioristica

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Sull'autore

FinanzaCafona

Founder & Editor

Sono un povero come te che scrive la maggior parte degli articoli di questo blog. Non mi dare troppo retta perché sono un fesso senza studi economici o finanziari però, se vuoi, puoi amarmi.

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